Cile: Pescatori Contro La Fabbrica Di Cellulosa

Cile: Pescatori contro la fabbrica di cellulosa

Un gruppo di pescatori, contrari all’installazione di una conduttura che disperde in mare gli scarichi di una fabbrica della Cellulosa Arauco y Constitución, ha denunciato le violenze commesse dai loro stessi compagni che sono arrivati ad un accordo finanziario con l’impresa. Nelle ultime settimane, i pescatori delle vicine cale di Mehuín e Missisipi, collocate nella Regione di Los Ríos, a più di 800 chilometri a sud di Santiago, si sono scontrati violentemente, facendo si che la polizia si stanziasse stabilmente nella zona.
Il conflitto vede le sue origini nel 1996, quando l’Arauco, proprietà del gruppo locale Angelini, tentò per la prima volta di effettuare studi tecnici per installare un sistema di tubature che scaricasse nell’oceano Pacifico, in prossimità della caletta di Mehuín, i residui liquidi della fabbrica che si voleva costruire nella comunità di San José de la Mariquina, nella provincia di Valdivia. In questa occasione, i pescatori di Mehuín impedirono i lavori, e l’impresa decise di scaricare i propri residui nel fiume Cruces, luogo di permanenza di migliaia di cigni dal collo nero (Cygnus melancoryphus) che morirono o emigrarono. Il disastro ambientale ha fatto si che le autorità costringessero la Arauco, a cercare un luogo alternativo per spargere i propri liquami. Il divieto ha dato l’idea all’impresa di riprendere il progetto di Mehuín.
Immediatamente, i pescatori di Mehuín e delle altre calette attigue, raggruppati nel Comitato di Difesa del Mare, si mobilizzarono contro l’iniziativa dell’impresa in considerazione della contaminazione dell’acqua e della rovina della propria fonte di lavoro. L’impresa decise così di negoziare con i tre sindacati di pescatori di Mehuín, i quali, a partire dal mese di ottobre del 2007, cominciarono ad accettare gli otto milioni di pesos (quasi 18.000 dollari) promessi dall’impresa per ogni lavoratore. Anche se quasi 250 pescatori firmarono, una minoranza si oppose, tra cui Eliab Viguera, storico portavoce del Comitato di Difesa del Mare, che decise di lasciare il proprio incarico per le continue minacce che riceveva dai suoi vecchi compagni di lotta. Una parte del denaro è stata immediatamente consegnata, mentre il resto verrà saldato al termine degli studi tecnici e all’installazione delle tubature. Implicitamente, il compromesso non obbliga solo i pescatori ad accettare i lavori ma a collaborare per la loro messa in opera.
Ma questa strategia non ha evitato l’opposizione cittadina, visto che una minoranza di Mehuín e i pescatori di altre calette vicine come Missisipi, Queule, Maiquillahue, Chan Chan, Bonifacio, Los Molinos, Quillalhue e Niebla, assicurano che non lasceranno fare alla Arauco il proprio lavoro.
La comunità di Misissipi è la più attiva, visto che la popolazione ha promesso d’istallare delle barriere in mare per evitare che l’impresa possa posizionare le strumentazioni necessarie per procedere alle proprie misurazioni. Lunedì 21 aprile, una delegazione del movimento contro la conduttura d’emissione, ha convocato una conferenza stampa a Santiago insieme al direttore del Centro dei Diritti Umani dell’Università Centrale, l’ex giudice Juan Guzmán Tapia, il quale processò in Cile l’ex dittatore Augusto Pinochet.
“Il conflitto che coinvolge Mehuín, coinvolge in realtà tutto il paese”, ha detto Guzmán, riferendosi ai vari progetti di sfruttamento nei territori mapuches, come quello delle centrali idroelettriche che si stanno progettando nella località di Panguipulli, nella regione di Los Ríos. Guzmán ha chiesto alle università, le organizzazioni non governative, le associazioni sindacali, nazionali e straniere, di “coordinare le forze e le strategie per impedire la costruzione del dotto di Mehuín, e per non consentire più la violazione della terra, del mare, di tutta la nostra natura e delle persone”.
