Colombia: 23-27 Luglio. Missione ONU Popoli Indigeni. Intervista Alla ONIC
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Colombia: 23-27 luglio. Missione ONU popoli indigeni. Intervista alla ONIC

Su sollecitazione della ONIC – Autorità Nazionale di Governo Indigeno, dal 23 al 27 luglio prossimi è in Colombia James Anaya, Relatore Speciale delle Nazioni Unite per le questioni indigene, per monitorare la grave situazione di violazione dei diritti umani che le popolazioni originarie subiscono nel paese andino, dando seguito alla missione realizzata nel 2004 dal precedente relatore Rodolfo Stavenhagen, che aveva parlato di 18 etnie a rischio di estinzione. Intervista a Luis Evelis Andrade Casama, Consigliero Maggiore della ONIC – Autorità di Governo Indigeno della Colombia.

 

Bogotà. Redazione, Sistema de Información e Investigación Indígena, SICO.

Dal 23 al 27 luglio, il relatore, Dr. James Anaya, visita la Colombia. Sono state rispettate le raccomandazioni dettate dal Relatore nel 2004? “Non è stato fatto nulla”, risponde il Consiglio Maggiore dell’ONIC. Cosa si aspettano gli indigeni da questa nuova visita….

Luis Evelis Andrade Casama, Consigliere Maggiore dell’Autorità Nazionale del Governo Indigeno, ONIC, è figlio del Popolo Embera del Chocó. È l’attuale presidente del Fondo per lo Sviluppo dei Popoli Indigeni dell’America Latina e dei Caraibi.  

Andrade Casama è conosciuto nei processi sociali come un leader con una lunga storia nella lotta per la difesa dei diritti dei Popoli Indigeni della Colombia e dell’America Latina. La sua ampia esperienza nei processi di rivendicazione sociale e di negoziazione tra Governi e Popoli Indigeni gli ha fatto guadagnare rispetto e credibilità sia a livello sociale che istituzionale. Il suo secondo, nonché consecutivo, periodo a capo della Massima Organizzazione Nazionale testimonia la fiducia che ha guadagnato grazie a anni di lavoro e preparazione accademica come teologo.  

SICO: Cosa si aspettano i popoli indigeni dalla visita del Relatore?

Luis Evelis Andrade Casama, LEAC: In primo luogo che definiscano realmente in che misura il Governo colombiano ha adempiuto alle raccomandazioni emesse dal precedente relatore, Dr. Rodolfo Stavenhagen (2004), e che si definiscano gli attori del conflitto.  In secondo luogo che si facciano raccomandazioni serie diretta allo Stato colombiano, al suo governo, agli attori del conflitto e ad altri attori che in un modo o nell’altro hanno delle responsabilità per azioni o omissioni rispetto alla condizione di crisi umanitaria, violazione di diritti umani e collettivi, violazione dei diritti economici, sociali e culturali (come la perdita del territorio), vissuta dai popoli indigeni. Inoltre, che il Relatore acquisisca un’informazione più veritiera rispetto alla grave situazione vissuta dai popoli indigeni e che emetta raccomandazioni al riguardo affinché possano migliorare il loro standard di vita e le loro condizioni socioeconomiche e culturali.

SICO: Anche rispetto all’entrata delle multinazionali nei territori indigeni…

LEAC: Sì, questo è stata una tematica oggetto delle raccomandazioni del Relatore precedente, che si pronunciò rispetto alla revisione dei processi di consultazione che hanno a che vedere con misure legali, legislative e amministrative; soprattutto quando si danno in concessione i territori indigeni per l’estrazione di risorse naturali alle multinazionali. Esistono minacce serie e evidenti per diversi territori, in cui multinazionali e grandi settori economici nazionali ed esteri portano avanti progetti di sfruttamento di risorse, causando perdita dei territori,  sfollamento forzato e usurpazione delle proprietà dei popoli indigeni.  Speriamo che questo Relatore veda questa situazione e dia raccomandazioni a riguardo.

SICO: A cinque anni dalla visita del Dr. Stavenhagen, ritiene che siano state rispettate le sue raccomandazioni?

LEAC: Non è stato fatto nulla. Al contrario sono aumentati i casi di sfollamento, di morti di leader per mano di diversi soggetti armati. Ne è un esempio il recente massacro del Popolo Awá per mano delle FARC. Dall’altro lato le imprese multinazionali hanno aumentato la loro presenza nei territori indigeni. I processi di consultazione vengono manipolati dal governo. Abbiamo notato che è aumentato anche il reclutamento forzato. La Corte Costituzionale rispetto a questo ha emesso diverse misure giuridiche. In particolare uno riguarda 34 popoli indigeni per i quali si chiedono Piani di Protezione, mentre per tutti i popoli indigeni si raccomanda la formulazione di un Programma di Garanzia. Questo mostra chiaramente come la situazione degli indigeni invece che migliorare sia peggiorata. Questo si deve soprattutto al fatto che il governo non ha adempiuto alle raccomandazioni.

