Guatemala, 33 Anni Dopo

Guatemala, 33 anni dopo

guatemala guerraI villaggi, i “cantones y caserios”, si riempivano giorno dopo giorno di sfollati, morti, vedove e orfani. Le operazioni militari erano continue, così come le offensive e controffensive militari. Pattuglie e paramilitari erano ovunque, in un’ottica di continuo controllo e repressione degli oppositori al regime.

Tutto questo fino al 1996, quando la pace è stata firmata. Abbiamo così assistito e sopportato sulla nostra pelle, noi popoli del cosiddetto Nord del mondo, L’Operazione Ixil, il Piano di Campagna Victoria 82 con la sua “Fuerza de Tarea Gumarkaj”, le operazioni delle truppe paracadutiste, la rasa al suolo dell’Ixacan per mano della “Fuerza de Tarea El Tigre”, il Piano della Campagna di Risolutezza 83, il Piano della Campagna di Incontro Istituzionale 84, il Piano della Campagna per la Stabilità Nazionale 85, il Piano della Campagna di Consolidazione Nazionale 86, il Piano della Campagna Fine dell’Anno 87 e il Piano della Campagna Fortaleza 88.

Ogni Piano di Campagna con le proprie offese alla popolazione che tentava una vana resistenza; ogni Piano di Campagna con i suoi morti, con la proprie terre rase al suolo; ogni Piano di Campagna con il sabotaggio totale dei raccolti, con i suoi saccheggi.

Vent’anni di “sfollamento della popolazione”, in cui le terre che venivano distrutte o cadevano in mani nemiche. Vent’anni di resistenza in una guerra indetta con l’obiettivo di appropriarsi delle risorse naturali su cui si basava la sussistenza del popolo, terre ereditate dagli avi, grazie alle quali storicamente i popoli del Guatemala sono sopravvissuti.

Nel 1996 sono arrivate la Pace e il Libero Commercio. Abbiamo lasciato le armi, e piano piano ci siamo scontrati con la realtà di offensive segrete e pubbliche; di come il denaro venisse gestito a livello nazionale e internazionale senza in nessun modo informare nè cosultare (o per meglio dire tenendo completamente all’oscuro) quei popoli che con il proprio sangue avevano perpetuato la vita e salvaguardato le risorse naturali in quei luoghi ora così ambita da capitali.

33 anni dopo il terremoto le zone a nord della Repubblica, e tra queste anche il Dipartimento di El Quichè, si trovano nuovamente militarizzate per ordine del Governo con il pretesto di combattere il narcotraffico. Gruppi di popolazione civile sono stati armati e nuovi distaccamenti militari fioriscono nei cosiddetti “Corridoi Strategici” della guerra e del narcotraffico. Tra gli altri, un distaccamento mobile per Joyabaj, un distaccamento in Cotzal, in Cantabale – Ixcan, in Playita, in Rubel Santo, in Raxujà, in Fray Bartolomè.

Sembrerebbero essersi dimenticati dell’Accordo di Pace firmato riguardo “Il Rafforzamento del Potere Civile e Le Funzioni dell’Esercito in una Società Democratica”.

Il Governo di Alvaro Colom ha dato vita nei giorni 24, 25 e 26 di febbraio di questo 2009 alla celebrazione del Giorno Nazionale per la Dignità delle Vittime. Questo evento ha riscontrato un’incredibile concentrazione di massa e favorito l’organizzazione di molteplici atti pubblici “Contra el Olvido”, cioè Per Non Dimenticare.

Come parte del popolo del Guatemala quale siamo, ci preme mettere in chiaro al Presidente Alvaro Colom che di questa guerra recentemente passata, dei suoi massacri, delle terre rase al suolo, dei crimini di guerra e contro l’umanità, e degli atti di genocidio da essa provocati, nessuno di noi sopravvissuti se n’è dimenticato. Ciò che pare ai nostri occhi è che ad essersene dimenticati siano i Governi della Pace, l’Apparato di Giustizia dello Stato e il Congresso della Repubblica del Guatemala. Ad oggi nemmeno uno di quei massacratori di popoli e comunità è stato processato e condannato.

A 10 anni dall’invio al governo di Alvaro Arzù delle Conclusioni e Raccomandazioni della Commissione per la Chiarificazione Storica, rinnoviamo al governo di Alvaro Colom la nostra volontà:

Che lo Stato guatemalteco assuma le proprie responsabilità davanti ai crimini di guerra e contro l’umanità, e agli atti di genocidio ad opera dell’esercito del Guatemala durante il recente Conflitto Armato Interno.

Chiediamo inoltre che, preso atto delle conseguenze causate dalla sua partecipazione in questi eventi, si aprano le vie per la giustizia e si condannino i responsabili intellettuali e materiali di questo scempio.

È essenziale assumere questo atteggiamento come Stato, e che la nuova legislazione riconosca di fatto la guerra passata, le sue cause, e le conseguenze che essa ha provcato tra i popoli; che propizi quindi la giustizia, tramite l’apertura ad un cammino di convinta e duratura riconciliazione, e con l’assuluta volontà che mai più in Guatemala si ripeta una simile esperienza.

Questi 12 anni di Pace ci hanno dimostrato, davanti all’assenza totale di giustizia nel paese, che gli atti di repressione contro gli oppositori del governo non solo non sono scomparsi, ma anzi si sono consolidati e fortificati nella vita nazionale.

Questi 12 anni di Pace ci hanno dimostrato che non è lo Stato, ma il Popolo, il vero garante della Memoria e della Giustizia in Guatemala.

 

Iniziativa per la Memoria Storica del Guatemala

 

Traduzione di Enrico Poli