Cuba E La Lotta Al Cambiamento Climatico

Cuba e la lotta al cambiamento climatico

“Nonostante Cuba sia una piccola nazione, il cui contributo all’eliminazione dei gas ad effetto serra risulta quasi insignificante dal punto di vista quantitativo, fornisce un importante esempio di come operare in maniera esemplare”, ha assicurato recentemente Fernando González, ministro della Scienza, Tecnologia ed Ambiente (CITMA). La comunità scientifica cubana considera fondamentale affrontare il cambiamento climatico e ridurre l’emissione dei gas contaminanti, tendenza confermata dalla prima riunione indetta dalla ONU su questo tema.
González ha sottolineato che per limitare i danni provocati da tali gas ed adattarsi all’inevitabile cambiamento climatico, l’isola più grande delle Antille, spinge verso la rivoluzione energetica, migliora la partecipazione medioambientale della popolazione e pianifica lo sviluppo in linea con le prevedibili realtà future.

Valuta anche, insieme ad altre nazioni caraibiche, i fattori di vulnerabilità nei confronti di un possibile impatto dei cambiamenti climatici, come l’aumento delle tormente, del livello marino e delle temperature.

Tutto ciò non fa che riaffermare la firma apposta da Cuba in occasione del Protocollo di Kyoto per l’eliminazione dei gas ad effetto serra e la mitigazione del cambiamento climatico.

Questo comportamento contrasta con la posizione assunta dagli Stati Uniti, che non ha firmato questo trattato internazionale, nonostante sia il principale aggressore dell’ambiente mondiale.

Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha reiterato -nella sede di New York- la richiesta alle Nazioni, alle organizzazioni intergovernative, al settore privato, e agli individui di tutto il mondo di unirsi per ridurre l’emissione di carbonio.

La prossima riunione si dividerà in due sessione, una dedicata ad affrontare le sfide future e a stabilire cooperazioni, e l’altra a rispondere alle complesse questioni in materia di protezione ambientale.

Il primo dibattito tematico dell’anno nell’Assemblea Generale dell’Onu ha visto la partecipazione di un centinaio di oratori, tra cui una ventina di ministri in rappresentanza dei paesi membri, delle Organizzazioni Non Governative e del settore privato.


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