Coca Cola: Contro Il Diritto All’acqua E I Diritti Sindacali

Coca Cola: contro il diritto all’acqua e i diritti sindacali

di Beatriz Tostado – Dai movimenti sociali viene la denuncia. “La Coca Cola sta negando il nostro diritto fondamentale all’acqua. Mentre continua ad appropriarsi del prezioso liquido delle falde acquifere, toglie l’acqua ai bambini, alle donne e agli uomini, che restano senza questo bene indispensabile per le loro necessità di base, favorendo la perdita dei raccolti tra i contadini”. La campagna internazionale portata avanti da India Resource rivendica l’inviolabilità dei diritti umani, di quelli di giustizia ambientale e del lavoro, difendendo i diritti delle comunità sulle loro risorse naturali, il diritto  a vivere in zone che non siamo né inquinate né violente, il diritto dei lavoratori ad organizzarsi liberamente e il diritto all’acqua come diritti umani fondamentali. Le mobilitazioni degli attivisti indiani e di tutto il mondo, continuano tutt’oggi.

Una Coca Cola ed un sorriso?

Vi ricorderete lo spot di alcuni anni fa e sembra proprio che qui, al Nord, sorridiamo con una Coca in mano. Ma in India ed in Colombia, ad esempio, conoscono le lacrime e le sofferenze provocate dalla famosa marca di bevande. Come tutte le altre multinazionali, anche questa ha cercato di nasconder il suo lato oscuro attraverso magnifiche campagne pubblicitarie che hanno deliziato i consumatori. Ma come ha detto qualcuno, non c’è estetica senza etica. L’estetica di giovani di tutto il mondo che si abbracciano sorridenti e felici, con una bottiglia in mano, che hanno popolato i televisori di tutto il pianeta o le esortazioni agli scolari a scrivere sempre di più e meglio, o l’appoggio a progetti educativi o agli aiuti umanitari….tutto ciò cozza con l’etica ogni qual volta  si accumulino denunce per furto d’acqua in India o per minacce a lavoratori e sindacalisti colombiani.

Questa impresa nel 2007 ha ideato una campagna di responsabilità sociale corporativa (RSC) insieme alla Croce Rossa, con cui ha lanciato uno spot per rendere consapevole la popolazione della necessità di donare sangue insieme a varie altre attività, come la distribuzione di una bibita e di un panino dopo ogni donazione, la diffusione di materiale, laboratori nelle scuole e campagne educative e di sensibilizzazione tra i bambini e tra i giovani. Il presidente di Coca Cola Spagna, lo sottolineava come una parte dell’impegno della RSC.

L’azione più visibile dell’accordo tra queste due entità, era un annuncio televisivo appositamente creato dalla premiata agenzia di pubblicità Señora Rushmore, il cui obiettivo era creare  consapevolezza sulla necessità di donare sangue, arrivando a tutti i settori della popolazione. “Il sangue è il regalo più prezioso che una persona può offrire ad un’altra”, è “il regalo della vita”, “per questo ti invitiamo a salvare molte vite, molte volte nella vita”.

Coca Cola in India

Sempre nel 2007, tuttavia, continuava la campagna internazionale di India Resource che denunciava il comportamento di questa multinazionale in India. Gli abusi portati alla luce andavano dall’aver provocato una severa scarsità d’acqua nelle comunità indiane alla contaminazione dell’acqua e del suolo, passando per la distribuzione dei loro rifiuti tossici ai contadini come fossero  fertilizzanti, o la vendita di bibite con pesticidi in India. Tutti begli esempi.

Da vari movimenti sociali di donne e contadini in diversi luoghi del paese asiatico, viene la denuncia. “La Coca Cola sta negando il nostro diritto fondamentale all’acqua. Mentre continua ad appropriarsi del prezioso liquido delle falde acquifere, toglie l’acqua ai bambini, alle donne e agli uomini, che restano senza questo bene indispensabile per le loro necessità di base, favorendo la perdita dei raccolti tra i contadini”. Così racconta Mahesh Yogi, del gruppo di opposizione alla presenza dell’impresa nordamericana di Kala Dera, nella zona del Rajasthan: “La Coca Cola ha contribuito al fatto che siamo rimasti senza acqua, per questo deve chiudere la sua fabbrica ed andarsene”.

Tra le varie lotte portate avanti in questi anni possiamo menzionare:

– a Kala Dera  (Rajasthan), ci sono state denunce da parte di una cinquantina di comunità, per la scarsità d’acqua dovuta all’estrazione  indiscriminata  da parte della Coca Coca e della conseguente contaminazione. Tuttavia l’impresa ha negato le accuse.

– a Kerala è stata accusata di distruggere il sistema dell’acqua e di contaminare la zona. Ci sono state mobilitazioni grazie alle quali l’Alta Corte di Kerala ha deciso che la Coca Cola deve trovare fonti alternative d’acqua e che l’acqua del suolo appartiene alla popolazione.

– a Mehdiganj, vicino la città santa di Varanasi, i residenti hanno iniziato una lotta contro la Coca Cola e più di un migliaio di persone hanno manifestato nel 2003 e nel 2004 per chiedere la chiusura di due stabilimenti della compagnia.

In sostanza, proprio come denunciato da India Resource, la Coca Cola “sta distruggendo la sicurezza alimentare e, attraverso il furto e l’avvelenamento dell’acqua, è responsabile di star rendendo miserevole la vita delle generazioni future”. Questa campagna internazionale portata avanti da India Resource rivendica l’inscindibilità dei diritti umani, di quelli di giustizia ambientale e del lavoro, difendendo i diritti delle comunità sulle loro risorse naturali, il diritto  a vivere in zone che non siamo né inquinate né violente, il diritto dei lavoratori ad organizzarsi liberamente e il diritto all’acqua come diritti umani fondamentali. Le mobilitazioni degli attivisti indiani e di tutto il mondo, continuano tutt’oggi.

Sindacalisti in Colombia

Anche in Colombia sono moltissime le denunce riguardanti l’intimidazione di leader sindacali e la presenza di uomini armati per vigilare sui sindacalisti. “Abbiamo bisogno del tuo aiuto per fermare il gran numero di omicidi, sequestri e torture nei confronti di sindacalisti e militanti attivi nella lotta giornaliera negli impianti di imbottigliamento della Coca Cola in Colombia”. Queste sono le denunce raccolte da Killercoke, che da vari anni accumula le lamentele sui comportamenti della marca di bevande, dalle minacce alleù condizioni di lavoro ingiuste. Accumula, però, e questa è la parte positiva, anche sostegno e solidarietà dai lavoratori di questa impresa in tutto il mondo, soprattutto dagli Stati Uniti e dal Canada.

Con  il titolo “Un sorso amaro di Coca Cola”, l’agenzia di stampa internazionale Inter Press Service (IPS), già da alcuni anni descrive così la situazione dei lavoratori della marca di bevande. “ La Coca Cola è accusata della violazione dei diritti dei lavoratori, di tortura, sequestri e omicidi di lavoratori negli impianti di imbottigliamento dell’impresa. Questa denuncia contraddice l’immagine di allegria, amicizia e tolleranza che mostra la marca. Coca Cola ha anche ingaggiato paramilitari per intimidire e assassinare sindacalisti in Colombia”. Tra le altre cose IPS davano una voce anche alle mobilitazioni e alle diverse strategie di denuncia come il boicottaggio.

 

da: IPS