Le Terre Dei Fuochi: La Monnezza Nascosta

Le Terre dei Fuochi: la monnezza nascosta


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terrefuochiL’Associazione A SUD parteciperà all’incontro organizzato dal Sindacato degli Studenti e dall’Associazione Studenti Universitari

 

 

“Le Terre dei fuochi: la monnezza nascosta. Il Biocidio dalla Terra dei Fuochi al Lazio.”

 

 

Il convegno è organizzato  a Padova presso l’Aula I del Dipartimento di Scienze Chimiche, Via Marzolo 1,

Giovedì 13 Marzo dalle ore 17.30

 

Intervengono:
Raffaele Giovine, studente presso l’Università di Napoli “Federico II” e attivista del Comitato #Fiumeinpiena;
Marica di Pierri, responsabile comunicazione dell’Associazione A Sud e attivista del Comitato Stop Biocidio Lazio.

 

“La vicenda è iniziata nel 1988; mi fecero una proposta relativa allo scarico di fusti tossici e quant’altro. […] Mi si rispose che che sarebbe stato un buon business per far entrare nelle casse del clan soldi da investire, ma il paese sarebbe stato avvelenato, perché i rifiuti avrebbero inquinato le falde acquifere.”

 

Era il lontano 1997 quando davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti Carmine Schiavone, collaboratore di giustizia ed ex boss dei Casalesi, rivelò i traffici e gli smaltimenti illeciti di rifiuti nelle terre del Sud Italia; rivelazioni che sono state rese pubbliche solamente nel 2013.

Mentre imprenditori senza scrupoli, al fine di risparmiare sullo smaltimento, si liberavano dei propri rifiuti consegnandoli nelle mani della mafia che intanto si arricchiva smisuratamente, lo Stato manteneva il silenzio ed era complice del lento avvelenamento a cui erano sottoposti i cittadini.

 

 
La correlazione tra salute umana e salubrità dell’ambiente emerge in ogni luogo in cui il territorio è ridotto a oggetto di sfruttamento economico a costo di causare profonde devastazioni ambientali.
In Campania, nella Terra dei Fuochi e in ogni area inquinata d’Italia, le comunità locali avvertono sulla propria pelle quello che le istituzioni non si preoccupano di accertare ma che numerosi studi scientifici ed accademici comprovano: la correlazione tra danni alla salute e disastro ambientale.

 

 

Non è un caso dunque che proprio dalla Campania sia partita la campagna Stop Biocidio, riguardante il tema salute-ambiente: una mobilitazione che partisse dalla lotta a discariche, inceneritori e smaltimento criminale di rifiuti urbani e industriali e che avesse tra gli obiettivi quello di contare nelle decisioni riguardanti la sicurezza e la salute dei cittadini.

 

Ma cosa si intende con il termine Biocidio?
Biocidio è l’esposizione sistematica delle popolazioni ad incrementi esponenziali del rischio di contrarre tumori e altre malattie a causa della contaminazione ambientale. Il Biocidio minaccia la vita non solo delle generazioni presenti ma anche di quelle future, è una condanna emessa già prima della nascita, fondata sulla circostanza di venire al mondo in un determinato territorio.

 
Roghi di rifiuti tossici, discariche illegali, falde acquifere inquinate che contaminano anche le attività agroalimentari, inceneritori: tutto ciò non può più essere la normalità per milioni di persone, “colpevoli” solo di abitare in un territorio considerato sacrificabile da Stato e imprenditoria corrotta.

 
Nel frattempo, in Lazio, la chiusura della discarica di Malagrotta (che con i suoi 240 ettari è la più grande discarica di rifiuti tal quale d’Europa) avrebbe dovuto rappresentare la fine di un modello di gestione del ciclo dei rifiuti insostenibile, mentre invece ha portato all’inizio di un’emergenza. La prassi consolidata dell’accentramento di pieni poteri nella mani di un commissario speciale (nel caso del Lazio, Goffredo Sottile) si è tradotta poi nella possibilità di derogare alle normative ambientali, favorendo interessi economici ormai consolidati nella gestione dei rifiuti.

 

 
È da qui che anche nel Lazio è nato il comitato Stop Biocidio, un comitato che a gran voce chiede la difesa integrale del diritto alla salute attraverso la bonifica dei siti contaminati e la partecipazione decisionale dei lavoratori e cittadini organizzati ad ogni decisione che riguardi il territorio, con un particolare rispetto al principio di precauzione.

 
L’incontro è parte del progetto “Allarme rosso! Dal Sud al Nord i poteri delle mafie”.
Iniziativa finanziata con il contributo dell’Università di Padova
Asu Padova
Il Sindacato Degli Studenti

 

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