Firmato L’accordo Militare Che “legalizza” L’installazione Delle Basi USA In Colombia

Firmato l’accordo militare che “legalizza” l’installazione delle basi USA in Colombia

Dopo diversi mesi di negoziazioni, Colombia e Stati Uniti hanno firmato venerdì scorso (30 ottobre) a Bogotà il tanto criticato accordo che  prevede l’installazione di sette basi statunitensi nel territorio colombiano. Il patto avrà una durata di “appena” 10 anni.
La sottoscrizione del patto militare è avvenuta a porte chiuse in una cerimonia nella quale hanno partecipato il cancelliere Jaime Bermúdez e l’ambasciatore degli USA in Colombia, William Brownfield.
Il governo di Alvaro Uribe ha ribadito che l’accordo militare non passerà per il Congresso. Questo hanno fatto sapere il Cancelliere e il Ministro dell’Interno al presidente della Camera, Édgar Gómez, e ai presidenti delle commissioni del Senato e del Camera (incaricate di trattare questioni relazionate con la politica estera), Mario Varón y Manuel José Vives.
Gómez, che ha dichiarato di essere “soddisfatto” delle spiegazioni date dall’Esecutivo, ha affermato che il documento non passerà attraverso la Camera dato che “non è un trattato internazionale ma un accordo semplificato”, ossia prevede “vincoli contenuti in trattati e in accordi bilaterali e multilaterali sottoscritti dalla Colombia precedentemente”.
Secondo il Presidente della Camera, che ha letto un comunicato dove si riassumevano le motivazioni del Governo relative alla firma del patto, “l’accordo non prevede il transito di truppe” straniere sul territorio colombiano. Risponde così a una delle argomentazioni mosse da membri dell’opposizione, come Cecilia López (liberale),  che chiedono che il Congresso possa revisionare l’accordo.
Secondo López “è un’ offesa che il presidente Uribe muove al Congresso” e critica il fatto che i militari statunitensi continuino ad essere protetti dall’”immunità diplomatica” nel caso in cui commettano reati in territorio colombiano.  
López ha inoltre aggiunto che “l’immunità è inoltre un’offesa per le donne colombiane che sono state violentate dai militari statunitensi”.
Allo stesso modo, il senatore  Jorge Enrique Robledo, facente parte partito d’opposizione Polo Democratico Alternativo (PDA), in un’intervista a BBC Mundo, ha sottolineato che l’accordo “è una delle peggiori decisioni della storia colombiana, in quanto viola profondamente la sovranità nazionale e porta il Paese ad essere una pedina della strategia statunitense per il controllo mondiale”.
Robledo ha dichiarato che questo accordo è una minaccia per il resto del continente ed è incredibile che a duecento anni dall’indipendenza dalla Spagna, Álvaro Uribe regali al Paese basi militari statunitensi”.
A differenza di quello che è successo in Colombia, negli USA l’accordo di cooperazione militare  passerà al Congresso, fatto annunciato giovedì scorso dall’ambasciatore William Brownfield. Egli ha dichiarato che “dopo la firma dell’accordo esecutivo, si ha l’obbligo di mandare il testo al Congresso, in particolare alle due commissioni Relazioni Internazionali del Senato e della Camera dei Rappresentanti”.
Il diplomatico ha inoltre sottolineato come “nessuna delle azioni previste dall’accordo possono violare la sovranità di un altro paese”.
Ciononostante, paesi come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Brasile in diverse occasioni hanno definito la presenza militare degli Stati Uniti un ostacolo alla pace e un vero pericolo per tutti i paesi del continente. Rafael Correa, durante un intervento nell’ultima sessione straordinaria dell’Assemblea Straordinaria di Unasur, avvenuta a Bariloche (Argentina), ha dichiarato che “è un’azione che viola la sovranità del popolo colombiano e colpisce la stabilità della regione.
 
Traduzione di Maddalena Natalicchio