Donne Per La Terra Madre. Le Premiate 3°ed. Premio W.Maathai

Donne per la Terra Madre. Le premiate 3°ed. Premio W.Maathai

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[di Giulia Dakli | Ass. A Sud su Comune Info] Le mamme del Passeggino Rosso di Brindisi, le braccianti del Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia (Alessandria), le donne campane in lotta contro il biocidio e quelle del Coordinamento acqua pubblica del Lazio. Alla Casa Internazionale delle donne a Roma si è svolta la  terza edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai.  Storie di donne e di lotte quotidiane, per la giustizia ambientale e sociale, per creare un modo diverso di vivere, qui e ora

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Che le donne siano, nei sud come nei nord del mondo, le prime vittime della crisi ecologica, climatica, economica e sociale è una realtà purtroppo accertata. Che le donne siano le prime a risentire, sulla propria pelle e su quella dei propri figli, degli impatti dei progetti contaminanti che affliggono i territori di tutto il pianeta e, sempre più drammaticamente, dal nord al sud Italia è altrettanto evidente, ed è ormai anche argomento di cronaca perfino dei sui “grandi” media.

Non servono però osservatori troppo attenti per rendersi conto che il ruolo delle donne in questo contesto è lontano dall’essere quello di sole vittime. Sono le donne infatti, forse anche per loro natura, a schierarsi per prime, e con grande forza e risolutezza, in difesa del proprio territorio, della propria comunità e del futuro dei propri figli. Ed è proprio per testimoniare e per dare un giusto riconoscimento a questo ruolo attivo delle donne che A Sud, in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il sostegno della Commissione delle Elette del Comune di Roma, da tre anni promuove il Premio Donne, Pace e Ambiente Wangari Maathai.

Giovedì 6 marzo si è svolta presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma la terza edizione di questo premio dedicato a una donna simbolo della resistenza femminile e dell’impegno in difesa dei diritti di genere, dei diritti civili, dell’ambiente: Wangari Muta Maathai, la prima donna africana a ricevere un Nobel per la Pace nel 2004, che al momento della premiazione dichiarò: «Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente instabilità politiche e sociali».

wangariokCome per le altre edizioni, anche giovedì sono stati assegnati quattro premi, simbolicamente corrispondenti ai quattro elementi della natura: Acqua, Aria, Fuoco e Terra. I premi sono stati assegnati quest’anno non a singole donne, bensì a quattro realtà impegnate in altrettante lotte dislocate da nord a sud sul territorio italiano.

Da Brindisi, hanno ritirato il Premio Aria le donne del Movimento Passeggino Rosso, che hanno deciso di impegnarsi in prima persona portando avanti un capillare lavoro di informazione e mobilitazione per sopperire al silenzio istituzionale e mediatico circa il rapporto di causa/effetto esistente tra le attività industriali diffuse senza regola sul territorio cittadino, il conseguente inquinamento ambientale e l’alta incidenza di malattie e problemi di salute cronici negli abitanti e, in particolare, nei bambini della città.

Il pubblico ha poi potuto scoprire una storia purtroppo ancora troppo poco conosciuta, quella delle donne marocchine del presidio Braccianti di Castelnuovo Scrivia, in Piemonte, vincitrici del Premio Terra. Nel 2012, 40 lavoratrici e lavoratori marocchini hanno infatti incrociato le braccia e allestito un presidio durato 74 giorni, per protestare contro le condizioni di sfruttamento disumano subite all’interno dell’azienda agricola Lazzaro. Il movimento si è poi autorganizzato in Presidio permanente dotato di una “Cassa di Resistenza” che, grazie al contributo di tutti i lavoratori della zona e dei cittadini solidali, ha reso possibile la prosecuzione della battaglia legale contro l’azienda – battaglia attualmente in corso – e l’ottenimento di un permesso di soggiorno umanitario a una decina di lavoratrici e lavoratori quali vittime di riduzione in schiavitù.

