Colombia: Continua Il Massacro Del Popolo Awa

Colombia: continua il massacro del popolo Awa

awa massacro“Difendere il territorio e l’identità di popolo autonomo con governo proprio sono i pilastri della cosmovisione del popolo Awa. Non si sono mai sottomessi a nessuna ideologia e a nessun attore armato, ma hanno praticato e difeso l’autodeterminazione”, ha dichiarato in conferenza stampa, Luis Evelis Andrade Casama, Consigliere maggiore dell’ONIC che ha denunciato i dettagli del recente massacro avvenuto in due comunità del popolo Awá nella regione del Nariño, nel sud della Colombia. Alla radice del massacro scontri tra i guerriglieri delle FARC e l’esercito nazionale.
Il solo popolo Awá ha subito, dal settembre del 2008, cioè dall’inizio della Minga Nazionale di Resistenza Indigena e Popolare, 44 assassini tra i suoi membri. Dall’inizio del 2009 in tutto il paese sono stati 58 gli indigeni vittima di omicidio mentre negli ultimi 408 giorni più di 1200 indigeni hanno perso la vita a causa del conflitto armato.

Mercoledì 11 febbraio nella comunità di Tangarial, tra Il Sande e Tortugaña, a due giorni di cammino dal municipio di Samaniego, sono stati massacrati più di 10 indigeni che si apprestavano a muoversi per uscire dal confino in cui erano costretti. L’accesso alla zona è impedito dalle forze armate e dagli scontri a fuoco, tanto che fino ad ora nessuna commissione né di valutazione né umanitaria ha potuto raggiungere le comunità dei massacri, per sapere con certezza le proporzioni dell’emergenza e della violenza.

Il segretario dell’UNIPA, Óscar Ortiz, ha manifestato alla ONIC che ai fratelli assassinati di cui non si sono ancora trovati i corpi vanno sommati altri 3, scomparsi nelle ultime ore.

I primi 17 indigeni Awá che hanno perso la vita, tra i quali sono due donne, rispondono ai nomi di: WALTER, ANCISAR, VICTORIO, ADONIAS, JUVENCIO, ESTORGIO, ROBINSON, JAIRO E JAIME CUASALUZAN; CLELIO, ADOLDO E
OMAIRA GARCIA; ÓSCAR NASTACUAS, WALTERIO PALADÍN; ISAIA, MAURICIO E PATRIZIO GUANGA.

Il consigliere maggiore dell’ONIC, ha ripetuto che “lo sterminio dei fratelli Awá, sta accadendo nonostante l’avvertenza delle autorità indigene, delle relazioni, delle allerte preventive da noi lanciate e della Risoluzione il Difesa del Popolo dell’anno scorso”. Secondo Andrade, “i fatti sono avvenuti nell’ambito della Politica di Sicurezza Democratica che non protegge gli indigeni, ma al contrario ha portato la guerra nei nostri territori ancestrali. Il Popolo Awá ha subito negli ultimi giorni bombardamenti, mitragliamenti da parte del Forza Aerea e dell’Esercito, fumigazioni aeree senza avviso previe e posteriori al massacro commesso poi dalle FARC o da un altro attore armato nella zona.”

Andrade ha spiegato che il dipartimento di Nariño è una zona strategica di frontiera dove si trovano progetti economici e infrastrutturali, oltre ad essere zona di conflitto per il controllo territoriale che si disputano gli attori armati legali ed illegali, e come se fosse è poco anche corridoio per il traffico di droghe. In questa stessa zona dovrebbe essere costruita anche una delle mega infrastrutture che compongono l’IIRSA, l’ambizioso e devastante piano di sviluppo implementato dal FMI e dal BID. “Una serie di interessi sulle risorse naturali esistenti si giocano lì e questo fa sì che ci sia una forte militarizzazione per proteggere l’entrata dalle multinazionali che vengono a sfruttare i ricchezze. A questo si sommano i costanti scontri tra guerriglie delle FARC ed ELN, tra questi e l’Esercito nazionale, tra guerriglie e paramilitari, tra narcotrafficanti, giacché ognuno vuole controllare il territorio, violando l’Autonomia ed il Governo Proprio degli Indigeni, i nostri diritti come popoli ed il Diritto Internazionale Umanitario”.

