Si Conclude II II° Congresso Della CAOI

Si conclude iI II° Congresso della CAOI

[Fonte: Minga informativa de Movimientos Sociales] Sono terminati i tre giorni di riflessione, analisi e costruzione di proposte tra i popoli, dove donne, giovani, uomini e anziani del Abya Yala si sono riuniti per discutere collettivamente e tessere alternative unitarie a partire dalla diversità. E’ stato ratificato, attraverso la pratica del  consenso, il Coordinamento Generale di Miguel Palacin.

In questo contesto sono nati scambi, dibattiti e proposte sui seguenti temi:

Crisi Globale, Crisi Climatica e Buen Vivir dei Popoli

“La crisi climatica non si risolve con il denaro. Anche noi popoli andini abbiamo la responsabilità di proteggere le risorse. Stiamo interrogando la crisi globale, e siamo passati dalla resistenza alla proposta”

E’ evidente che la Pachamama è malata a causa della sottomissione al  modello economico che si basa sull’estrazione, dove  pochi accumulano e la maggioranza continua ad impoverirsi. Un modello egoista ,che ha provocato la crisi globale e in particolare il cambiamento climatico, che ancora una volta dimostra di non servire e per questo si deve cambiare.

Questa situazione richiede non solo la resistenza e il mantenimento dell’unità di fronte a tutti i progetti che minacciano la vita, ma anche l’armonizzazione dei criteri del Buen Vivir e la ricostruzione dei Popoli e degli Stati Plurinazionali

In tal senso, è stata identificata la necessità di rafforzare le alternative che riguardano l’utilizzo dei beni naturali; mettere sotto giudizio gli Stati e  le transnazionali responsabili dei crimini contro la Madre Terra; lavorare per il riconoscimento del Debito Ecologico e Climatico; espellere le imprese e i progetti che danneggiano la Pachamama ed impedire la concessione dei territori; partecipare ed incidere politicamente negli scenari internazionali ( Vertice in Messico, Vertice Sul Cambiamento Climatico in Bolivia) . Inoltre, realizzare una Minga Globale per la difesa della vita e del territorio.

Ricostituzione dei Popoli e degli Stati Plurinazionali

“ La ricostituzione dei popoli indigeni inizia dalle famiglie. Sapere di dove siamo, chi siamo e  conoscere da dove a dove è il nostro territorio. Ricordare i nostri eroi”

Il modello economico Transnazionale e le proposte di vita dei popoli sono due pensieri opposti,  uno centrato sull’estrazione e l’accumulazione fuori misura e l’altro sviluppato sul Buen vivir e sugli Stati Plurinazionali. La cultura dominante si oppone tassativamente alla cosmovisione e ai costumi dei popoli indigeni, riproducendo dalle sue istituzioni il razzismo e l’esclusione. Per questo è urgente costruire gli Stati Plurinazionali e affrontare l’essenza coloniale del potere e il modello economico di accumulazione.

Avendo chiara la contraddizione di questi pensieri si vuole sollecitare un dibattito che favorisca la costruzione di Stati Plurinazionali nei paesi che ancora non hanno lo considerato e che incentivi inoltre la sensibilizzazione della società in merito all’apporto dei popoli indigeni per la collettività. Si è poi sollecitata la convocazione da parte della CAOI di una mobilitazione mondiale e la realizzazione di azioni nell’ambito internazionale in rifiuto della “celebrazione” del bicentenario, socializzando la proposta degli Stati Plurinazionali.

Difesa dei territori e della Madre Natura, megaprogetti ( IIRSA) nelle comunità indigene.

“ L’IIRSA è un megaprogetto che non solo provoca impatti ambientali sulle comunità indigene, ma anche politici, sociali ed economici contro la Madre Terra e tutta la società”

La quantità di progetti firmati dai differenti Governi con investimenti privati per sviluppare tutta l’infrastruttura dell’IIRSA, viola non solo tutti gli accordi e i convegni internazionali con i popoli indigeni ( Accordo 169 del OIT, Dichiarazione delle Nazioni Unite per il diritto dei Popoli Indigeni) ma anche i diritti collettivi e parte di alcune Costituzioni. In questo contesto è importante che dalla CAOI vengano promosse e dirette le seguenti azioni: denunciare l’impatto dei megaprogetti a tutti i livelli, pronunciarsi davanti agli Stati sul rispetto dell’autodeterminazione; e realizzare azioni di fatto e mobilitazioni contro gli impatti dell’IIRSA e gli altri progetti di morte.

