Honduras: Gli Indigeni Vittime Della Legislazione

Honduras: Gli indigeni vittime della legislazione

I popoli indigeni e afrodiscendenti dell’Honduras sono diventati le cavie degli organismi finanziari internazionali, i quali pretendono d’imporre la loro idea di sviluppo, attraverso il programma d’investimento e la redazione di legge ambigue destinate a distruggere gli usi e costumi indigeni.  Nel 2003 la Banca Mondiale ha imposto la Legge di Sviluppo Predial, conosciuta come Legge sulla Proprietà, approvata nel 2004 durante il Congresso Nazionale, senza aver provveduto a compiere una consultazione preventiva, così come determinato nella Convenzione 169 della OIT. Nonostante la nostra organizzazione abbia effettuato una consultazione, dove si è dichiarato il nostro netto rifiuto alla norma relazionata ai popoli indigeni, lo Stato dell’Honduras ha rifiutato di prendere in considerazione la nostra opinione.    

Nel gennaio 2006, abbiamo presentato una protesta all’organismo d’indagine della Banca Mondiale, in relazione al Progetto di Amministrazione delle Terre dell’Honduras (PATH), basato sulla Legge sulla Proprietà vigente, che distrugge la proprietà comunitaria territoriale del nostro popolo.

Lo scorso anno, nel mese di luglio, l’organismo d’indagine della Banca Mondiale ha pubblicato una relazione sul PATH (1), dove si segnala come la grande maggioranza delle nostre obbiezioni erano corrette, e che il progetto PATH costituisce un serio problema per la conservazione dei territori ancestrali del Popolo Garífuna.

Lo scorso 8 marzo, l’organismo d’indagine ha avuto un incontro con i membri della nostra organizzazione, dove si sono esposte le opinioni sulla relazione dell’anno passato, oltre ad essere segnalate le incongruenze e le contraddizioni della mancata attenzione che La Banca Mondiale ha dato alla relazione del Pannello Investigativo.

Nel frattempo, negli ultimi due anni, su proposta del Banco Interamericano de Desarrollo (BID), si è redatta una Legge Indigena, la quale non è altro che un tentativo di blandire le decisioni prese nel Convegno 169 della OIT sui popoli indigeni e tribali. La Legge Indigena, non è altro che una norma secondaria, elaborata con il proposito di creare un contesto giuridico per poter accrescere il Plan Puebla Panamá, che ha incluso innumerevoli progetti di estrazione e di saccheggio delle risorse energetiche. 

La Legge Indigena del BID è accompagnata da un progetto denominato DIPA (Sviluppo Integrale dei Popoli Indigeni) con un movimento di più di 11 milioni di dollari. Il progetto comprende l’appoggio istituzionale e delle federazioni, per l’attuazione di una miriade di progetti singoli, che sopprimono la visione comunitaria dei nostri popoli. Il succulente bottino ha solleticato la voglia di più di un leader indigeno che si è sentito lusingato dalle opportunità personali presentate dal DIPA.  

Il Capitolo I della Legge in questione, gira intorno alla tematica della proprietà dei territori indigeni e afrodiscendenti. Nonostante le “buone intenzioni”, il Capitolo I si basa sulla Legge di Proprietà, senza mai menzionarla in nessun momento e molto meno chiarire i meccanismi di regolamentazione dei territori, lasciando in sospeso un’infinità di questioni relazionate con la denominazione, l’ampliamento e il risanamento dei villaggi. L’assenza di una soluzione certa alla problematica della terra, lascia scoperto l’enorme abisso giuridico, che invece di essere risolto riesce ad essere acutizzato.    

Nel confondere il concetto di proprietà comunale con comunitaria, utilizzandoli indiscriminatamente, oltre a vaticinare la futura scomparsa dell’istituto Nazionale Agrario (INA), la Legge riafferma la situazione giuridica che esiste in Honduras in materia di proprietà terriera, che è stata aggravata dalla Legge di Modernizzazione Agricola e dalla molto più insidiosa Legge delle Municipalità, insieme alle Zone Libere Turistiche (ZOLT), la Legge sulla Proprietà, e l’ABRE, artifici giuridici che non sono altro che interventi dello stato per attuare la spoliazione terriera. 
Nel progetto del BID PAPIN DIPA, si ignora il concetto di diritto collettivo, ed in una sola occasione si parla di conoscenza tradizionale. Sembra che il redattore disconosca l’articolo 8 j della Convenzione sulla Diversità Biologica e le sue implicazioni per quanto riguarda la difesa delle risorse ubicate nei territori dei popoli indigeni. Nello stesso modo gli autori non hanno incluso nessun articolo della Dichiarazione delle Nazioni Unite per i Diritti dei Popoli Indigeni. In maniera scandalosa nella redazione della legge vengono inclusi solamente le necessità economiche in contrapposizione al rispetto integrale dei diritti dei popoli.  

La Politica Operativa sui Popoli Indigeni del BID (PIP) nell’articolo 2.15.b è causa dei possibili danni che possono provocare i progetti del BID, visto che il Capitolo I della Legge sulla Proprietà, non garantisce in nessun modo la proprietà dei territori indigeni, in conseguenza della vaghezza della stessa e della mancanza di una normativa che protegga veramente e riconosca i nostri territori ancestrali. 

Nello stesso modo possiamo segnalare la violazione del Regolamento Operativo dei Popoli (PIP) all’interno del Capitolo IV sulle Risorse Naturali, che nella sua redazione contempla la consegna delle stesse in cambio di “compensazioni” economiche. Non è altro che il preludio della consegna delle risorse energetiche e l’apertura nei confronti delle imprese estrattive.

In nome dello sviluppo si sono commessi numerosi crimini contro i popoli indigeni del continente. Molti di questi sono rimasti fino ad ora sconosciuti grazie alla dimenticanza e la complicità dei nostri governi che rappresentano nel maggior parte dei casi più gli interessi delle multinazionali che quelli dei connazionali. 
Esiste una marcata tendenza degli organismi internazionali a scommettere sull’individualizzazione della proprietà comunitaria, così come a rafforzare la loro dominazione per mezzo di progetti individuali che dissimulatamente vengono denominati produttivi o familiari.
In poche parole, il fine è di distruggere la famiglia estesa e la funzione sociale della proprietà comunitaria, la quale non abroga il riconoscimento individuale, ma pone l’accento sulla protezione dei territori ancestrali essenziali per la sopravvivenza economica e culturale dei nostri popoli. 
Anche se il BID ha creato una serie di progetti, la sua politica continua ad essere associata alla depredazione e ad una visione dello sviluppo obsoleta,basata più sull’accumulazione del capitale che su una strategia di risoluzione delle calamità ambientali che si sono generate nel secolo XX, il secolo degli idrocarburi, e che per il XXI, si evolveranno nelle catastrofi annunciate di origine antropogenico.
Davanti alla persistenza di elementi associati allo Stato dell’Honduras e finanziati dal BID, la nostra organizzazione, insieme ad altre federazioni e leader indigeni del paese, si vede costretta a presentare una petizione formale all’Organismo d’Indagine Indipendente del BID, per far si che una volta per tutte si adotti la Dichiarazione dei Popoli Indigeni, del 13 settembre 2007.    

(1)
http://siteresources.worldbank.org/EXTINSPECTIONPANEL/Resources/
HondurasFINALINVESTIGATIONREPORTSpanishTrad.pdf

Mirian Miranda
OFRANEH