COMUNICATO STAMPA: IL PNIEC È INADEGUATO

COMUNICATO STAMPA: IL PNIEC È INADEGUATO

IL PIANO NAZIONALE ENERGIA E CLIMA È INADEGUATO A FAR FRONTE ALLA CRISI CLIMATICA.

NON SEGUE LE RACCOMANDAZIONI DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA.

CONTINUA A PROMUOVERE LO SVILUPPO DELLE FONTI FOSSILI.

 

Il 2 ottobre 2019, nell’ambito della procedura di Osservazioni del pubblico alla Valutazione Ambientale Strategica del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e per il Clima (PNEC), l’Associazione A Sud Ecologia e Cooperazione ONLUS ha inviato al Ministero dell’Ambiente i propri contributi, sottolineando la grave inadeguatezza del Piano a far fronte alla crisi climatica già in corso.

Il Piano avrebbe dovuto rappresentare uno strumento fondamentale per la gestione delle politiche climatiche italiane attraverso l’adozione di un approccio olistico e seguendo le raccomandazioni della comunità scientifica rispetto alle necessarie linee da perseguire per evitare le conseguenze più devastanti del riscaldamento globale.

Tuttavia, gli obiettivi individuati nel PNEC in termini di riduzione delle emissioni si discostano da quanto identificato nei rapporti dell’IPCC per limitare l’innalzamento delle temperature medie globali al di sotto della soglia critica dei +2°C, obiettivo dell’Accordo di Parigi. Già il rispetto di questo limite fra l’altro porterebbe impatti gravissimi sugli ecosistemi naturali e sulle società umane, motivo per cui sempre nell’ambito dell’Accordo si richiede agli Stati di sforzarsi di perseguire l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei +1.5°C.

A fronte della grave vulnerabilità dell’Italia alle conseguenze del cambiamento climatico sia per posizione geografica che per caratteristiche e sfruttamento del territorio, siamo in colpevole ritardo rispetto all’adozione di reali misure di riduzione delle emissioni di gas serra e di adattamento agli scenari futuri. L’Italia ha diminuito infatti le proprie emissioni di appena il 17% rispetto al 1990, mentre già nel 2007 l’IPCC chiedeva che i Paesi sviluppati le tagliassero come minimo del 25% entro il 2020. Gli obiettivi individuati nel PNEC per 2020 e 2030 continuano a essere di gran lunga troppo poco ambiziosi rispetto a quanto necessario.

La proposta di PNEC rappresenta l’ennesima occasione persa per la politica italiana di dimostrare comprensione della gravità della situazione, e coraggio e decisione nel perseguire una reale trasformazione verso una nuova società carbon-free. Nel PNEC si continua a prevedere l’utilizzo delle fonti fossili con persino l’espansione del settore del gas, con una grave lacuna di pianificazione strategica a lungo termine dato che gli scenari sull’impatto delle misure previste nel Piano si interrompono al 2030.

Proprio a fronte di questa reiterata inazione, l’Associazione A Sud insieme a circa 100 altre associazioni, movimenti, comitati e realtà promuove la campagna Giudizio Universale, a sostegno della prima causa climatica contro lo Stato italiano, per chiedere la tutela dei diritti umani della popolazione dai rischi dei cambiamenti climatici e quindi il perseguimento degli obiettivi indicati dalla realtà scientifica.

Le osservazioni sono liberamente consultabili sul sito dell’Associazione, e a breve anche sul sito del Ministero dell’Ambiente relativo alla procedura.