CIADI: Dopo L’abbandono Dell’Ecuador Continua Il Dibattito

CIADI: dopo l’abbandono dell’Ecuador continua il dibattito

Continua il dibattito sul CIADI, dopo che L’Ecuador ha annunciato la propria volontà di abbandonare la convenzione – La decisione dell’Ecuador di abbandonare il CIADI (Centro Internazionale di Risoluzione delle Controversie relative agli Investimenti) ha rinnovato il dibattito sulle conseguenze  che l’abbandono può avere sui procedimenti in corso.


I funzionari di Quito fanno sapere che, come previsto dall’articolo 71 della convenzione del CIADI, l’atto di uscita sarà efficace solo nel gennaio 2010, cioè dopo che siano trascorsi sei mesi dalla sua effettiva ricezione.

Questo meccanismo, semplice solo in apparenza, può spiegare l’ambiguità che circonda la decisione dell’Ecuador. L’incertezza deriva soprattutto dal fatto che gli articoli 71 (sull’atto) e 72 (sugli effetti dell’atto) sono piuttosto vaghi e devono ancora essere interpretati da un tribunale di uno dei paesi aderenti alla convenzione.

Prima dell’Ecuador infatti solo la Bolivia ha iniziato una procedura di uscita dal CIADI: il caso che vede opposto il governo di Morales alla Euro Telecom International è il primo caratterizzato da una situazione del genere, ed è ancora alle fasi iniziali del procedimento giudiziario.

In un recente studio, intitolato “Una volta è per sempre? Gli effetti legali del ripudio del CIADI” (Gestione delle dispute Transnazionali, Vol 6, Numero 1, Marzo 2009), gli autori Tietje, Nowrot e Wachernagel esaminano la questione, e individuano il punto centrale nel significato del “consenso” di cui si parla nell’articolo 72, che recita: “la richiesta di uscire dal CIADI di uno Stato, conformemente agli articoli 70 e 71, non avrà efficacia sui diritti o sugli obblighi derivanti da questa Convenzione, per lo Stato o per sue divisioni o agenzie o compagnie nazionali, nel caso in cui tale richiesta non rispetti il consenso (dato dallo Stato al momento dell’ingresso nella convenzione, NDR) alle regole del CIADI, che è precedente alla richiesta di abbandonare l’organismo”.

Interpretazioni diverse sul significato di “consenso” hanno portato a tre diverse teorie. Diversi giuristi sostengono che una volta che il CIADi ha ricevuto l’atto di rinuncia, non è più possibile presentare richiesta di arbitrato. Secondo questa posizione, fatta propria dagli autori dello studio, l’articolo 72 implica allora un mutuo consenso alla convenzione e quindi all’arbitrato.

Si oppone invece a quest’idea chi ritiene che il consenso nominato nell’articolo 72 sia unilaterale, e che quindi qualsiasi accordo commerciale antecedente all’abbandono del CIADI protegge gli investitori anche dopo la ricezione dell’atto.

Una terza linea di pensiero, più moderata, sostiene che agli investitori è consentito fare richiesta di arbitrato dopo la ricezione dell’atto, ma limitatamente al periodo di inefficacia dello stesso (6 mesi).

Accordi commerciali come quelli tra USA e Ecuador peggiorano la situazione. L’articolo VI dell’accordo pare consentire a una parte di richiedere l’arbitrato contro la parte ospitante anche se quest’ultima non fa parte della convenzione.

Secondo il Dottor Tietje questo tipo di clausola è stato studiato per consentire agli stati che potrebbero aderire alla convenzione di “testare” il sistema. In quest’ottica sarebbe legittimo aspettarsi che simili clausole non si applichino a paesi come l’Ecuador, che ha lasciato la convenzione.

Una clausola di questo tipo consentirebbe inoltre agli USA di continuare a imporre all’Ecuador la giurisdizione del CIADI anche dopo la completa uscita del paese sudamericano dalla convenzione.

Vista la situazione, è comprensibile che il governo di Quito si stia preparando a tutte le eventualità. Un alto funzionario ecuadoriano, rimasto anonimo, ha detto che il suo paese sta cercando di raggiungere un accordo extragiudiziale con gli investitori che potrebbero richiedere un arbitrato al CIADI.

Nel frattempo il governo sta completando un modello di accordo commerciale da usare per rinegoziare gli accordi esistenti e per stipulare quelli futuri. Il modello non includerà l’arbitrato del CIADI, ma adotterà un modello parallelo basato sulle norme dell’UNCITRAL (Commissione delle Nazioni Unite per la legislazione commerciale internazionale).

L’Ecuador fa anche parte di un movimento che promuove la creazione di un forum di arbitrato regionale sotto gli auspici dell’UNASUR (Unione degli stati Sudamericani): un gruppo di lavoro è già all’opera e a settembre si terrà un convegno sull’argomento.

 

Traduzione di Matteo Puccioni