G20: Cronaca Di Un Fallimento Annunciato

G20: cronaca di un fallimento annunciato

g20 londraMigliaia di manifestanti sono sfilati ieri primo aprile dietro le immagini dei quattro cavalieri dell’Apocalisse che incarnano i crimini finanziari, la guerra, il cambiamento climatico e la perdita della casa e della stabilità.

Mentre Francia e Germania chiedono interventi rapidi e fanno fronte comune – portando avanti posizioni distinte rispetto al resto dei paesi del G8 – la polizia reprime duramente i manifestanti accorsi a Londra da tutta l’Inghilterra e da vari paesi d’Europa e del mondo, causando nella giornata di ieri un morto.

Migliaia i manifestanti che hanno assediato la City, alcuni dei quali hanno assaltato la Royal Bank of Scotland, presa a simbolo dello strapotere delle banche e del loro ruolo nella crisi attuale.

Oggi, nella seconda giornata di manifestazioni, centinaia di manifestanti si sono dati  appuntamento in segno di solidarietà  nel vicolo della city dove è stato trovato il corpo dell’uomo deceduto durante le manifestazioni contro il summit.  I manifestanti sono arrivati anche vicino all’Excel, sede del Vertice.

“C’e’ un confine sottile tra il fallimento delle banche e delle nazioni, temo un collasso globale” ha detto allarmato Ban Ki Moon – segretario generale dell’ONU – ai  leader del G20, esprimendo il timore di un ulteriore accelerazione della crisi iniziata come finanziaria e diventata ormai economica, ambientale, energetica, alimentare, sociale e migratoria.

Nonostante lo scetticismo espresso da alcuni governi, tuttavia, sembrerebbe secondo le indiscrezioni che i leader del G20 abbiano raggiunto un minimo accordo sugli aiuti all’economia del valore di mille miliardi di dollari.  Secondo il “Times”, il denaro arriverebbe attraverso tre pacchetti separati: il primo consisterebbe in linee di credito per il valore di cento miliardi di dollari per sostenere una ripresa del commercio, il secondo consiste nel triplicare le risorse del Fondo monetario internazionale (Fmi) a sostegno dell’economia in difficolta’, che arriverebbero a 750 miliardi di dollari. Infine, il terzo pacchetto consiste in un aumento della linea di credito costituita dai cosiddetti “diritti speciali di prelievo da 100 a 250 miliardi per sostenere le economie dei Paesi in via di sviluppo.

In ogni caso, più che mai questo G20 celebrato in tempi di crisi sempre più nera riapre il dibattito sulla governance mondiale. Il fallimento delle politiche neoliberiste basate sulla logica della crescita economica, delle privatizzazioni e della deregulation portate avanti negli anni scorsi dai G8, dal FMI, dalla BM, dall’OMC sono all’origine della crisi.

Una crisi che sta colpendo in maniera sempre più feroce lavoratori, comunità, studenti, migranti, popolazioni di interi paesi del sud come del nord del mondo, cancellando diritti e possibilità di futuro per intere generazioni, e che mostra in maniera inoppugnabile la necessità di cambiare modello e di cambiare i modi e i luoghi di decisione. Ed è per questi motivi che oggi più che mai è importante lavorare per restituire sovranità ai cittadini ed alle comunità, partendo dalle tante alternative già esistenti e dalle molteplici proposte per risolvere la crisi che i movimenti e la società civile globale portano avanti.

Redazione A Sud