Ugualmente, è opportuno promuovere un proprio modello di sviluppo; creare Tribunali Indigeni di
Giustizia Climatica che siano vincolanti nelle sanzioni alle imprese transnazionali; promuovere e redigere una Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra nelle Nazioni Unite; dare seguito alle raccomandazioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e ad altre istanze; sancire alleanze e incidere politicamente con i movimenti sociali.

Criminalizzazione e militarizzazione. Diplomazia indigena e incidenza politica internazionale

“La criminalizzazione non proviene solamente dagli stati, ma soprattutto dalle imprese transnazionali, come risposta alla resistenza dei popoli alle industrie estrattive”

I popoli si trovano davanti ad una occupazione militare territoriale che colpisce tutti gli ambiti delle comunità: impone controlli e restrizioni alle attività quotidiane della comunità, viola l’autonomia e la sovranità ( 7 basi militari statunitensi in Colombia) e rompe i modi di vita dei popoli; introduce squadroni di morte per provocare terrore; reprime proteste sociali e le criminalizza; promuove leggi antiterroriste e modifica codici penali.

La militarizzazione e la criminalizzazione non sono nuove, sono state usate dalle democrazie e dalle dittature di tutto il mondo. Queste sono associate ad interessi economici che le finanziano e le proteggono a proprio beneficio. Per questo motivo  non possono provenire solo dagli Stati, ma in risposta agli interessi privati, che usano gruppi armati, specialmente paramilitari per la repressione, stigmatizzando e disprezzando le lotte sociali. Di fronte a questa situazione di occupazione si è proposto di rafforzare l’Osservatorio Giuridico del CAOI in coordinamento con le esperienze di altre comunità, di convocare la mobilitazione mondiale il 12 ottobre, e di rifiutare l’istallazione di basi militari.

Coordinamento continentale dei Popoli Indigeni: donne, giovani, bambini e informazione.

“ Le politiche sulla comunicazione si devono costruire dalla base ed in coordinamento con le dirigenze. Se i leader non sono coerenti con i mandati collettivi, noi come giornalisti  abbiamo il dovere di metterli in discussione”

Molte volte il lavoro delle donne, dei giovani e dei bambini non è né valorizzato né trova spazio nei processi politici organizzativi del movimento indigeno. Allo stesso modo, l’informazione è quasi sempre vista come un lavoro tecnico senza dare una dimensione al potenziale politico strategico che da questo spazio si deve articolare, non solo con la dirigenza ma anche con la base. Inoltre si è analizzato e si è dibattuto sulle principali problematiche, e si sono fatte alcune proposte da sviluppare dai territori in coordinamento con la CAOI.

Si è sollecitato l’accompagnamento e l’appoggio economico del CAOI per implementare azioni e agende collettive continentali, ma anche per creare politiche che permettano la partecipazione attiva in tutti gli scenari, per formare e avere le capacità per rispondere alle necessità delle proprie comunità e della regione. Infine ci si è impegnati a lavorare dalla base e dallo spazio di incidenza  politica perché la comunicazione divenga una strada strategica per le organizzazioni. In questa direzione si deve  realizzare il primo Vertice Continentale di Giornalisti Indigeni in Colombia, articolarsi in reti alternative di informazione; disegnare una politica dell’informazione e promuovere la formazione politica e la capacità tecnica dei giornalisti indigeni.

Nuova Direzione della CAOI

Coordinamento Andino di Organizzazioni Indigene
 
“Questo congresso deve servire per rafforzare l’unità dei popoli andini”

Dopo una lunga discussione tra i rappresentanti dei Paesi che fanno parte del CAOI , in particolar modo il dibattito e la discussione promossa dai boliviani, si è giunti alla decisione consensuale di rieleggere il coordinamento generale della CAOI, attraverso il voto. Segue il consiglio direttivo:

Coordinatore Generale: Miguel Palacín, Perú.
Subcoordinatore: Tomás Huanaco, Bolivia
Coordinamento dei Diritti Umani: Viviana Lima, Bolivia
coordinamento delle Donne: Nancy Iza, Ecuador.

Nei restanti coordinamenti non sono stati decisi nomi specifici per la dirigenza di questi spazi, ma si sono eletti i paesi che dovranno a loro volta eleggere interamente i coordinamenti e presentarli alla nuova direzione della CAOI. Come segue:

ONIC Colombia:coordinamento di Rafforzamento de l’Integrazione Política dei Popoli
IDENTIDAD LAFKENCHE Chile : Coordinamento dei Giovani
CONACAMI Perú: Coordinamento dell’ Economia Alternativa dei Popoli
ONPIA Argentina: Coordinamento della  Cultura e dell’Informazione

Traduzione di Fabiola Correale