Monte Amiata: Movimenti E Comitati Costruendo La Leva Di Archimede

Monte Amiata: movimenti e comitati costruendo la leva di Archimede

amiata maricaSi è concluso ieri il campeggio che dal 10 al 14 luglio ha fatto incontrare sul Monte Amiata decine di organizzazioni sociali, comitati, movimenti e associazioni con l’obiettivo, e l’ambizione, non solo di confrontarsi, ma di individuare filoni di lavoro comunee attraverso essi  costruire una “leva” capace di incidere sulla gestione dei territori, sulla tutela dei diritti, sulla transizione verso un altro modello economico e sociale. Promosso dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, dalla rete Stop Enel, dal coordinamento S.O.S. Geotermia e dal Forum Grandi Opere Inutili e Imposte, al campeggio hanno aderito e partecipato decine di realtà provenienti da ogni angolo del paese.

 

 

Perchè in Amiata

 

Il Monte Amiata è scenario, ormai da decenni, di una forte lotta sociale per difendere il territorio, di grandissimo valore naturalistico, culturale e enogastromonico, dalle grandi centrali geotermiche che sin dagli anni ’50 sono insediate sui diversi versanti montuosi. Una lotta resa ancor più difficile dall’opinione diffusa secondo cui la geotermia è una fonte energetica pulita e rinnovabile, priva pertanto di impatti ambientali degni di nota. Opinione ampiamente smentita dai fatti e dalle rilevazioni operate nella zona, che raccontano al contrario di un territorio gravemente compromesso dalle attività di generazione energetica sia a causa dell’enorme quantità di acqua necessaria allo sfruttamento sia per gli alti livelli di contaminanti e sostanze inquinanti ormai disperse nelle acque, nel territorio e nell’aria.

 

 

Il Geotermico: energia tutt’altro che pulita | Intervista a Velio Arezzini – S.O.S. Geotermia

 

Svolgere il campeggio in Amiata, oltre a sostenere e dare visibilità alla battaglia dei comitati locali raccolti nel coordinamento S.O.S. Geotermia, è stato modo per richiamare l’attenzione sulla grandezza degli impatti ambientali, sociali e sanitari di un modello energetico insostenibile e la centralità di quest’ultimo nei  precari equilibri di un modello economico e sociale in crisi profonda.

 

 

Lotte diverse, dinamiche e pratiche comuni

 

L’appuntamento arriva a un mese di distanza dalla tre giorni organizzata a Venezia da No Grandi Navi-Grandi Opere, come ulteriore momento di articolazione tra movimenti e vertenze.

 

 

Da Venezia all’Amiata | Intervista a Tommaso Cacciari – No Grandi Navi Venezia

 

 

Due le assemblee tematiche tenutesi in diversi comuni della zona. La prima, mercoledì, in una affollata piazza ad Arcidosso, è stata dedicata alle Bugie della Green Economy e alle alternative da mettere in campo verso la costruzione di un modello energetico distribuito e democratico. Sul tema, il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, assieme alla società di produzioni dal basso SMK Videofactory, sta ultimando un documentario in quattro puntate, dal titolo Green Lies, una delle quali è dedicata proprio al geotermico in Amiata (www.greenlies.it). La seconda, giovedì pomeriggio, dedicata invece all’Acqua Bene Comune, e alla gestione idrica, realizzata dal Forum dei  Movimenti per l’Acqua e S.O.S Geotormia, ha avuto come obiettivo realizzare un bilancio del percorso referendario ed allargare il ragionamento all’impatto dei progetti di geotermia sulle risorse idriche e alla necessità di costruire nessi tra le differenti vertenze che intrecciando i filoni possano aiutare a costruire fronti di mobilitazione comune.

 

Sabato mattina l’Assemblea su “Beni Comuni e nuovi diritti” si è tenuta invece di fronte alla nuova centrale geotermica in costruzione, Bagnore 4, presidiata da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine. Molti gli interventi e le testimonianze provenienti da lotte diverse per specificità e tematiche provenienti da tutta Italia ma unite da identiche dinamiche di aggressione ai territori, di mercificazione delle risorse, dei beni comuni, della salute e dei diritti e di disconoscimento della sovranità delle comunità sui propri territori.

 

Nei gruppi di lavoro (su nuovi processi decisionali, repressione, pratiche di resistenza attiva, salute e impatti sociali della devastazione ambientale, strumenti di finanza pubblica, costruzione di “comune” oltre il pubblico e il privato) si è ragionato per individuare tra le diverse esperienze dinamiche ed avversari comuni, pratiche e strumenti efficaci e, soprattutto, proposte di lavoro congiunte che possano delineare un’agenda di mobilitazione e di azione unitaria.