Il Premio Acqua è stato assegnato alleattiviste del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica del Lazio. Il coordinamento, nato nell’ambito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, da dieci anni è impegnato con azioni dal basso per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua. Aspettano incrociando le dita che venga discusso in Consiglio Regionale del Lazio, proprio questa settimana, il progetto di legge regionale di iniziativa popolare portato avanti dal Coordinamento con il sostegno di quaranta comuni e le firme di 37.000 cittadini.

Infine, alle Donne Campane in mobilitazione contro il Biocidio è stato consegnato il Premio Fuoco. In questo caso, per riconoscere il ruolo di primo piano che le donne hanno avuto e continuano ad avere nella costruzione dell’ampia coalizione sociale sorta sulla tutela ambientale e sulla tutela del diritto alla salute nei diversi territori della Campania, si è fatta un’eccezione e per dar voce a questa pluralità di esperienze unite in una lotta comune sono stati quattro i comitati a ricevere il premio: il Presidio Permanente Contro la Discarica di Chiaiano, che dopo la chiusura della discarica nel 2011 continua a battersi per la tombatura e la messa in sicurezza del sito di Chiaiano e contro l’apertura di nuovo sito di smaltimento proposta in questi giorni; il Comitato No Inceneritore di Giugliano, la cui opposizione ha portato alla sospensione del bando per la costruzione di un nuovo inceneritore in un’area già devastata dalla presenza della discarica Resit e del deposito di ecoballe di Taverna del Re; il Comitato Donne 29 Agosto, nato dopo la grande manifestazione contro l’inceneritore tenutasi ad Acerra il 29 agosto 2004, repressa duramente dalle forze dell’ordine; le Mamme degli Angeli Guerrieri che, unite dal dramma della malattia e morte dei propri figli in un territorio gravemente contaminato come quello campano, hanno inviato 150.000 cartoline al presidente della Repubblica e al papa per denunciare le responsabilità degli enti pubblici e per sollecitare un intervento specifico sui territori campani devastati dall’inquinamento.

La terza edizione ha istituito inoltre in aggiunta ai Premi Fuoco, Terra, Acqua e Aria anche un Premio Speciale per il Giornalismo ambientale, dedicato a Carla Ravaioli, giornalista e saggista scomparsa di recente, che ha dedicato la vita ai temi dell’ambientalismo e delle questioni di genere.Il premio è stato consegnato a Marinella Correggia, scrittrice, giornalista e ecopacifista. Marinella ha ricordato come il ruolo degli organi di informazione sia quanto mai cruciale in questo campo, poiché il silenzio o, al contrario una corretta copertura mediatica possono influire sulla risoluzione – o contribuire all’insabbiamento – di vertenze e battaglie territoriali in difesa dei diritti e dell’ambiente.

Significativa è stata la decisione dei comitati e delle realtà premiate di ritirare il premio in delegazione, anziché scegliere una sola donna in loro rappresentanza. Questo ha permesso alla sala di ascoltare tante voci diverse, tante sfumature differenti per ogni storia. La giornata si è conclusa con una decisione importante: impegnarsi a stringere i nodi di questa rete e ad allargarla per incontrarsi nuovamente, numerose, in occasione di un appuntamento nazionale da organizzare a Roma quest’anno. Questa dovrà essere occasione per confrontare e unificare le esperienze e l’impegno di quante più possibili realtà femminili impegnate in vertenze territoriali in difesa della salute e dell’ambiente in tutta Italia, allo scopo di porre un tema politico di importanza fondamentale, che le istituzioni non possono permettersi più di ignorare: la necessità di riconoscere a livello istituzionale il ruolo delle donne in tutela della salute e dei territori e il dovere di introdurre, a livello locale, regionale e nazionale, adeguati strumenti di tutela e di partecipazione affinché questo ruolo sia riconosciuto, valorizzato e tutelato.

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