Giugliano Verso L’inceneritore: Due Aziende Pronte Alla Gara

Giugliano verso l’inceneritore: due aziende pronte alla gara

labeffafoto[di Enrico Nuocera su Campania Web]

 

 

Si tratta dell’A2A (la stessa dell’inceneritore di Acerra) e un’Ati composta da una società russa e una canadese. Ma gli ambientalisti annunciano battaglia: «Noi le alternative le abbiamo proposte, perché insistere con gli inceneritori?»

 

 

La battaglia sull’inceneritore di Giugliano entra nel vivo. Lunedì 22 dicembre saranno aperte le buste delle offerte per la costruzione dell’impianto, prevista in località Ponte Riccio (ex centrale Enel). Si tratta di un passaggio ancora interlocutorio, poiché la procedura seguita sarà quella del dialogo competitivo (si presentano, man mano, soluzioni tecniche e finanziarie per poi scegliere, alla fine, quelle più vantaggiose per la stazione appaltante). Due le aziende in ballo: l’A2A, la stessa dell’inceneritore di Acerra, e un’Associazione Temporanea d’Impresa, la Rti Green Point Global Partners Ldt Sevenergo Story Trest, composta da una società russa e una canadese. L’importo complessivo dell’investimento, come indicato sulla Gazzetta Ufficiale dal Commissario Straordinario Alberto Carotenuto, è di circa 316 milioni di euro, di cui 16 milioni per la progettazione. «La stima per la gestione annua dell’impianto – si legge sulla Gazzetta – salvo successiva quantificazione all’esito della prima fase del dialogo competitivo, è fissata in euro 25 milioni».

 

 

 

LE ECOBALLE – L’obiettivo è quello di bruciare, nel giro di circa quindici anni, le sei milioni di ecoballe che ancora giacciono sul territorio campano. Una soluzione, quella dell’inceneritore, che viene contestata dai comitati ambientalisti come da alcuni amministratori: «La Regione Campania deve cancellare gli inceneritori dai suoi piani di smaltimento – afferma Vincenzo Caso, sindaco di Frattaminore, Comune più virtuoso d’Italia in materia di gestione ambientale – i cittadini sono pronti alla raccolta differenziata spinta, porta a porta, come dimostra l’esperienza di questo Municipio. Invito anche gli altri sindaci a prendere una posizione forte nei confronti di scelte che risalgono a un know how vecchio, superato e insalubre». Parole cui fanno eco quelle di Lucia de Cicco, presidente del comitato giuglianese “L’Eco della Fascia Costiera”: «Sono anni che proponiamo alternative basate sul riciclo e sul riuso, anche delle “balle” che infestano i nostri territori. Si tratta di materiali mai caratterizzati, non sappiamo di preciso cosa ci sia dentro, ma di sicuro c’è che il secco, tutto il materiale riciclabile, non manca».  Parole confermate da Franco Ortolani, professore di Geologia alla Federico II di Napoli: «Le balle accatastate a Giugliano ammontano a circa 6, 7 milioni di metri cubi. La maggior parte, circa 4 0 5 milioni, possono essere recuperate e riciclate: plastica, legno, metalli. Si può avviare una filiera di recupero che continuerebbe poi ad alimentarsi con i materiali derivanti dalla differenziazione dei rifiuti anche in futuro»

 

 

 

CE LO CHIEDE L’EUROPA – L’inceneritore è la soluzione più rapida e sicura per non incorrere nelle sanzioni della Comunità Europea, ribattono dalla Regione. Palazzo Santa Lucia punta sul fatto che in Italia non sia mai stata costruita una rete di impianti adeguata allo smaltimento dei rifiuti, che vengono perlopiù trasferiti in altri Paesi Europei: «Ma L’Europa non ci chiede certo gli inceneritori – ribatte Ortolani – ci chiede, semplicemente, di non inquinare. E cosa c’è di meglio dei riciclo e del riuso dei materiali, nonché della riduzione a monte? Gli inceneritori sono nell’interesse delle lobby industriali, non dei cittadini, che hanno mostrato di aver capito cosa significa differenziare i rifiuti». Come dimostra anche il rapporto di Waste Strategy, think tank sull’industria del waste management e del riciclo: «Negli ultimi tre anni gli scarti si sono ridotti, in Italia, da 31,4 milioni di tonnellate a 29,6. Effetto dei calo dei consumi ma anche dell’aumento della raccolta differenziata su tutto il territorio nazionale, che si attesta a un +4,6 percento».

 

 

 

*Articolo pubblicato su campaniaweb.it, 18 dicembre 2014