Ex Colorificio Di Pisa. Il Countdown

Ex Colorificio di Pisa. Il Countdown

Ex-colorificio[di Alberto Zoratti | su Comune-info]L’applauso in conclusione dell’ultima assemblea all’ex Colorificio di Pisa segna un salto di qualità nell’esperienza del Municipio dei Beni Comuni. A ridosso dello sgombero, quando i reparti della polizia di stato tenteranno di chiudere un’esperienza di alto valore sociale e simbolico, la parola d’ordine è “esserci”. Lo sgombero rappresenta la fine di una fase ma anche un nuovo inizio nella lotta contro l’intoccabilità della proprietà privata.

 

E’ scoppiato in modo spontaneo, quasi liberatorio. L’applauso che ha concluso l’assemblea del Municipio dei Beni Comuni di lunedì sera, convocata in vista dello sgombero imminente, ha avuto il sapore della condivisione e della consapevolezza che il sequestro dell’immobile riguarda tutti, così come coinvolge tutti la presenza nel giorno in cui la Questura di Pisa applicherà le volontà della proprietà.

 

Il conto alla rovescia è già iniziato, sarà questione di giorni, forse di una settimana, e l’esperienza dell’ex Colorificio Liberato verrà trattata alla stregua di un qualsiasi problema di ordine pubblico, da risolvere con l’intervento dei reparti di polizia.

 

Ma l’assemblea partecipata del Municipio di lunedì dava il senso dell’anno passato assieme e della costruzione di uno spazio fisico, ma ancor di più simbolico, che ha opposto alle pretese di una proprietà disinteressata ed autoreferenziale gli interessi di una comunità che alla socializzazione lega una decisa contrarietà alla speculazione immobiliare e al consumo di suolo.

 

Da oggi la parola d’ordine sarà telefoni cellulari accesi anche di notte, disponibilità a presidiare lo spazio e a farsi chiamare anche in piena notte perchè in via Montelungo “sta succedendo qualcosa”.

 

Esattamente come l’occupazione di un anno fa anche lo sgombero sarà un atto pubblico e trasparente. Sarà l’occasione per dimostrare che l’ex Colorificio Liberato non è mai stato un semplice spazio occupato, sarà il momento di far emergere in modo evidente il conflitto tra intoccabilità della proprietà privata e interessi dell’ambiente e della comunità. Non si è entrati alla chetichella, non si uscirà di nascosto. Più di un centinaio di persone ha proposto di essere presente dentro lo spazio nei momenti cruciali, per continuare quelle attività che per più di un anno sono state portate avanti a vantaggio della cittadinanza. La palestra di arrampicata, la scuola per migranti, le aule studio, la biblioteca, la ciclofficina saranno aperte ed operative perchè lo sgombero non restituisce solamente quattordici mila metri quadrati al proprietario e alle sue ambizioni speculative, ma interrompe un lavoro di tessitura di relazioni che ha permesso di far tornare produttivo socialmente un non-luogo, lasciato negli anni alla piena disponibilità dei piccioni pisani.

 

Nei prossimi giorni, e nel momento dello sgombero, da queste pagine sarà possibile seguire momento per momento gli sviluppi dell’operazione. Così come sarà possibile ascoltarla in diretta streaming da Radio Roarr, che in quel momento sarà la finestra da cui rendere visibile quello che in molti vorrebbero nascondere. #Condividiamo_unsogno e #Sequestrano_unsogno saranno gli hashtag di uno spartiacque importante, della fine della prima fase del Municipio dei Beni Comuni.

 

Lo sgombero ed il conseguente sequestro dell’immobile chiudono una fase e ne aprono un’altra, che parla di spinta in avanti dell’opposizione all’intoccabilità della proprietà privata, di sostegno incondizionato a situazioni simili come quella di Scup a Roma e di una grande manifestazione nazionale, da organizzarsi a Pisa per novembre, che sappia rilanciare a livello politico e sociale quello che una proprietà ingorda, una giustizia miope e un’Amministrazione assente hanno voluto normalizzare a semplice operazione di polizia.