Chiaiano, Discariche E Servizi Segreti: Le Prove Della “Trattativa”?

Chiaiano, discariche e servizi segreti: le prove della “Trattativa”?

chiaiano-300x225[di Giuseppe Manzo su fanpage]

 

A Perugia il magistrato Raffaello Magi aveva confermato la rete di relazioni con il boss Zagaria, arrestato nel 2011. Le informative risalgono al febbraio 2008: fu solo “errore” o strategia? Intanto Carandente, il boss imprenditore, era parte di una loggia massonica. Nessuno sapeva?

 

La monnezza e i servizi segreti. Le discariche e la massoneria. Da queste parti non c’è passione per la dietrologia o il complottismo, ma parlano i fatti. Negli atti secretati sull’omicidio di Ilaria Alpi spuntano documenti dei servizi segreti sull’apertura della cava di Chiaiano. Nel 2008 le informative dell’Aisi puntavano il dito contro la “pericolosità” dei comitati. Questo viene definito un “errore” ma i fatti appunto dicono di più. Poteva essere una vera e propria strategia.

 

Fatto numero 1. Lo scorso 2 maggio al Festival internazionale di Perugia il magistrato Raffaello Magi ha confermato la tesi (video) della rete di relazioni tra servizi segreti deviati (?), imprenditori e il bosso Michele Zagaria arrestato nel 2011. Questa rete, secondo Magi, è ancora in corso. Attenzione alle date. Zagaria viene arrestato nel 2011, l’informativa dei servizi è del febbraio 2008 mentre solo a marzo 2014 i pm fanno scattare l’inchiesta sulla discarica di Chiaiano in cui sono coinvolti clan sodali dei Casalesi. Magi aggiunge anche un altro importante particolare: “questa rete esiste ancora”.

 

Fatto numero 2. Sul Corriere del Mezzogiorno Titti Beneduce riassume la tela di rapporto del signor Carandente Tartaglia, protagonista di molte pagine di “Chi comanda Napoli” scritto con Antonio Musella. Ecco un passaggio: “Grazie alla massoneria, Giuseppe Carandente Tartaglia, l’imprenditore legato al clan dei casalesi arrestato nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Chiaiano, non solo riuscì risolvere i problemi contrattuali e di pagamento insorti durante la realizzazione dell’impianto, ma anche ad ottenere un mutuo da una banca, a risolvere problemi legati all’interdittiva antimafia e a inserirsi in un ben più vasto giro di affari in Italia e all’estero. Ne sono convinti i pm della Dda Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio, che nella richiesta di misura cautelare depositata al gip hanno ricostruito, assieme ai carabinieri del Noe, la rete di interessi dell’imprenditore amico di Michele Zagaria”. L’imprenditore boss aveva relazioni fortissime con “gli amici massoni Carlo Romano e Giovanni Conte che fungono da cuscinetto fra personaggi della politica o funzionari pubblici di alto livello, anche nell’ambito di Ministeri chiave come quello dei Lavori Pubblici o addirittura della Presidenza del Consiglio”

 

Fatto numero 3. La repressione contro i cittadini fu durissima. Mano dura in piazza, processi e campagna stampa diffamatoria. In questa storia emerge l’incredibile ruolo che hanno avuto i comitati che forse solo oggi hanno ben chiaro il rischio corso sul profilo umano e il grande compito storico avuto in questo business fatto di trame e interessi molto potenti. E oggi potrebbe essere ancora più chiaro cosa significa la battaglia del movimento Stop Biocidio per le bonifiche in Campania: quali interessi e quali poteri sono in gioco per mettere le mani sulla torta.

 

Alcune domande finali

Servizi segreti deviati (?), massoni, clan e imprenditori: sono questi i protagonisti di una trattativa? Amalia De Simone ce lo racconta in Chi comanda nel 2012: nessuno ha risposto. E la Procura di Napoli non sapeva? L’allora presidente della regione e commissario straordinario Antonio Bassolino non sapeva? E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo sodale Bertolaso non sapevano? E i parti di governo, i sub commissari, gli assessori regionali, provinciali e i ministri dell’ambiente degli ultimi 15 anni non sapevano? Nessuno sapeva della natura di questi interessi? Sapevano solo i comitati, medaglia d’oro per una moderna resistenza civile.

 

*Articolo pubblicato su fanpage, 29 maggio 2014

 

 

Leggi anche: