Green Economy: Una Visione Distorta Dello Sviluppo Sostenibile

Green Economy: una visione distorta dello sviluppo sostenibile

greeneconomy sviluppo distortoRené Orellana, capo della Delegazione della Bolivia, in un’intervista con il CAOI esprime le sue preoccupazioni per Río+20 – Con il concetto di green economy, i Paesi del Nord mirano a trasferire le responsabilità della crisi sui Paesi poveri, oltre a relegare i diritti sociali in generale e, in particolare, i diritti dei popoli indigeni, ha affermato Rene Orellana, capo della Delegazione della Bolivia alla fine del Round di Negoziati per il Zero Draft, tenutosi a New York dal 23 Aprile al 4 Maggio.


Parlando con il CAOI, il rappresentante boliviano ha detto che il concetto di green economy, alimentato dai Paesi ricchi, ha un indirizzo prevalentemente ambientalista, vale a dire, che non integra anche lo sviluppo economico, sociale e ambientale. Il pericolo, ha avvertito, è che con l’istituzione di “buone pratiche da seguire”  e dei sistemi di monitoraggio, si starebbe riducendo il diritto sovrano dei Paesi di decidere i propri modelli di sviluppo ” dialogando con la nostra popolazione”.

I Paesi industrializzati si rifiutano di modificare i loro modelli di consumo e cercano di trasferire la loro responsabilità attraverso l’imposizione dei pagamenti dei servizi ambientali, la riduzione del consumo di combustibili fossili e meccanismi per un uso efficiente dell’acqua, stabilendo anche quali siano le attività che si suppone ne facciano un uso efficiente. “Sembra che siamo noi i responsabili della crisi climatica, della crisi finanziaria, e che i Paesi ricchi siano quelli che devono monitorarci “, ha detto Orellana.

Orellana ha citato la mancanza di impegno da parte dei Paesi industrializzati, fatto dimostrato dagli studi che mostrano come le loro società abbiano speso in cibo per i loro animali più di quanto i loro Stati abbiano stanziato per gli aiuti allo sviluppo. E questo si realizza solo il 30% degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio relativi alla riduzione della povertà.

Più modelli

Per quanto riguarda la proposta presentata dal Gruppo dei 77 al Round di Negoziati, Orellana ha rimarcato come l’accento sia stato posto con forza sul riconoscimento di non solo uno, ma molteplici modelli di sviluppo.

È stato proposto altresì di rispettare il diritto sovrano dei Paesi in via di sviluppo sulle loro risorse naturali e il loro diritto a decidere il proprio modello di sviluppo senza quei sistemi di monitoraggio che, in pratica, rappresentano un’intrusione nelle nostre politiche pubbliche.

Il delegato boliviano ha detto che i popoli indigeni sono presenti nel documento attraverso, ad esempio, il riconoscimento dell’importanza dei loro saperi tradizionali in materia di agricoltura, di gestione della biodiversità e di sovranità alimentare.

Infine, Orellana ha sottolineato come la proposta del Gruppo dei 77 includa il concetto di Madre Terra. In particolare, la Bolivia e l’Ecuador hanno anche sollevato la questione relativa al riconoscimento dei diritti della natura. Questo argomento è stato incluso nel capitolo I del Zero Draft: La nostra visione dello sviluppo sostenibile. “Stiamo lavorando affinché questi quattro paragrafi siano mantenuti nel documento di Rio+20”, ha concluso Orellana.

 

IOTC Communications

Intervista completa: http://www.youtube.com/watch?v=1SMi14jLk-A&feature=youtu.be