Guatemala: Indigeni Si Mobilitano In Difesa Della Terra

Guatemala: Indigeni si mobilitano in difesa della Terra

Numerose comunità indigene e organizzazioni contadine hanno organizzato una mobilitazione nazionale “in difesa della Madre Terra, il Territorio e il Buen Vivir” contro le imprese del petrolio, del cemento e delle miniere. – Numerose comunità indigene del Guatemala hanno organizzato una mobilitazione nazionale lo scorso 15 luglio.

Come si legge nel comunicato diffuso dai manifestanti “Le imprese minerarie, del cemento e del settore estrattivo contaminano le nostre acque e ci costringono ad abbandonare i nostri territori; le grandi centrali idroelettriche, come quella di Xalalá e altre inondano le nostre comunità, causando sfollamenti e trasferimenti coatti”. Numerosi membri di comunità indigene hanno voluto denunciare la criminalizzazione della protesta sociale, lamentando il fatto che chiunque combatta in difesa della propria terra venga considerato “un terrorista, un agitatore, un delinquente”; e hanno aggiunto che le riforme apportate alla Ley de Minería e alla Ley de Aprovechamiento y Manejo Sostenible de los Recursos Hídricos sono lesive dei diritti delle comunità indigene.

La mobilitazione nazionale è stata convocata in occasione della giornata del Aq’ab’al (giorno 8 secondo il calendario Maya), che significa l’alba e il tramonto, la luce e l’oscurità: giorno di rinnovamento e nuove opportunità. Hanno preso parte alla protesta le comunità di San Juan Sacatepéquez, Zona Reina del Ixcán, Q’eqchís, Livingston Izabal, Consejo de Pueblos de Occidente, Xinkas de Santa María Xalapan e molte altre, così come la Coordinación y Convergencia Nacional Maya Waqib’ Kej, il Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Contadine (CNOC) e il Comitato di Unità Contadina (CUC).

Contro l’impresa ‘Progresa’

Uno dei motivi della protesta è l’installazione di un’impresa produttrice di cemento nella zona occidentale di San Juan Sacatepéquez. Migliaia di pobladores contadini e indigeni hanno bloccato, a partire dalla notte di domenica 12 luglio, la strada che conduce all’ingresso del pueblo, impedendo la normale circolazione dei mezzi di trasporto. Intanto, l’impresa Cementos Progresa assicura che il progetto non comprometterà le fonti d’acqua e la vegetazione locali, oltre a promettere la creazione di numerosi posti di lavoro. Gli abitanti di San Juan Sacatepéquez si oppongono fermamente all’installazione della centrale cementizia, finanziata con capitale guatemalteco, denunciando il rischio di contaminazione delle acque.(…) Il dirigente del CUC, Daniel Pascual, ha dichiarato che la mobilitazione ha come principale obiettivo quello di fare pressione sul governo di Colom affinché congeli i lavori per la costruzione dell’impianto. La fabbrica, che prevede un investimento di circa 690 milioni di dollari, è attualmente in fase di costruzione e occuperà  un’area approssimativamente di 900 ettari: si calcola che entro il 2012 potrebbe iniziare a funzionare.

Fonte: Servindi

Traduzione Francesca Casafina