4 APRILE: Contro NATO E Armamenti

4 APRILE: contro NATO e armamenti


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nonatoNATO: 60 anni bastano e avanzano

 

Nell’ambito della settimana di azione globale contro la crisi e il capitalismo:

 

4 aprile | Manifestazione della Rete contro la Guerra e gli Armamenti a Strasburgo, dove proprio il 4 aprile si terranno le celebrazioni dei 60 anni del Patto Atlantico e della NATO. Sarà presente una delegazione italiana.

 

La Nato è tornata al centro del rapporto politico-militare transatlantico e si prepara a festeggiare il 4 aprile il suo 60° anniversario.  La Nato ha già sperimentato negli scorsi anni la sua capacità di diventare strumento delle strategie di guerra globale: il passaggio a 26 membri che l’ha portata direttamente ai confini con la Russia; le diverse iniziative di partnership, con particolare attenzione all’area del Mediterraneo; la costituzione della “Forza di rapido intervento” dimensionata e indirizzata proprio sulla funzione definita expeditionary – cioè sull’interventismo fuori dai confini dell’Alleanza stessa. E nel continente europeo – mentre si consolidano politiche comuni nella Unione Europea in materia di armamenti, industrie della difesa e forze militari e di polizia – la Nato rimane il riferimento privilegiato delle politiche militari. Gli stati membri dell’Ue stanno quindi cercando da tempo di trovare una “quadratura del cerchio” che permetta la nascita di una qualche forma di difesa europea, mantenendo ben saldo il legame della Nato.

 

Oggi la Nato rappresenta uno dei principali ostacoli alla realizzazione di relazioni internazionali stabili e pacifiche. Dietro la facciata della “guerra al terrorismo” cerca di presentarsi come strumento militare dell’intera “comunità internazionale” – per continuare quella guerra globale permanente che viene combattuta attraverso gli interventi militari diretti (Afghanistan), la presenza militare del crescente numero di basi Usa e/o nato (dai Balcani, all’Italia, dal Medioriente all’Africa, dall’America Latina all’Asia centrale), la costruzione di saldi legami politico-militari in difesa dell’oppressione e della colonizzazione (per esempio con Israele).

 

E i paesi della Nato spendono da soli oltre il 75% del bilancio militare mondiale, rappresentando anche in questo caso un fattore di distruzione di risorse necessarie per altri usi sociali.