Ecuador: Firmato Il Nuovo Contratto Con La Repsol YPF

Ecuador: firmato il nuovo contratto con la Repsol YPF

ecuador repsolDopo aver dato un ultimatum all’impresa per rinegoziare il contratto e saldare i debiti con il fisco, il governo ecuadoriano e la multinazionale spagnolo hanno trovato un accordo nel novembre scorso per la firma di un nuovo contratto. Governo e multinazionale hanno stabilito che rinegozieranno la natura giuridica sulle prestazioni e i servizi nel settore del petrolio.Le multinazionali del petrolio avevano denunciato in arbitrato internazionale il governo progressista, che si era impegnato ad abbassare la tassa sui profitti straordinari del greggio dal 99 al 70 percento.
Repsol ricava dai giacimenti ecuadoregni circa l’ 1,7 percento della sua produzione: le sue concessioni nel Bloque 16 e nel campo Bogui capiron producono quasi 50mila barili al giorno.

Il contratto avrà validità fino al 2018, e si estende a tutte le aree di attività della Repsol nell’Amazzonia dell’Ecuador: il blocco estrattivo 16 e il campo petrolifero “Bogi-Capirón” che divide con Petroecuador che in totale garantiscono una produzione di 40.000 barili al giorno. Secondo l’accordo, non verrà sfruttato il campo estrattivo ITT (Ishpingo-Tambococha-Tiputini), nel parco dello Yasuní. L’accordo vincola inoltre la Repsol a investire nei prossimi 9 anni 315 milioni di dollari per migliorare le infrastrutture petrolifere del paese andino.

La multinazionale dovrà inoltre pagare in 5 anni 447 milioni di dollari per i debiti derivanti dall’entrata in vigore della Legge 042, che dal 2006 stabilisce che allo Stato ecuadoriano spetta la metà dei proventi addizionali ottenuti dalle imprese petrolifere private. Già la prossima settimana un primo versamento di 89 milioni di dollari costituirà la prima parte del pagamento, poi diviso in rate da 53 milioni a bimestre fino a saldo della cifra.

L’amministratore della Repsol ha risposto alla domande dei giornalisti assicurando che “la nostra impresa ha già investito 2000 milioni di dollari dall’inizio delle operazioni in Ecuador e continueremo a lavorare con efficienza operativa, responsabilità sociale, rispetto delle norme ambientali e delle norme a tutela dei notri lavoratori”

Il petrolio resta la principale fonte di ingressi per lo stato ecuadoriano ed è il primo prodotto di esportazione per il paese andino, con introiti che nel solo 2008 hanno superato gli 11.000 milioni di dollari. In Ecuador si producono 500.000 barili di greggio al giorno circa, il 60% dei quali è sotto il controllo statale, mentre l’altro 40% è diviso tra la decina di compagnie private che operano nel paese.