Ecuador: Offensiva Golpista Contro Correa

Ecuador: offensiva golpista contro Correa

di Kintto Lucas – Negli ultimi giorni si è verificato un grave attacco contro il governo dell’Ecuador e, in particolare, contro il presidente Rafael Correa. Una campagna  mediatica internazionale è stata ordita da alcuni settori dell’opposizione per gettare discredito sull’operato di Correa e sulla sua persona. Tutto questo avviene nel quadro di una più generale offensiva mossa dalle forze di destra a livello regionale per frenare l’avanzata dei governi progressisti o di sinistra. Questa strategia è evidente in Honduras, dove lo scorso 28 giugno un golpe civico-militare ha deposto il presidente costituzionalmente eletto: si tratta di una nuova tipologia di colpo di stato, che potrebbe facilmente essere usata in altri paesi, a esempio in Ecuador, con l’obiettivo di mettere i bastoni fra le ruote ai governi che provano a farsi promotori di istanze di cambiamento. La diffusione di un video nel quale il capo delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), Jorge Briceño, meglio conosciuto col nome di Mono Jojoy, racconta di un presunto finanziamento da parte dell’organizzazione guerrigliera per la campagna elettorale di Correa del 2006, è un chiaro intento di gettare fango sulla figura di Correa ed è parte della campagna di discredito di cui parlavamo. A questo va aggiunta l’apparizione improvvisa di Lucio Gutierrez, per chiedere il ritiro di Correa dalla vita politica.

Le azioni politiche a livello nazionale e internazionale mostrano una chiara intenzione di creare le basi necessarie per futuri colpi di stato, in accordo con le specificità di ogni singolo paese. Nei prossimi mesi la destra farà pressione sul governo dell’Ecuador per frenarne la tendenza progressista e la volontà di cambiamento, in attesa delle condizioni appropriate per ribaltare l’ordine costituzionale, dando tempo al tempo. L’esperienza dell’Honduras è di enorme interesse perché, nonostante la condanna della comunità internazionale, i golpisti hanno comunque raggiunto l’obiettivo di bloccare il processo di cambiamento.

Anche se il video in cui appare Jojoy non prova niente, è comunque bastato a insinuare il dubbio. Sulle televisioni colombiane e nei notiziari di tutto il mondo si afferma che il leader guerrigliero riconosce di aver finanziato la campagna elettorale di Correa. Le sue parole, in realtà, sono piuttosto confuse e, oltre a verificare che l’audio non sia stato manomesso sarebbe interessante capire il contesto nel quale la dichiarazione del guerrigliero colombiano è stata raccolta. In ogni caso, dal video si intuisce chiaramente che Briceño sta leggendo ai suoi uomini la notizia appena letta su internet. Tanto il testo sull’Ecuador che quello sul fondatore delle FARC, Manuel Marulanda, somigliano moltissimo a altri già apparsi innumerevoli volte sui presunti computer di Raúl Reyes.
Inoltre, come se non bastasse, risulta alquanto inverosimile che Jojoy informi la sua truppa sul presunto denaro donato dalle FARC per la campagna di Correa e decida di immortalare il momento filmandolo.  

Di fronte a questi tentativi di destabilizzazione e denigrazione mediatica, è necessario costruire una base sociale che dia al governo ecuadoriano il sostegno necessario per implementare i suoi propositi di cambiamento. Una base sociale capace di assumere questi progetti di rinnovamento come qualcosa da difendere e salvaguardare, oltre a costruire una struttura politica adeguata ad affrontare le sfide della presente congiuntura storica.

 

Kintto Lucas è un giornalista ecuadoriano nato in Uruguay. E’ stato direttore del giornale Tintaji e di IPS Ecuador