L’interesse Delle Future Generazioni Nel Diritto Interazionale E Dell’Unione Europea

L’interesse delle future generazioni nel diritto interazionale e dell’Unione Europea


Dettaglio eventi


Road map verso il XXVI Convegno annuale della Società italiana del diritto internazionale e dell’Unione Europea. Presso il Campo delle Scienze Sociali di Novoli, in via delle Pandette a Firenze.

Giovedì 7 aprile alle ore 16:15, aula D4.114, avrà luogo il seminario “Giudizio Universale: l’azione legale contro il Governo italiano in materia di cambiamento climatico”. A parlare sarà Marica Di Pierri, Direttrice del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali di Roma e co-autrice del saggio “La causa del secolo”.

Per seguire online il seminario è necessario scaricare la piattaforma Webex a questo link.

Giovedì 21 aprile, ore 10:15, aula D5.008, avrà luogo il seminario “Le generazioni future anteriori fanno causa. Sul fenomeno del contenzioso climatico giovanile”. Interverrà Lorenzo Grandoni, Senior Research Fellow, Max Planck Institute Luxembourg.

Perché la giustizia climatica è la causa del secolo?

Sebbene i cambiamenti climatici colpiscano tutti, non tutti ne soffrono allo stesso modo. Le conseguenze del riscaldamento globale stanno portando conseguenze disastrose a tutte le latitudini del pianeta. L’Italia non fa eccezione. Il nostro paese presenta una straordinaria vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici. I report ufficiali prevedono aumenti delle temperature compresi tra +1.8°C e +3.1°C nel corso del secolo. Nello scenario più pessimista, le temperature aumenterebbero di +3.5° / +5.4°C. Con un aumento di temperatura medio globale di 3°C il 50% il microclima dell’ecosistema mediterraneo non sopravvivrebbe. Il 50% della regione mediterranea sarebbe vessata da periodi di siccità costante, anche per 5 o 6 mesi all’anno. L’Italia potrebbe trasformarsi “in un deserto”. Di contro, le politiche messe in campo per la riduzione delle emissioni a livello nazionale appaiono deboli e insufficienti.

Leggi qui la posizione di A Sud sul report IPCC 2022

Nel giugno scorso 203 ricorrenti – tra cui 24 associazioni, 17 minori e 162 adulti – hanno citato in giudizio lo Stato Italiano. Hanno chiesto al giudice di riconoscere che è responsabile di non agire a sufficienza in contrasto ai cambiamenti climatici. L’azione legale è promossa nell’ambito della campagna “Giudizio Universale”, lanciata dall’associazione A Sud a cui aderiscono oltre 100 organizzazioni italiane. Dal movimento Friday for Future alla Rete degli Studenti, dal Coordinamento No Triv all’associazione Terra!, alle società scientifiche ISDE – Medici per l’Ambiente alla SMI – Società Meteorologica Italiana di Luca Mercalli.

“Giudizio universale” è la prima “causa climatica” avviata nel nostro Paese

Ma di contenziosi climatici ce ne sono anche altri nel Mondo. “Giudizio universale” si situa in continuità con molte altre esperienze. Nell’ultimo decennio sempre più spesso la società civile ha fatto ricorso alle strategie legali per spingere i propri governi a varare politiche climatiche ambiziose. Dopo le vittorie in Olanda, Francia, Germania, Irlanda, Belgio anche in Italia la battaglia per l’aumento dei target di riduzione delle emissioni cdi gas a effetto serra si sposta nei tribunali.