Colombia: Approvata Legge Sull’acqua Contraria A Quella Proposta Per Il Referendum

Colombia: approvata legge sull’acqua contraria a quella proposta per il referendum

acqua perù Il 23 aprile, in una seduta della Commissione I della Camera, la maggioranza che sostiene il governo di Uribe ha approvato un testo contrario alla proposta di legge di iniziativa popolare, appoggiata da più di due milioni di colombiani e colombiane.

Le modifiche approvate in sostanza sono le seguenti:

  • è stato eliminato il riconoscimento del diritto fondamentale all’acqua
  • è stato eliminato il riconoscimento dell’acqua quale bene comune e pubblico
  • è stato eliminato l’uso prioritario degli ecosistemi essenziali al ciclo dell’acqua per l’utilizzo domestico
  • è stata eliminata la proibizione di privatizzare la gestione dell’acqua e del servizio dell’acquedotto e delle fognature senza scopo di lucro
  • è ritornato ad essere costituzionale il principio per cui “le acque che nascono e muoiono nello stesso podere” sono private, imponendo in questo modo un’eccezione al principio secondo il quale tutte le acque sono un bene comune. Ciò comporta l’utilizzo dell’acqua da parte dei nuovi proprietari privati ed illegittimi dei grandi latifondi, frutto dello spoglio subito da più di quattro milioni di contadini
  • è stato eliminato il principio per cui le acque che sgorgano nei territori indigeni sono parte integrante degli stessi
  • è stata proposta a fini esclusivamente demagogici la proposta del minimo vitale gratuito, per predicarla, con il falso, come orientabile solo verso i poveri ma nella cornice attuale delle prestazioni private di servizi pubblici.
Le modifiche sono state adottate con un accordo presso il Palazzo di governo durante una riunione con il Presidente Uribe. Quest’ultimo, che si era radicalmente opposto al referendum per il diritto umano all’acqua, ha cambiato immediatamente posizione proponendo una consultazione popolare, sebbene su un testo totalmente contrario a quello firmato da più di due milioni di persone.

Dinanzi a questa situazione, il Comitato Nazionale di Difesa dell’Acqua e della Vita, promotore del referendum, invita a continuare con la mobilitazione cittadina in difesa del testo originale del referendum, oltre che a mantenersi vigili in pendenza del dibattito nella seduta plenaria della Camera, durante il quale si decideranno le sorti dell’appello presentato dal Portavoce del Comitato Promotore, affinchè si rispetti il testo originale.

Il Comitato di Promotori del referendum ringrazia gli 8 membri del congresso del Partito Liberale e del Polo Democratico Alternativo ed ai due del Cambiamento Radicale che hanno votato a favore della relazione che raccomandava l’approvazione del referendum con il suo testo originale.

Questa lotta nazionale e regionale incomincia con il riconoscimento dell’acqua come bene pubblico e comune, come un diritto umano fondamentale nella Costituzione Nazionale, ma solo le azioni congiunte e sostenute da tutti e tutte permetteranno che queste acque non si intorbidino, che non vengano controllate e trasformate in una merce

 

COMITATO PROMOTORE

 

Rafael Colmenares (Portavoce), Oscar Eduardo Gutiérrez, Martha Cañon, Javier Marquez, Rodrigo Acosta, Humberto Polo, Héctor Gañan, Tatiana Roa e Cristo Miranda.