Nella conferenza, alla quale ha partecipato il presidente della Confederazione Nazionale dei Pescatori Artigianali (Conapach), i dirigenti hanno chiesto al governo di farsi da parte nel conflitto e di adoperarsi per garantire la sicurezza delle persone coinvolte. La delegazione rimarrà nella capitale fino a giovedì 24, per cercare di incontrarsi con la maggior quantità possibile di attori politici, come i capi di tutti gli schieramenti parlamentari, il commissario per gli Affari Indigeni, Rodrigo Egaña e i rappresentanti della Chiesa Cattolica. L’obiettivo è d’informarli sulla situazione nella quale vivono e sollecitare il loro appoggio. Il settanta percento dei pescatori che si oppongono alla conduttura sono di origine lafkenche, un ramo del popolo mapuche, ha spiegato Boris Hualme Millanao, “werkén” (portavoce) delle comunità lafkenches della località di San José della Mariquina.
Il 2 aprile, un centinaio di pescatori legati alla Arauco, sono arrivati a bordo di lance nella cala di Missisipi e hanno attaccato la sede sociale con pietre e bastoni, ferendo quattro persone. Uno degli abitanti della località, oppositore dell’Arauco, è stato processato per omicidio colposo, accusato di aver sparato ad un pescatore di Mehuín. Nonostante questo, Hualme ha negato che si stiano difendendo con armi da fuoco.
A partire da questo incidente, che è stato registrato e trasmesso in qualche telegiornale, squadre di forze speciali dei Carabinieri si sono stanziate, con un pullman e un carro lancia acqua, nella scuola di Missisipi.
Il 5 aprile, l’investigatore del non governativo Osservatorio dei Diritti dei Popoli Indigeni, Eduardo Mella, ha visitato la caletta di Mehuín per fare una relazione sulle denunce dei lafkenches e ha constatato dal vivo l’assedio che soffrono gli oppositori dell’impresa. Lo stesso giorno, Eliab Viguera, Mella e altre persone dirette a Missisipi, mentre stavano per salire su un’imbarcazione sulle rive del fiume Lingue, sono state attaccate violentemente da una settantina di pescatori di Mehuín. L’aggressione è stata soffocata dai carabinieri.
“Ci hanno detto che ci avrebbero lasciati zoppi, e ci minacciavano di morte. Io ho visto due armi”, ha raccontato Mella. Prima di questi avvenimenti, 71 abitanti delle calette di Missisipi, Queule, Maiquillahue, Chan Chan e Quillalhue hanno presentato una denuncia preventiva insieme all’Osservatorio, contro un gruppo di pescatori di Mehuín. I querelanti assicurano che da quando i pescatori hanno firmato l’accordo con l’Arauco, sono state vittime di una serie di episodi di violenza che mettono in pericolo la loro incolumità fisica e psichica ed esigono una serie di misure concrete di protezione.
Hanno aggiunto che i precedenti esposti presentati al tribunale di giustizia non hanno dato frutti, ed è per questo che l’Osservatorio sta organizzando una riunione con il procuratore generale Sabas Chahuán. Gli oppositori si oppongono ad un “tavolo di trattativa”,come proposto dal governo, perché questo significherebbe “negoziare” con la Arauco e loro non tollerano vie di mezzo nella lotta per il “No al dotto”. Il giudice Guzmán ha dichiarato che l’ente che dirige presterà supporto giuridico ai pescatori colpiti.
Allo stesso tempo, circa 80 ONG del paese hanno firmato una lettera consegnata l’11 di questo mese alla presidentessa Michelle Bachelet, esigendo il blocco della violenza nella zona ed il sostegno dei tribunali alla popolazione che si oppone alla tubatura.