Cuba: Giovani, Nuovi Soggetti Delle Lotte E Del Cambiamento Civile

Cuba: giovani, nuovi soggetti delle lotte e del cambiamento civile

 

“Il riconoscimento della diversità”, “l’apertura di canali di comunicazione intergenerazionale per dare spazio al dialogo orizzontale, che permetta l’articolazione di strategie comuni, basate sul rispetto e la comprensione” sono le strade che i giovani  devono seguire nelle lotte sociali, hanno segnalato i partecipanti del VIII Congresso sui Paradigmi Emancipatori, tenutosi a La Havana tra il 2 ed il 5 settembre.

Quando parliamo di trasformazione sociale e lotta contro il sistema, i giovani hanno una posizione speciale per costruire un gruppo sociale. In questo senso, non è possibile descrivere un panorama generale, data la diversità delle condizioni dei nostri paesi e la varietà tra i diversi gruppi; nonostante ciò, esistono tratti comuni a cui far riferimento: viene apprezzata, ad esempio, la tendenza a pratiche realmente contro il sistema, anche se non necessariamente gestite nell’ambito di organizzazioni, che in un certo senso vanno a svantaggio della componente politica che potrebbe apportare consistenza e formalità a queste manifestazioni di resistenza.

Affinchè si produca una articolazione effettiva di lotte giovanili con il resto dei movimenti sociali è necessario rendere prioritario il riconoscimento delle diversità, per considerarle come una ricchezza.

Nonostante le lotte dei giovani abbiano un significativo apporto sulla trasformazione rivoluzionaria nella regione, le azioni sono limitate da svariati fattori. Alcuni giovani sono apolitici, caratteristica che insieme al patrimonio culturale importato, attenta alla formazione di soggetti con identità e capacità di esercitare un pensiero critico sulla società.

Nel contesto attuale si identifica come una necessità l’apertura di canali di comunicazione intergenerazionale, attraverso un vincolo che superi le dinamiche paternaliste, tutoriali, specchio di relazioni egemoniche. È necessario un dialogo orizzontale che permetta l’esposizione degli interessi delle parti e l’articolazione di strategie comuni basate sul rispetto e la comprensione.

Stimolare l’autogestione è un aspetto chiave del contesto. Molte volte la lotta giovanile – e non solo – si inserisce in scenari che il sistema integra e fomenta, per fare in modo che non trascenda le logiche egemoniche e non frutti proposte realmente alternative. Sorge quindi l’esigenza di una gestione dal basso, che impieghi discorsi e linguaggi propri, coerente con le linee della lotta sociale e con gli interessi particolari di ciascun gruppo.

Le pratiche antisistema, come dimostra l’esperienza, possono appoggiarsi al rafforzamento dell’identità culturale e della memoria storica; per questo riconosciamo l’importanza di promuovere la creazione di spazi di costruzione di identità, nei quali il piano affettivo sia di grande rilevanza.

 

 

Traduzione di Alessandra Panzera