Honduras: Fallito Ritorno Di Zelaya. Due Morti

Honduras: fallito ritorno di Zelaya. Due morti

L’Osa, con una risoluzione che nella notte è passata con 33 sì e nessun no (l’Honduras non votava), ha anche sollecitato gli Stati membri a rivedere le proprie relazioni con l’Honduras.

Intanto, dopo che il governo ad interim insediatosi nel Paese aveva minacciato nei giorni scorsi Zelaya di impedire l’atterraggio del suo aereo nel paese, ieri mattina le autorità locali dell’Honduras hanno chiuso l’aeroporto, occupato la pista con blindati per impedire l’atterraggio dell’aereo che ha sorvola­to la città prima di desistere.

Durante la dimo­strazione ci sono stati scontri con l’esercito: due manifestanti, uno dei quali un ragazzino di 12 anni, sono rimasti uccisi. Il presidente deposto non si è fatto intimidire dalle minacce del gover­no golpista, che vuole arrestarlo appena doves­se rimettere piede nel Paese, per una serie di presunti reati commessi nella sua funzione. Chiuso nel suo palazzo, Micheletti riceve la stampa straniera anche due volte al giorno e ac­cusa la presunta disinformazione che circonda la vicenda: tutto quello che abbiamo fatto è le­gittimo, questo non è un golpe, continua a ripe­tere, e godiamo dell’appoggio di gran parte del Paese. Ha anche accusato il Nicaragua di Daniel Ortega di minacciare l’Honduras con truppe alla frontiera. Sabato a Washington un’assemblea di emer­genza dell’Osa, l’Organizzazione degli Stati ame­ricani, ha espresso un giudizio netto. Tutti i 33 Paesi del continente hanno riconosciuto Zelaya come presidente legittimo e deciso la sospensio­ne dell’Honduras dall’organizzazione.

Una presa di posizione influentissima ha fatto segnare tuttavia nella giornata di ieri un punto alla giunta golpista: il Cardinale di Tegucigalpa Óscar Rodríguez Maradiaga ha chiesto “all’amico Zelaya” di non tornare in patria affermando apertamente che il ritorno di questo causerebbe un bagno di sangue. Ma secondo il quotidiano filogolpista La Tribuna però Rodríguez Maradiaga sarebbe andato ben oltre la semplice considerazione di inopportunità del ritorno del presidente legittimo.  Infatti, vi sarebbe un comunicato della Conferenza Episcopale che affermerebbe che Zelaya ha violato l’art. 239 della Costituzione e quindi giustamente sarebbe stato deposto e che tutti gli atti commessi dalla giunta golpista sarebbero legittimi.

Infine Rodríguez Maradiaga avrebbe considerato unilaterale la posizione dell’Organizzazione degli Stati Americani condannando la sospensione in queste ore dell’Honduras da parte di questa organizzazione che ha invece considerato un golpe la deposizione di Zelaya.