 

Tra i temi unificanti emersi dai gruppi di lavoro:

  • La centralità del ruolo della Finanza nelle dinamiche di aggressione alle risorse naturali e ai diritti e il processo di progressiva finanziarizzazione e di valorizzazione economica di suolo, beni naturali, salute, vita. Un processo da smontare attraverso il rifiuto della teoria dell’inevitabilità dell’austerità e del patto di stabilità e la riappropriazione di strumenti di finanza pubblica, prima tra tutti la Cassa Depositi e Prestiti che raccoglie i risparmi postali dei cittadini e dovrebbe essere riportata al suo ruolo originale, quello di finanziare a tassi agevolati gli enti locali negli investimenti necessari alle comunità locali. Come fare? Partendo dalla formazione ed autoformazione e della messa in atto di azioni di pressione e di strumenti tecnici come delibere e auditorie sul debito sui territori, nell’ottica di costruire una mobilitazione nazionale che leghi i diversi aspetti vertenziali che presentano elementi riconducibili a processi di finanziarizzazione.
  • L’urgenza di declinare le vertenze in base al tema unificante della Salute, questione che unisce in pratica tutte le lotte territoriali, siano esse riguardanti impianti contaminanti, smaltimento di rifiuti, costruzione di mega infrastrutture, estrazione di idrocarburi o altri progetti di approvvigionamento energetico. Una situazione di violazione del diritto alla salute sempre più drammatica ed emergenziale in vaste zone del nostro paese, spesso scelte scientemente come zone “sacrificabili” a una fraintesa idea dello sviluppo, in cui ci si ammala e si muore per la contaminazione ambientale. L’obiettivo comune emerso dalle giornate di lavoro è quello di costruire strumenti epidemiologici e legali di autotutela delle comunità attraverso il coinvolgimento di competenze specifiche (medici ed epidemiologici, Isde, medicina Democratica, collettivi di avvocati etc.) e di alzare il livello della mobilitazione attorno al tema, collimando attorno all’appuntamento lanciato in autunno dalla rete Campana StopBiocidio e lavorando ad una vertenza nazionale sul tema del diritto alla salute.

 

 

Epidemiologia critica e tutela delle comunità | Intervista a Carlo Romagnoli, Medico Epidemiologo ISDE Umbria

 

 

 

A Napoli per dire No al Biocidio | Intervista a Egidio Giordano, Rete Commons – Insurgencia / Campagna StopBiocidio

 

 

 

Dal fresco dell’Amiata, per costruire un autunno caldo

 

Diverse le proposte puntuali e le date di confronto e mobilitazioni uscite dalle 4 giorni e socializzate durante l’assemblea plenaria finale di domenica mattina “Quale cammino futuro e proposte di iniziative comuni”.

 

Campagne tematiche

 

Una di esse riguarda l’adesione e il sostegno alla Rete Genuino Clandestino nella sua lotta per la sovranità alimentare e l’agricoltura contadina e alla campagna Terra Bene Comune contro la vendita dei terreni demaniali agricoli e per la tutela comunitaria dei beni comuni.

 

Sul tema energetico, altra proposta ha riguardato lo stimolo a ragionare su una campagna nazionale contro il Fracking: tra i punti emersi, la necessità di non abbassare la guardia sulle nuove pratiche estrattive, tra cui la nuova frontiera – devastante dal punto di vista ambientale e con ripercussioni sull’attività sismica – della fratturazione idraulica o Fracking, tematica che in diversi altri paesi nordamericani ed europei è oggetto di riflessione ed attenzione da parte dei movimenti e che in Italia rimane sostanzialmente sconosciuta nonostante l’avvio delle fasi esplorative per l’implementazione di progetti di fracking.

 

 

Verso una campagna nazionale contro il Fracking | Intervista a Pietro Dommarco –  Coord. No Triv

 

 

Infine, è emersa la proposta di adesione alla campagna per l’Amnistia delle Lotte Sociali (lanciata dall’osservatorio repressione e che verrà presentata la prossima settimana a Genova) per dare risposta unitaria ai tanti casi di stigmatizzazione, repressione e criminalizzazione della protesta sociale in atto in tutto il paese.

 

Agenda d’autunno

 

Tra gli appuntamenti emersi per l’autunno e fatti propri dalle realtà presenti: una quattro giorni a Parma a settembre (19-22) di incontro e riflessione con Seminario sulla finanziarizzazione dei beni comuni; il seminario internazionale su Acqua e Multiutilities previsto a Torino per il 21 settembre; una mobilitazione diffusa sul territorio in occasione del 12 ottobre (in cui si celebra la scoperta dell’America) sul tema del colonialismo sui territori, in concomitanza con la carovana Internazionale in Colombia della rete Stop Enel; una giornata di mobilitazione sul diritto all’abitare e il consumo di suolo a Roma il 19 ottobre;  la manifestazione su diritto alla salute/StopBiocidio prevista a novembre a Napoli come punto di partenza di una vertenza nazionale sul diritto alla salute.

 

 

Verso Parma contro la finanziarizzazione | Intervista a Daniele Caroli – Ass. Permanente No Inceneritore Parma

 

 

 

Un bilancio delle giornate in Amiata | Intervista a Caterina Amicucci, Re:Commons / Rete Stop Enel

 

 

 

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Maggiori informazioni: SITO CAMPEGGIO