Ecuador: La Base Militare Di Manta

Ecuador: La Base Militare di Manta

La base militare statunitense a Manta, Ecuador, torna ad essere tema di attualità. L’Assemblea Costituente ha approvato, lo scorso 1 aprile, un articolo da includere nella nuova Costituzione: “L’Ecuador è un territorio di Pace dove non è permessa la dislocazione di basi militari straniere nè di installazioni straniere con fini militari”. Allo stesso tempo, vari membri del movimento Acuerdo País hanno pianificato la realizzazione di un consiglio che giudichi il Puesto de Operaciones de Avanzada (FOL, dalla sua sigla in inglese), in considerazione delle notizie sulla partecipazione nei fatti del 1 marzo durante i quali i militari colombiani entrarono in territorio ecuadoriano per bombardare un accampamento delle FARC.

La destra, da parte sua, tramite il Sindaco di Manta, il social-cristiano Jorge Zambrano, ha promosso un referendum sulla permanenza della base di Manta, anche se già il 55% della popolazione di questa città si è pronunciata contro, secondo un’inchiesta della Fondazione Regionale dei Diritti Umani INREDH. Alberto Acosta, presidente dell’Assemblea Costituente, ha dichiarato che questo è un tema di sovranità nazionale che coinvolge non solamente una città o una regione, ma tutto il paese.

Nel 1999, anno in cui gli Stati Uniti hanno dovuto abbandonare Panama e le loro basi sul canale, uno dei punti strategici più importanti del mondo, hanno cercato il modo di compensare il ritiro con un’avanzata. Invece di perdere la loro posizione sul canale, l’hanno mantenuta ampliando il raggio di azione in tre nuove postazioni che formano un triangolo intorno a Panama, con un vertice in ognuna delle regioni circostanti: Centro America, Sud America e Caraibi. Mediante una negoziazione simultanea si è conseguito l’ubicazione delle nuove sedi, con scadenza a dieci anni, nel Salvador (aeroporto internazionale della Reina Beatriz e a Hato Rey) ed in Ecuador (aeroporto Eloy Alfaro e nella città costiera di Manta).

Le basi istallate in questi tre punti corrispondono ad una concezione relativamente nuova, incentrata su una profonda revisione interna del comando congiunto degli Stati Uniti che ha avuto luogo a partire della “rivoluzione negli affari militari” nella fine degli anni novanta. L’idea di grandi stabilimenti militari dislocati nei luoghi di conflitto è stata sostituita da installazioni più piccole, meno costose e più semplici da maneggiare, e con un raggio d’azione che eviti i rischi ma che permetta si agire agevolmente. Queste basi sono denominate Foreign Operating Locations (FOL) anche se, con il proposito di addolcirle un po’, si è cambiato il nome in Cooperative Security Locations (CSLs).

Questo tipo di strutture ingannano per lo scarso numero di personale (a Manta, per esempio, ci sono 13 persone), visto che il funzionamento è centrato sul monitoraggio e l’individuazione. Nonostante questo, nelle basi come quella di Manta, c’è la possibilità di ospitare fino a 485 persone, tra militari, personale dell’intelligenza ed impiegati civili. In oltre hanno la capacità di ospitare piccoli aerei come l’F16, più grandi come gli AWAC ed anche, in caso di necessità, aerei di grandi dimensioni come il C5, che serve per trasportare squadre e truppe su ampia scala. (www.af.mil/factsheets ).

Il monitoraggio che si realizza dalla base è ininterrotto e ha un sistema di comunicazione in tempo reale con lo Space Warfare Center dislocato a Colorado Springs, negli Stati Uniti, che riceve comunicazioni simili da tutte le sue sedi, fisse o mobili, nel mondo. In questo modo ognuna di queste centrali comunicative si mantiene informata sulle attività di tutto il sistema di basi, navali o di terra.

Questo tipo di strutture sono pensate nell’ottica del just in time. Non disperdere risorse, diminuire i costi, ma mantenere la versatilità per affrontare qualsiasi tipo di contingenza o minaccia e la capacità di rapida ed efficace risposta che trasformi ogni azione in un “golpe chirurgico”.

Queste sono le parole di Donald Rumsfeld, “Nel prossimo secolo le nostre forze devono essere agili, letali, attuabili rapidamente e con una minima richiesta di supporto logistico. Dobbiamo poter proiettare il nostro potere su lunghe distanze nel giro di giorni o settimane e non di mesi”. (23/09/2004).

Per raggiungere questo proposito, proliferano le basi come le FOL nelle aree considerate instabili, ingovernabili, critiche, tra le quali si trova buona parte dei paesi latinoamericani ed africani.

“Stiamo migliorando le attività comunicative e d’intelligenza. Questo include, per esempio, lo sviluppo dello Space Based Radar (SBR) per monitorare tanto le basi fissi come quelli mobili nelle profondità delle linee nemiche o nelle aree proibite, in qualsiasi tipo di clima. Stiamo lavorando anche nel Transformational Communications Satellite (TSAT), per dare alle nostre truppe una capacità comunicativa senza precedenti. Per dare un’idea della velocità e della coscienza situazionale che può offrire il TSAT, considerate che la trasmissione di un’immagine del Global Hawk ad un insediamento militare, impiega all’incirca 12 minuti. Con il TSAT arriverà in meno di un secondo”. (Rumsfeld, 23/09/2004)

In accordo con il Base Structure Report Fiscal Year 2007 Baseline, la relazione del Dipartimento di Difesa sulle installazioni militari statunitensi nel mondo del 2007, le basi di Aruba hanno un valore di 1.6 milioni di dollari, quelle di Curaçao di 46.1 milioni, mentre quelle di Manta arrivano a 182 milioni di dollari, gran parte dei quali sono stati investiti nella ristrutturazione dell’aeroporto, e nel monitoraggio, intermediazione e pronta risposta richieste dalle attività previste nella regione.
L’area occupata da Manta è di 412 km2 ma non è raro vedere gli AWACs stazionare nell’attiguo aeroporto civile.

In questa stessa relazione del Dipartimento di Difesa si registra l’esistenza di 6 basi piccole in Colombia ed in Perù, intendendo per piccole quelle che occupano meno di 40 km2 o che hanno un valore minore a 10 milioni di dollari.

Questa situazione riafferma l’ipotesi di Manta come cervello e centro delle operazioni coordinate in tutto il sistema di basi della regione. Se questo è così, e se Manta ha come compito il vigilare ininterrotto di qualsiasi tipo d’imbarcazione o di movimento relazionato con il narcotraffico, l’immigrazione illegale, il terrorismo e qualsiasi altra minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, tutto ciò ha provocato l’attacco all’accampamento delle FARC in Sucumbíos, Ecuador. Se, come ha affermato il governo ecuadoriano, le bombe esplose sul suo suolo non possono essere lanciate dagli aerei colombiani (Tucanos), si può ipotizzare una relazione tra gli aerei statunitensi, che invece possono lanciarle, e la base di Manta. La tempesta del deserto è giunta alla foresta?

– Ana Esther Ceceña, economista messicana, è ricercatrice nell’Isituto di Ricerche Economiche dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e organizzatrice della Campagna di demilitarizzazione delle Americhe (CADA).

Difusión de la Campaña Continental contra el ALCA:
http://movimientos.org/noalca/
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“Sí a la vida, No al ALCA. Otra América es posible.”