Ecuador: Liberi Dalle Miniere Transnazionali

Ecuador: Liberi dalle miniere transnazionali

All’interno della cornice del processo di unità dei popoli, con le risoluzioni dell’Assemblea dei Popoli del 4 aprile, svoltasi a Quito, dove si è costruita una piattaforma di lotta di varie organizzazioni sociali del paese, tra le quali la CONAIE, la Confeunassc, e la Feunassc, il movimento nazionale per dichiarare il paese libero dalle miniere industriali di media e grande scala e l’Assemblea Nazionale Ambientale, tra le altre e dell’incontro del 14 aprile, a Cuenca, dove si è decisa la realizzazione di uno sciopero nazionale, per la revisione di tutte le concessioni minerarie, la revisione delle concessioni idriche nei luoghi dove si pretende sviluppare o si stanno attuando progetti idroelettrici, che generano conflitti sociali, e per la chiusura definitiva di Porto El Cobre.
 

Dopo essere venuti a conoscenza del mandato costituente sull’industria mineraria, approvato da più di 95 parlamentari il 18 aprile, si è realizzata la seguente analisi e si sono adottate le seguenti risoluzioni:
 
1. Attraverso l’approvazione del mandato minerario, si vuole realizzare la riconsegna allo stato di tutte le concessioni minerarie metallurgiche. Con questo mandato si fa reale una delle nostre richieste: l’espulsione delle transnazionali dal paese!!
 
2. Questo importante miglioramento, di carattere costituzionale, legale ed obbligatorio, raccoglie come si è detto un aspetto importante delle nostre richieste, specialmente quella riferita al recupero della sovranità nazionale, insieme alla liberazione del paese dalle miniere industriali a media e grande scala. La nostra lotta è scesa nelle strade, con l’occupazione dei complessi minerari, ed in qualche caso con l’espulsione, da parte delle organizzazioni contadine ed indigene, delle imprese minerarie in varie parti del paese. Tutto questo è stato conseguito dalla lotta dei popoli coinvolti nella presenza delle multinazionali minerarie, pena la criminalizzazione della protesta, della repressione da parte dei paramilitari, e lo smembramento sistematico delle nostre comunità.
 
3. Considerando questa situazione si legittima la posizione maggioritaria dell’Assemblea Costituente, che insieme al decreto di amnistia, ha legittimato le lotte sociali che ci hanno visto protagonisti per più di 10 anni.
 
4. E’ importante chiarire che questa vittoria, concretizzata nel mandato minerario, da segnali chiari della costruzione delle basi di un progetto minerario industriale statale nel paese, con la creazione di un’ impresa mineraria statale, tale e quale a come aveva dichiarato la vasta campagna promineraria dell’esecutivo, e specialmente del Presidente della Repubblica.
 
5. In questo senso ratifichiamo nella nostra richiesta DI DICHIARARE IL PAESE LIBERO DALLE MINIERE INDUSTRIALI DI MEDIA E GRANDE SCALA, con l’intenzione di abbandonare definitivamente un modello economico, dominatore, e profondamente iniquo per le comunità, per i popoli e per la natura.
 
6. Richiediamo, che l’Assempblea Costituente, dichiari la scadenza delle concessioni idriche di quei progetti idroelettrici, che non hanno previsto la consultazione previa, come dichiarato dalla costituzione e che hanno generato profondi conflitti sociali. Pretendiamo che si blocchi il mega Progetto el Cobre, che non ha previsto la consultazione previa informata della popolazione di Puerto Bolivar, ne del paese. Non permetteremo la legittimazione del progetto minerario industriale, sulla base dei fatti avvenuti.
 
 
7. Esigiamo da parte dell’Assemblea Nazionale Costituente, l’ampliamento dell’amnistia a tutti i leader sociali che ancora non l’hanno ricevuta, specialmente per i 20 compagni e compagne indigene e studenti universitari sui quali pesano processi giuridici per sabotaggio, a seguito dello sciopero preventivo del 2 aprile, capeggiato da Victoria del Portete, nell’Azuay.
 
 
8. Accusiamo i gruppi oligarchici del paese della speculazione sui prezzi degli alimenti di primaria importanza, del suo totale rigetto al processo di costituzione della sovranità alimentare, della dichiarazione dei territori di pace, e della necessità di evitare la presenza straniera ed il riconoscimento di uno stato plurinazionale.
 
9. Convochiamo tutte le organizzazioni nazionali che stanno portando a compimento questo processo di Unità Nazionale dei Popoli, ad una nuova Assemblea dei Popoli da svolgersi nella città di Riobamba, il 26 aprile.
 
Cuenca, 19 aprile 2008
 
Coordinadora Intercantonal de Jubones
 
Frente de Defensa del Agua y la Vida Cañar
 
Comité de defensa de la Naturaleza, la Salud, y la Vida, del Pangui
 
Junta de Riego de Santa Isabel
 
Comité de Defensa de la Vida de los Encuentros
 
Acción Ecológica
 
FEUE
 
Victoria del Portete
 
Frente de Mujeres por la defensa de la Pachamama
 
Frente de Mujeres de Victoria del Portete
 
Coordinadora Nacional por la Defensa de la Vida y la Soberanía
 
Coordinadora de la defensa de la Vida de Limón Indanza
 
Frente de Resistencia Sur contra la minería de Gran Escala