Conferenza ONU Sulle Droghe: Morales Difende La Foglia Di Coca

Conferenza ONU sulle droghe: Morales difende la foglia di coca

morales coca“Questa è una foglia di coca – ha indicato Morales – non è cocaina, è parte di una cultura. Non è possibile che stia nella lista di stupefacenti di Nazioni Unite. Sono stato sindacalista dei cocaleros, i coltivatori boliviani di coca. Non si può pensare che per il semplice fatto di essere contadini e di coltivare le lor piante tradizionale siano narcotrafficanti.”La foglia di coca, ha insistito, è «il simbolo dell’identità culturale dei popoli andini», e «se è una droga, allora dovete mettermi in carcere», ha aggiunto, rivolgendosi al responsabile antidroga dell’ONU Costa, seduto poco distante.

“Ho masticato coca per dieci anni della mia vita quando lavoravo nell’agricoltura e non ho mai avuto alcun problema di dipendenza, al contrario godo di buona salute.”
Morales ha anche espresso a Vienna la speranza che il governo statunitense di Obama cambi la politica antidroga nordamericana contribuendo alla campagna boliviana per la depenalizzazione della foglia di coca.

Nel novembre scorso l’Agenzia Antidroga DEA è stata espulsa dal paese andino con l’accusa di cospirare con l’opposizione boliviana contro il legittimo Governo di Morales. Morales ha chiarito a Vienna che la sua amministrazione non smetterà di combattere il traffico illecito di stupefacenti.

Nel 1961, la Convenzione sugli Stupefacenti dell’ONU incluse la foglia di coca nell’elenco delle sostanze proibite e si propose come obiettivo l’abbandono degli usi tradizionali nell’arco di 25 anni.

Martedì scorso è stata approvata la strategia per il prossimo decennio, che è stata approvata, seppur con differenze tra l’UE e gli USA, dalle 53 delegazioni di Stati presenti alla Conferenza. Nel documento si parla di impegno a promuovere politiche per la riduzione delle coltivazioni di coca e di cannabis sostituendole con coltivazioni alternative. Si esprime inoltre forte preoccupazione per la crescente violenza dei cartelli del narcotraffico, che in Paesi come il Messico causano migliaia di morti l’anno.