Honduras, Delegazione Governo Golpista Torna A Washington

Honduras, delegazione governo golpista torna a Washington

Una delegazione del governo golpista di Honduras guidato da Roberto Micheletti è a Washington per incontrare i rappresentanti dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) e del dipartimento di Stato Usa. Già la scorsa settimana i rappresentanti dell’esecutivo avevano raggiunto la capitale statunitense per un incontro con il segretario generale José Miguel Insulza, definito “positivo” da entrambe le parti.

La missione, composta dall’ex presidente della Corte suprema Vilma Morales, dall’avvocato Mauricio Villeda e dall’imprenditore Arturo Corrales, dovrebbe concludersi giovedì e vedrà i rappresentanti del governo golpista incontrarsi con diversi esponenti dell’organizzazione, nell’ambito del processo di mediazione guidato dal presidente del Costa Rica Oscar Arias, la cui opera è stata rallentata dal virus dell’influenza A che lo ha colpito la scorsa settimana.

Secondo il governo presieduto da Micheletti la decisione dell’Osa di sospendere Honduras dall’organizzazione è stata determinata da una scarsa conoscenza degli eventi che hanno portato al colpo di Stato, ovvero la violazione dei dettami costituzionali da parte del presidente deposto Manuel Zelaya; secondo questa ricostruzione l’intervento militare che ha portato alla destituzione e al trasferimento all’estero di Zelaya non è stato un golpe, ma l’applicazione di un ordine giudiziario determinato dalla volontà del capo di Stato eletto di celebrare un referendum costituzionale, bocciato dalla Corte suprema, che aprisse alla possibilità di una sua rielezione.

La delegazione di Honduras dovrebbe incontrare inoltre il segretario di Stato aggiunto per l’America Latina Craig Kelly, che, secondo quanto anticipato dal portavoce Philip Crowley, rinnoverà le pressioni di Washington sul governo golpista affinché accetti il piano elaborato da Arias, che prevede il ritorno in patria di Zelaya e il suo reintegro nell’incarico di capo di Stato fino alle elezioni del prossimo novembre.

“È la migliore opzione che ha l’Honduras per risolvere la crisi e avanzare verso un nuovo governo”, ha spiegato Crowley. La decisione di inviare una nuova missione a Washington, che “faccia aprire le porte del mondo a Honduras” come ha dichiarato Micheletti, sembra un evidente tentativo del governo golpista di guadagnare credibilità e tempo in vista delle elezioni presidenziali. Il trascorrere dei giorni infatti gioca tutto a favore dei protagonisti del colpo di Stato che, se non guadagnano in “costituzionalità”, ottengono però il risultato di “sfiancare” l’opposizione dei sostenitori di Zelaya e di rendere sempre più difficile un suo ritorno prima delle presidenziali.

 

fonti: Velino/Velino Latam