Colombia: I Sindacati Contro Il TLC

Colombia: i sindacati contro il TLC

PRIMO: Constatiamo l’assoluta mancanza di reali processi di negoziazione. Denunciamo l’imposizione di questi accordi da parte di paesi molto più forti economicamente, militarmente e politicamente, il cui unico scopo è quello di favorire gli interessi delle proprie multinazionali sul nostro territorio. Così è stato per il Trattato di Libero Commercio sottoscritto con gli Usa e con il Canada e quello che attualmente si sta negoziando con l’Unione Europea.

SECONDO: a causa della lentezza nelle trattative della Ronda di Doha e dell’impossibilità da parte delle superpotenze di imporre la loro volontà in materia di libero mercato, dalle viscere della dottrina neoliberale è scaturita l’opzione dei trattati di libero commercio, con la prospettiva di unificare le facilitazioni che i paesi in via di sviluppo avrebbero dovuto accordare alle multinazionali per garantire loro guadagni colossali e affari lucrosi per i loro investimenti.

TERZO: Le implicazioni o impatti dei TLC esulano dall’ambito meramente commerciale, arrivando a compromettere il futuro del nostro paese in campi tanto delicati come l’autonomia legislativa e amministrativa, la proprietà intellettuale, la sicurezza e la sovranità alimentari, le politiche di sviluppo industriale, i servizi pubblici, l’assistenza pubblica, i limiti all’invasione dei capitali stranieri, l’applicazione della normativa nazionale e l’obbligo di risolvere le controversie relative agli investimenti ricorrendo alle leggi del libero mercato.

QUARTO: La lotta al narcotraffico diventa uno strumento di pressione contro i nostri interessi. Negli Usa e in Europa sono stati raggiunti accordi senza prima consultare il CNU, con il solo scopo di castigare o premiare il comportamento degli stati in materia di guerra al narcotraffico. Riteniamo che il sacrificio richiesto alla nostra gente sia incomparabilmente maggiore dell’impegno profuso dai paesi industrializzati per combattere il fenomeno del commercio illegale della droga.

QUINTO: I negoziati finora condotti hanno prodotto come unico risultato l’imposizione al nostro paese di pesanti condizioni volte a facilitare l’attività delle imprese multinazionali sul nostro territorio e a promuoverne gli interessi.

SESTO: Come conseguenza delle denunce portate avanti dalle organizzazioni sociali e popolari, constatiamo come l’applicazione dei TLC compromettano pesantemente i diritti economici, sociali, politici e culturali del popolo colombiano, al di là dei discorsi retorici e alla luce degli impatti delle politiche neoliberali nel nostro paese.

SETTIMO: Condanniamo la doppia morale dei paesi industrializzati e delle loro imprese multinazionali perché, mentre il mondo cerca di raggiungere accordi su temi quali l’ambiente, la biodiversità, la biosicurezza o la non proliferazione nucleare, le multinazionali sono interessate unicamente a ottenere condizioni favorevoli per i loro investimenti e le loro attività di sfruttamento, approfittando spesso dell’assenza di norme di tutela ambientale o di diritti dei lavoratori che, ufficialmente, si impegnano a promuovere.

OTTAVO: I dati resi noti dal BID, dalla Banca Nazionale o dalle associazioni di categoria dimostrano chiaramente gli effetti nocivi dei TLC sull’economia colombiana, in particolare sulla bilancia dei pagamenti, sul volume delle esportazioni e sulle entrate dello stato derivanti dall’imposizione fiscale.

NONO: Il modello neoliberale imposto a partire dagli anni ’90 dagli stessi attori economici che adesso sponsorizzano e promuovono i TLC, ha duramente colpito il settore produttivo del nostro paese e aggravato le condizioni di vita della classe dei lavoratori colombiani. Vale la pena chiedersi: se il modello neoliberale ha messo in ginocchio il nostro paese, negli ultimi diciannove anni, con l’entrata in vigore dei TLC che cosa mai dobbiamo aspettarci? Dobbiamo continuare a credere nel modello neoliberale anche se questo dovesse significare – e, a tutti gli effetti, significa – la morte della Colombia? Que viva el modelo neoliberal aunque muera la naciòn?

DECIMO: I TLC tra Colombia, Usa, Canada e UE sono stati stipulati alle spalle della nazione, rifiutando di includere i settori popolari nei processi decisionali. Lo dimostra la totale indifferenza con cui è stata accolta la nostra proposta per un “legge specchio” che tutelasse, seppure limitatamente, – sul modello del TPA nordamericano – gli interessi della nazione e delle imprese colombiane. L’iniziativa del senatore Antonio Navarro Wolf per sottomettere la ratifica del trattato di libero commercio alla volontà del popolo colombiano attraverso un referendum, ugualmente è stata rifiutata.

Quello che abbiamo presentato non vuole essere un decalogo di diatribe da parte del movimento sindacale colombiano – come spesso vengono qualificate le nostre argomentazioni e opinioni contro i TLC – soprattutto perché siamo coscienti di disporre di molte argomentazioni valide a favore delle nostre tesi, che rispecchiano la legittima preoccupazione del popolo colombiano sul futuro della nostra economia e della nostra nazione di fronte alla prepotenza delle multinazionali.

A tutto questo vogliamo aggiungere che i diritti dei lavoratori sono gravemente minacciati dall’operato del nostro governo, attraverso aggiustamenti e normative lesive dei nostri più elementari diritti e tutele, oltre che da pratiche dichiaratamente antisindacali come quella delle cosiddette Cooperative del Lavoro Associato o altre forme di precarizzazione del lavoro che hanno come unico obiettivo quello di delegittimare il Contratto del Lavoro e impedire lo sviluppo del movimento sindacale. Constatiamo che la criminalizzazione della protesta sociale e la violenza contro i sindacati non accennano a diminuire. Le nostre posizioni sono ampiamente giustificate, per tanto continueremo a opporci in maniera ferma e decisa a qualunque condotta o accordo che si ispirino al modello neoliberale e alla pratica del libero mercato.

Appoggiamo caldamente il processo di integrazione dei paesi latinoamericani, chiedendo al governo colombiano di agire in modo da favorire questo cammino verso una sempre maggiore unità. Riteniamo che proseguire sulla strada dei TLC significhi intralciare questo cammino. E’ necessario piuttosto promuovere accordi commerciali e di sicurezza sociale con tutti i paesi dell’America Latina e del Caribe.

COMANDO NAZIONALE UNITARIO

Traduzione di Francesca Casafina