Grandi Navi, Rotta Su Marghera

Grandi navi, rotta su Marghera

no nav[Su margheraonline] VENEZIA — Su due cose sono tutti d’accordo: che le grandi navi non devono più passare davanti a San Marco e che Marghera può rappresentare — in via transitoria — l’alternativa migliore. Per la soluzione definitiva però bisogna aspettare ancora, almeno fino all’1 ottobre quando ci sarà l’incontro a Roma con i ministeri di Ambiente e Infrastrutture.

 

Sul tavolo ci sono quattro ipotesi: la realizzazione del canale Contorta-Sant’Angelo (proposto dal Porto), lo scavo di quello dietro la Giudecca (deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti), il terminal off-shore alla bocca di porto del Lido (l’ex vice-ministro ai Trasporti Cesare De Piccoli), e la nuova stazione proprio a Marghera (il Comune). Tutte hanno bisogno di almeno due-tre anni per essere realizzate (escluse le autorizzazioni), ma anche diversi mesi per diventare progetti almeno preliminari.

 

Nessuno scommette sulla soluzione definitiva: da una parte non si vorrebbe scavare un nuovo canale (e quindi Marghera sarebbe di fatto l’unica vera alternativa), dall’altra la zona industriale ha una serie di problemi a partire dalla compatibilità con il traffico commerciale fino ai problemi di navigabilità. «I progetti presentati per il percorso alternativo sono stati vagliati nelle loro implicazioni ambientali ed economiche, ora la decisione», dice il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. In realtà non è proprio così se Capitaneria di Porto e magistrato alle Acque, incaricati lo scorso luglio proprio dal ministro, di valutare le ipotesi stanno ancora vagliando i progetti. Di più: l’ipotesi di Marghera su cui punta il Comune di Venezia deve ancora arrivare sul tavolo dell’ammiraglio Tiberio Piattelli, il comandante della Capitaneria.

 

La sensazione è che l’accelerazione del governo sia arrivata dalla pressione mediatica di questi ultime settimane che ha avuto il suo apice sabato con la manifestazione di ambientalisti e Comitato No Nav. «La mobilitazione ha prodotto una moltitudine di foto di ogni tipo, saranno selezionate per un libro che possa descrivere al mondo la follia del passaggio delle navi nel canale della Giudecca», dice il fotografo Oliviero Toscani. L’indirizzo a cui inviare le foto è info@nuovopaesaggioitaliano.it: «Arrivano, arrivano — continua Toscani — aspettiamo quelle giuste».

 

Intanto la Digos e le forze dell’ordine stanno identificando i manifestanti che si sono gettati in acqua bloccando per un’ora il passaggio delle crociere, e che riceveranno a casa una multa di duemila euro per divieto di balneazione. Altre indagini riguardano l’occupazione e lo smantellamento degli interni del terminal per i crocieristi, ad opera dei centri sociali, all’aeroporto Marco Polo.

 

Con ogni probabilità la prossima settimana sarà ufficializzata la scelta di Marghera come soluzione transitoria, dove dirottare la navi diminuendo il transito davanti a San Marco per arrivare velocemente a quella che il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando definisce «opzione zero». «Sono convinto che tutte le navi impattanti, che non siano normali imbarcazioni, debbano uscire da Venezia, ma bisogna salvare la croceristica: abbiamo 4-5 mila lavoratori dell’indotto, se le navi stanno fuori dalla laguna abbiamo chiuso, e tanto vale mandarle a Trieste», avverte il governatore del Veneto Luca Zaia.