Colombia In Piazza Contro La Violenza

Colombia in piazza contro la violenza

no violenciaIl Polo Democratico Alternativo ha indetto per oggi 4 febbraio una giornata di mobilitazioni per l’Accordo Umanitario, contro la guerra e il sequestro, assieme alla Centrale Unitaria dei Lavoratori, la Federazione Colombiana di Educatori – FECODE, le amministrazioni di Bogotá e Cali e i governatori delle province di Nariño, Santander e Cesar. Si tratta di una reazione alla contestata manifestazione convocata da governo e mezzi di comunicazione contro le Farc, che cerca per l’ennesima volta di attirare l’attenzione sui gruppi di guerriglia addossando loro la colpa della violenza colombiana e distogliendola da altri fattori condizionanti, come la presenza massiccia e la ferocia dei gruppi paramilitari e gli abusi commessi dall’esercito e dalle forze pubbliche, che hanno fatto spesso parlare di “terrorismo di stato”.

 

Tutto ciò, in una situazione in cui il governo nega l’esistenza di un conflitto. La convocazione per tutte le organizzazione e le persone che condividono le ragioni di chi vuole esprimere un rifiuto alla violenza, di qualunque forma e da chiunque provenga, e chiedere un impegno preciso per l’accordo umanitario e per la pacificazione è per oggi lunedì 4 febbraio alle ore 10.00 in Plaza Bolivar, a Bogotà.
Alleghiamo di seguito il comunicato diffuso dal Polo Democratico Alternativo, che spiega le ragioni della manifestazione
Convocando la manifestazione di oggi il Polo Democratico Alternativo ha valutato importante, nella attuale congiuntura colombiana, far conoscere senza ambiguità la sua posizione sull’altra marcia che si tiene contemporaneamente, lanciata dal governo e da tutti i mezzi di comunicazione, connotata dalla condanna alle Farc. Secondo il comitato esecutivo del Polo, la marcia convocata dall’esecutivo Uribe può dar luogo a interpretazioni contraddittorie. Il Polo rifiuta di essere etichettato come connivente delle Farc per non aver aderito alla manifestazione, ma rifiuta anche di appoggiare il governo che si oppone all’accordo umanitario portando avanti una politica asimmetrica, autoritaria e repressiva.
1. Non possiamo accettare il dilemma – che reputiamo ingannevole – che è stato insinuato nella cittadinanza e a livello internazionale: o le Farc o il governo di Uribe.
2. Condanniamo senza remore il sequestro e gli altri crimini di guerra e di lesa umanità commessi dalle Farc, che attentano alla dignità della persona e a tutti i diritti da essa derivanti, come la autonomia, la libertà, il diritto a non essere sottoposti a trattamenti disumani e a non essere privati ingiustamente della propria famiglia.
3. Condanniamo con forza tutti i gruppi armati irregolari, insurgenti e paramilitari, i cui delitti atroci provocano in tutto il mondo un uguale sentimento di condanna.
4. Denunciamo e condanniamo con indignazione e tristezza le condizioni disumane in cui vivono appressimativamente 4 milioni di sfollati, prodotto dello spogliamento violento delle proprie terre da parte dei gruppi paramilitari e in alcune occasioni anche dalla guerriglia.
5. Denunciamo e condanniamo con vigore e indignazione anche maggiori i crimini orrendi commessi dalla forza pubblica attraverso azioni gravissime come le esecuzioni di contadini e contadine innocenti, di docenti e di sindacalisti, presentati poi come guerriglieri caduti in combattimento per giustificarne le torture e la morte.
6. Tutto quanto esposto fino ad ora caratterizza senza attenuanti nè margini di valutazione, l’esistenza di un conflitto armato che sta martoriando il paese da oltre 40 anni, conflitto negato maliziosamente da un governo che si ostina a camuffarlo per giustificare lil ricorso alla forza militare sotto bandiere discutibili come il contributo colombiano alla presunta lotta globale contro il terrorismo.
7. Segnaliamo in tal senso che il falso dilemma prima indicato potrebbe avere una terza opzione di scelta: lo stato sociale di diritto, sotto forma di democrazia partecipativa, plasmato nella Costituzione del 91 che il governo attuale ha cercato di distruggere e che il Polo ha adottato per la sua filosofia ugualitaria e garantista.
8. Conserviamo la ferma convinzione che solo attraverso il riconoscimento onesto dell’esistenza del conflitto e del fatto che ci sono alla sua origine fattori sociali ed economici urgenti da affrontare per il paese, è possibile intraprendere il cammino per porgli fine.
9. Affermiamo che l’esercizio legittimo della forza dello Stato debba essere preceduto o accompagnato da una intenzione di dialogo e di costruzione di una società giusta.
10. Crediamo necessario che mentre si persegue la pace come scopo primario, si lavori anche alla celebrazione di accordi umanitari che mitighino a crudeli effetti del confronto bellico, dando effettiva attuazione alla Convenzione ed ai Protocolli di Ginevra e alla nostra stessa Costituzione Politica, chiedendo che tutti i sequestrati civili vengano rimessi in libertà senza condizioni, come prescrive il Diritto Internazionale Umanitario.
11. Iin questo processo verso la pace, crediamo che i paesi amici ed in particolare i paesi vicini possano compiere funzioni di accompagnamento e mediazione con rispetto per la soveranità del paese.
12. Siccome crediamo che non sono quelli appena elencati gli obiettivi e le ragioni che convocano la marcia ufficiale di oggi, convocata dal governo, abbiamo deciso di manifestare nella stessa data con tutte le organizzazione e le persone che condividano i nostri propositi, che potremmo riassumere come di seguito:

No a la guerra!
No al sequestro!
Sí a la vita!
Sí agli accordi umanitari!
Sí al dialogo per porre fine al conflitto!
Comitato Esecutivo
Polo Democratico Alternativo – Colombia


Per saperne di più visita la pagina No a la guerra, no al secuestro