Colombia:2000 Indigeni Embera Del Choco Costretti A Lasciare Le Loro Terre

Colombia:2000 Indigeni embera del Choco costretti a lasciare le loro terre

Pubblichiamo l’appello del Gruppo Missionaria “Vita, Giustizia e Pace” di Quibdó:

Azione Urgente

L’Associazione dei Capi Indigeni Embera, Wounaan, Katio, Chami e Tule del Dipartimento del Choco (ASOOREWA) e il gruppo “Vita, Giustizia e Pace” della Diocesi di Quibdó, denunciano la grave situazione di fame e denutrizione infantile che sta investendo le comunità indigene della valle dell’ Alto Bojayá e dell’imminente pericolo di una migrazione di massa.

Il 17 gennaio del corrente anno, alle 11.00 del mattino sono atterrati simultaneamente quattro elicotteri delle Forze Armate Colombiane nei territori delle comunità indigene di Salinas y Chanó. I militari hanno invaso le comunità, occupando le aree pubbliche tra cui le scuole e le fattorie. Tutti i giorni atterrano elicotteri nel campo da calcio, mentre i militari mettono in pericolo le comunità, non rispettando i loro regolamenti interni e i principi organizzativi di “Unità, Territorio, Cultura ed Autonomia”. Inoltre gli occupanti tentano di usare i bambini e i giovani come informatori. Impediscono la libera circolazione degli indigeni nei loro territori. Distruggono le risorse ittiche con l’uso della dinamite. Sono entrati in una delle case e hanno lanciato gli utensili della cucina nel patio.

Vista la presenza delle Forze Pubbliche, i membri delle comunità indigene attualmente si trovano confinati per la paura di essere coinvolti nel conflitto. In questa situazione si impedisce agli Embera di realizzare le loro tradizionali attività di pesca, caccia ed agricoltura. Nello stesso modo si rende difficile il corretto svolgimento delle attività scolari, la raccolta delle erbe della medicina tradizionale e lo sviluppo culturale.
Le comunità maggiormente penalizzate dalla caotica situazione di mobilitazione dal territorio tradizionale sono:

CHANÓ – 110 famiglie – 604 abitanti
MOJAUDO- 39 famiglie – 205 abitanti
NUEVO OLIVO – 32 famiglie – 165 abitanti
SANTALUCÍA POGUE – 40 famiglie – 220 abitanti
SALINAS – 42 famiglie – 249 abitanti
CHARCO GALLO – 53 famiglie – 272 abitanti
NAMBUA – 12 famiglie – 71 abitanti

DICHIARIAMO:
Vogliamo rimanere nei nostri territori costruendo un futuro migliore, senza essere costretti a spostarci da nessuna forza armata, sia essa parte dell’azione guerrigliera o delle forze pubbliche legalmente costituite in Colombia. Per questa ragione ci dichiariamo in stato di resistenza culturale permanente nella salvaguardia della nostra Unità, Territorio, Cultura, Autonomia e Governo Proprio.

Non deleghiamo nessuno, ne il governo, ne nessuna organizzazione diversa dalle nostre proprie autorità a farci da portavoce o a rivendicare le nostre richieste. Ci opponiamo a qualsiasi tipo di paternalismo nei nostri confronti.

ESIGIAMO DAL GOVERNO COLOMBIANO E DALLE FORZE ARMATE:
· Il compimento dei doveri e dei diritti delle norme vigenti nella legislazione indigena.
· Il rispetto dei Diritti Umani e dei Diritti Internazionali Umanitari dei popoli indigeni che costituiscono una popolazione civile.
· Il rispetto del nostro sistema tradizionale produttivo.
· Che non venga impedito alla popolazione resistente di esercitare la propria autonomia territoriale.

NON ACCETTIAMO:
· Che la presenza di estranei in territorio indigeno coinvolga membri delle comunità, provocando violenza nei nostri territori.
· Che si intromettano nei nostri processi organizzativi.

PER QUANTO DICHIARATO DICIAMO A TUTTI LE FORZE ARMATE DEL CONFLITTO COLOMBIANO:
“FUORI DAL NOSTRO TERRITORIO!”
RETE DI FRATELLANZA E SOLIDARIETA’ – COLOMBIA
redher@redcolombia.org
www.redcolombia.org