“Dolore ed impotenza è quella che sentiamo davanti a queste barbarie, con tutto ciò non abbiamo paura delle FARC, né di nessun attore armato illegale, né condividiamo i metodi violenti ed inumani utilizzati, al contrario esigiamo loro rispetto per la nostra Autonomia e Governo Proprio e per i nostri diritti”. “La ONIC esige dalle FARC la restituzione immediata delle persone scomparse senza nessuna condizione e soprattutto che non si utilizzino i bambini per questo gioco al massacro. Ugualmente chiede che non si seminino più mine antipersona, e che si pronuncino ammettendo le loro responsabilità e dicendo davanti a la comunità internazionale perché stanno massacrando gli indigeni Awa o discolpandosi con argomenti convincenti.”

Infine, l’ONIC esige dalle FARC l’immediata consegna dei responsabili materiali ed intellettuali di questi massacri per essere giudicati dalla Giustizia Indigena.

INVOCHIAMO LA SOLIDARIETÀ NAZIONALE ED INTERNAZIONALE.

L’Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia, chiede ancora una volta solidarietà nazionale ed internazionale davanti a questo ennesimo atto di sterminio contro i popoli indigeni in Colombia.

Chiede di organizzare una Minga (missione) Umanitaria cui partecipino organizzazioni di difesa dei diritti umani, organismi internazionale e mezzi di comunicazione, accompagnate dalla Guardia Indigena per verificare i fatti, contribuire a riscattare le persone scomparse ed esigere rispetto dei diritti umani e la cessazione del confino contro le comunità. Inoltre, ha affermato la ONIC “Esigiamo tutti le garanzie del governo per la realizzazione di questa Minga Umanitaria.”

Al governo nazionale chiede di “non mentire più alla comunità internazionale rispetto agli atti di guerra-bombardamenti, fumigazioni e mitragliamenti – nei territori del Popolo Awá”. Così, come di “astenersi dal continuare ad affermare che la Sicurezza Democratica garantisce e protegge la vita dei popoli indigeni; che disponga le sue risorse per rispondere alla crisi umanitaria degli Awa, e che nomini una commissione per riscattare i cadaveri, in consultazione con le autorità indigene.”

Allo stesso modo la ONIC chiede al governo nazionale di invitare ufficialmente il Relatore Speciale delle Nazioni Unite, James Anaya, come promesso durante la Minga, affinché visiti la Colombia, le zone indigene e in particolare la zona del Nariño.

La ONIC convoca le autorità indigene a livello nazionale ad una Assemblea Straordinaria per prendere una posizione unitaria di fronte a questi fatti.

Alla comunità internazionale la ONIC chiede anche di ripudiare e condannare con forza questi atti di violenza e una azione di accompagnamento ai popoli indigeni nella realizzazione della Minga Umanitaria nel territorio Awá. Alla Commissione per i Diritti Umani della Corte Interamericana dei Diritti Umani chiede che si pronunci davanti a questa situazione e che adotti le misure necessarie per garantire la vita, integrità personale e territoriale delle comunità del popolo Awá.

Inoltre, la ONIC ha ringraziato i mezzi di comunicazione che si sono impegnati a far conoscere la delicatissima situazione che vive il popolo Awa. Gli Awa sono un popolo pacifico, che vive spesso nel silenzio, alcuni non comprendono bene la lingua spagnola e per questo motivo sono stati assassinati con ancor maggiore facilità.

Infine, la ONIC esige che tutti gli attori armati senza eccezione smilitarizzino e finiscano con l’occupazione dei nostri territori indigeni

AUTORITÀ NAZIONALE DI GOVERNO INDIGENO – ONIC