Correa Annuncia Che L’Ecuador Si Ritirerà Dal CIADI

Correa annuncia che l’Ecuador si ritirerà dal CIADI

Correa ha poi annunciato l’intenzione dell’Ecuador di ritirarsi dal CIADI – organo della Banca Mondiale incaricato di dirimere le controversie riguardanti gli investimenti internazionali – a causa delle continue ingerenze del tribunale internazionale negli affari interni del paese.

Parallelamente a questo, il presidente Correa ha affermato che si impegnerà a promuovere una graduale delegittimazione del tribunale internazionale, invitando i paesi della regione a ritirare gli accordi legali nei quali viene riconosciuta la competenza del CIADI a intervenire su dispute di natura finanziaria.

“Il CIADI può sentenziare che la legge di uno stato sovrano, come l’Ecuador, è troppo forte solo perché gli interessi delle multinazionali che operano nel paese agiscono puntualmente contro la legge stessa” ha spiegato Correa, riferendosi ai gravissimi problemi economici che il suo paese è stato costretto ad affrontare a causa delle “denunce” presentate dalle imprese multinazionali di fronte al tribunale. Ha poi proseguito, precisando che “siamo pronti a ritirarci dal CIADI e a denunciarne l’operato (…) Purtroppo tutti i processi ancora pendenti dovranno essere portati a termine. Nonostante questo, è necessario concordare una strategia a livello regionale partendo dall’UNASUR. E’ ormai giunto il tempo di denunciare un regime così ingiusto. Il governo dell’Ecuador ha tutta l’intenzione di denunciare il CIADI” ha concluso il presidente.

Precedentemente Correa aveva già reso noto il fatto che l’Ecuador fosse riuscito a risparmiare circa 252 milioni di dollari, grazie a un accordo commerciale con il Venezuela per la vendita di petrolio grezzo in cambio dell’acquisto di derivati, sottolineando i vantaggi ottenuti grazie alla collaborazione con il Venezuela in materia energetica, e confermando la volontà del suo governo di proseguire su questa strada.

Fra tutti, il progetto più riuscito, ha precisato Correa, è proprio quello relativo alla vendita di petrolio grezzo al Venezuela, per poi riacquistare il prodotto finito a un prezzo conveniente per l’Ecuador: tutto senza bisogno di intermediari. “L’85% dei progetti del settore energetico ha come partner il Venezuela” ha dichiarato il capo di stato, aggiungendo come prima l’Ecuador sprecasse moltissime risorse a causa di accordi commerciali infelici dove enorme era il potere degli intermediari.

La cattiva coscienza dei giornalisti

Correa ha inoltre criticato la malafede di molti giornalisti che hanno voluto diffondere la falsa notizia di presunte “scaramucce” tra i due paesi in merito a poco chiare questioni finanziarie tra imprese ecuadoriane  e imprese venezuelane. Il problema, in realtà, è tra esportatori e importatori: una questione che riguarda le singole imprese e non i governi. Correa ha criticato la mancanza di etica professionale da parte di molti giornalisti, il cui unico scopo è quello di diffondere false informazioni su presunte rivalse o discordie tra i due paesi.

Correa ha ricordato che esiste una legge che proibisce la “diffusione di notizie false, il cui unico scopo sia quello di creare disordini sociali o fomentare panico nella popolazione”. “Sicuramente domani mi accuseranno di voler tacitare i mezzi di comunicazione che si oppongono al mio governo. Rispondo che non si tratta di un’opposizione leale né tanto meno di una critica costruttiva. Si tratta di corruzione. Quello che si vuole è ingannare il popolo dell’Ecuador attraverso menzogne e montature mediatiche” ha denunciato Correa.

TeleSUR

Traduzione di Francesca Casafina