SICO: Il governo dice di poter spiegare punto per punto perché si siano o meno rispettate queste raccomandazioni e di poter dimostrare che questo governo è quello che più ha dimostrato attenzione verso gli indigeni. Che opinione ha l’ONIC al riguardo?

LEAC: È falso. Una delle prime tutele che devono essere accordate a garantite ai popoli indigeni, riguarda la questione del territorio. Questo governo non ha fatto progressi significativi rispetto a questo tema. Al contrario ha smontato l’INCORA, poi ha ristrutturato l’INCODER e ora siamo un in un limbo giuridico permanente.   Durante questo governo sono stati fatti anche un Piano di Sviluppo e una serie di leggi incostituzionali. Non capiamo come il governo possa dire di essere quello che più ha fatto per la questione, quando questo governo ha promosso leggi così terribili come la Legge Forestale, lo Statuto di Sviluppo Rurale e il Piano di Sviluppo, sul quale, pur  essendo incostituzionale, si basano la sua agenda e i suoi obiettivi. Questo Governo sta agendo sulla base di qualcosa che non ha una base costituzionale.

SICO: Vuol dire che agisce in contrasto con le raccomandazioni emesse dal Relatore (2004) riguardo a questioni legislative?

LEAC: Sì. Il Relatore aveva detto che si dovevano rivedere o sospendere quei progetti di legge e di riforma costituzionale che fossero stati in contrasto e che avessero violato i diritti dei popoli indigeni. Inoltre aveva detto che leggi che non avessero avuto effetti positivi non si dovevano applicare. In questo periodo, invece, sono state fatte leggi in netto contrasto con i diritti dei popoli indigeni, sono state portate avanti privatizzazioni che hanno coinvolto non solo gli indigeni ma anche altri settori sociali.  Una cosa molto grave che è stata portata avanti da questo governo è stata la criminalizzazione della protesta sociale e della protesta degli indigeni. Veniamo etichettati come terroristi, stigmatizzati dall’ordine nazionale e internazionale.

SICO: Darà suggerimenti al Relatore affinché emetta raccomandazioni rispetto alle questioni legate a criminalizzazione, territorialità, violazione dei diritti umani?

LEAC: Sì, rispetto a questioni legate al territorio, ai diritti umani fondamentali e collettivi, alla politica pubblica, alla legislazione e alla consultazione. Il Relatore deve emettere raccomandazioni molto chiare affinché il governo migliori il suo atteggiamento.

SICO: La visita del Relatore potrebbe portare a qualche risvolto per il governo e per i popoli indigeni?

LEAC: Il Relatore deve ascoltare e attenersi alla realtà. Deve essere molto serio. Se non dice la verità su quello che sta succedendo qui e non emette raccomandazioni a riguardo perderemo ancora più diritti e continueremo – come indigeni – a vedere vulnerati i nostri diritti. Lo Stato e il governo non perdono nulla. Il loro dovere costituzionale è risolvere i nostri problemi. Quindi se il Relatore dirà qualcosa, quello che dirà sarà che il governo deve impegnarsi per migliorare il suo modo di agire nei confronti degli indigeni.  

SICO: James Anaya, il Relatore, è un accademico con origini indigene. Questo fa sì che questa visita abbia una particolare importanza?

LEAC: No. Penso che essere indigeno o accademico non significhi necessariamente che farà una buona relazione. É più che altro il livello di conoscenza e di comprensione raggiunto che può dargli elementi importanti di comprensione. Per alcuni il fatto che il Relatore sia indigeno è un vantaggio in quanto è facile che possa avere un maggiore livello di sensibilità e possa capire con maggiore chiarezza ciò che stiamo dicendo. Però l’essere indigeno, in nessun caso, è garanzia del fatto che le cose verranno fatte come noi le pensiamo e come noi spereremmo venissero fatte. Per quanto riguarda il fatto che sia un accademico, credo sia un qualcosa in più che gli permetterà di comprendere i problemi degli indigeni a livello mondiale e nel nostro paese.

SICO: Il Viceministro dell’Interno, parlando con il Sistema di Informazione dell’ONIC, ha detto che alcune raccomandazioni non sono state rispettate per il fatto che non sono stati portati avanti dei processi di concertazione e non sono stati fatti al riguardo dei tavoli di discussione.

LEAC: Nessuna delle misure previste è stata discussa in tavoli di concertazione e nessuna è stata soggetta a processi di concertazione. Il Governo non ha portato avanti azioni concrete per capire come applicare le raccomandazioni emesse dal Relatore. Al contrario i tavoli di concertazione sono stati sospesi, come è successo per quello sui Diritti Umani, e quello sul Territorio. Ciò che c’è stato è violazione, è inadempimento. Non capiamo come possa dire che non ci sia stato spazio per la concertazione.

 

Redazione SICO – Sistema Integrato di Cominicazione dei Popoli Indigeni

 

Traduzione di Maddalena Natalicchio