Cile: Stato Realizza Udienza Contro Autogoverno Mapuche

Cile: Stato realizza udienza contro autogoverno Mapuche

Il 28 Luglio si è tenuta a Temuco un’udienza contro sette persone detenute il 17 dicembre 2008 per aver manifestato la volontà di creare un Autogoverno Mapuche. Secondo il comunicato dell’organizazzione Mapuche “Consiglio di Tutte le Terre” i partecipanti dell’udienza hanno chiesto l’assoluzione degli imputati, confermando la volontà di portare avanti il processo per il diritto all’autodeterminazione ad all’autogoverno.


Secondo il comunicato, l’udienza avrebbe l’obiettivo di “proibire istituzionalmente e politicamente tutte le legittime esperienze  del Popolo Mapuche nella ricerca della costruzione del proprio destino, orientato a ripristinare i diritti negati dallo Stato cileno e dalle sue istituzioni”. In altre parole: l’udienza del 28 Luglio è stata l’ennesima dimostrazione di opposizione dello stato cileno all’Autogoverno Mapuche ed all’autodeterminazione.

I sette dirigenti detenuti hanno partecipato dinanzi l’Intendenza della IX regione, dopo una cerimonia religiosa a Cerro Nielol. Le attività avevano l’obiettivo di dichiarare la “volontà di iniziare un processo di costruzione organizzativa per l’installazione di un Autogoverno Mapuche”.

Nell’occasione, i partecipanti hanno dato attenzione alle attività della comunità Mapuche nel processo di implementazione del progetto da “un punto di vista organizzativo, giuridico, politico e culturale”, secondo gli articoli tre e quattro della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni.

Le sette persone interessate sono state arrestate e detenute da un gruppo di carabinieri mentre si ritiravano dalla manifestazione. “L’azione repressiva dei carabinieri nel giorno della mobilitazione per l’Autogoverno corrisponde ad una strategia orientata alla criminalizzazione della causa Mapuche, creando una forte opposizione nella società cilena che riesca a bloccare il processo di organizzazione per l’implementazione dell’Autogoverno”, spiega il comunicato.

 
 
Traduzione di Alessandra Panzeri