Centroamerica: Verso La Costruzione Di Alternative Per La Giustizia Climatica

Centroamerica: Verso la Costruzione di Alternative per la Giustizia Climatica

1. Siamo una regione con una popolazione in maggioranza povera, che vive in condizioni di esclusione, diseguaglianza, vulnerabilità e rischio davanti a eventi climatici che diventano sempre più frequenti e estremi.

2. I fenomeni associati al cambiamento climatico hanno impatti negativi, maggiori e differenziati sulle donne della regione, che sono state rese invisibili e escluse dai processi di indagine, di costruzione delle politiche e di decisione.

3. La popolazione della regione e le organizzazioni sociali sono state sistematicamente escluse dal processo globale di negoziazioni sul cambiamento climatico e la nostra partecipazione nella costruzione delle proposte è stata fortemente ridotta.

4. Fino ad oggi, i risultati del processo multilaterale di negoziazioni sul clima e gli impegni assunti hanno fallito nella stabilizzazione delle concentrazioni di gas da effetto serra nell’atmosfera a un livello che impedisca interferenze umane pericolose per il clima. Allo stesso modo, non hanno ottenuto l’effettiva implementazione dei loro tre principi fondamentali: il principio di equità, il principio che chi contamina paga, e il principio delle responsabilità comuni ma differenziate. Alla base di tutto deve esserci il principio di precauzione.

5. I mercati di carbonio, risultati dal modello neoliberale e mercantilista, non hanno contribuito a ridurre gli elevati livelli di emissioni generali provocate principalmente dai paesi sviluppati e non hanno neppure generato benefici effettivi e sostenibili per le maggioranze nella regione.

6. Che i modelli di produzione e consumo stimolati dal sistema economico neoliberale sono insostenibili, il che si riflette nell’acutizzazione della crisi finanziaria, economica, ambientale e alimentare.

A causa di quanto appena esposto, e a partire da questa dichiarazione collettiva, abbracciamo i Principi di Bali sulla Giustizia Climatica e riconosciamo allo stesso modo che le conseguenze del cambiamento colpiscono principalmente la popolazione più povera e che vive in maggiori condizioni di vulnerabilità., evidenziando quanto segue:

1. Chiediamo ai governi della regione che esigano dai paesi sviluppati e dalle corporazioni transnazionali, principali responsabili del cambiamento climatico, il riconoscimento e il pagamento del debito ecologico, sociale e storico, per i danni occasionati agli ecosistemi e alla vita umana.

2. Riaffermiamo la nostra richiesta che i governi della regione esigano la riduzione delle emissioni di gas da effetto serra da parte dei paesi sviluppati in accordo con la loro responsabilità storica di trasferimento del rischio dal Nord al Sud.

3. Chiediamo che si attui il principio della giustizia ambientale che stabilisce che abbiamo tutti impegni comuni ma differenziati nella stabilizzazione dei gas da effetto serra che causano il cambiamento climatico, in modo che l’aumento della temperatura media mondiale si mantenga al di sotto dei 2 gradi Celsius.

4. Le misure di adattamento dovranno integrarsi nelle politiche pubbliche, locali, nazionali e regionali mediante l’adozione, la costruzione, l’esecuzione e il monitoraggio di strategie con il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sociali, accademiche, dei popoli originari, dei governi locali, dei capi delle comunità e delle donne.

5. Chiediamo la promozione di indagini scientifiche che recuperino, valorizzino e rispettino la cultura, le conoscenze, i costumi e le pratiche dei popoli centroamericani come apporto allo sviluppo della conoscenza, delle discipline e delle tecnologie dirette all’adattamento di fronte al cambiamento climatico.

6. Chiediamo il trasferimento di risorse addizionali dai paesi sviluppati alla regione per dare copertura ai costi di prevenzione, mitigazione e adattamento. Queste risorse devono essere amministrate da enti regionali decentralizzati, nei settori nazionali e municipali orientati al governo locale.

7. Dev’essere responsabilità dei paesi sviluppati creare un fondo retroattivo e permanente per il pagamento del debito ecologico, al di fuori dei meccanismi di mercato che hanno già dimostrato di non contribuire significativamente a mantenere gli ecosistemi né a stimolare il trasferimento di tecnologia pulita. Questi fondi devono sostenere le azioni di adattamento derivanti dalle strategie regionali e nazionali di fronte al cambiamento climatico nei paesi della regione.

8. Esigiamo che la crisi globale attuale del modello neoliberale non venga usata come giustificazione per continuare a posticipare le azioni richieste per cambiare i modelli di produzione e consumo dei paesi sviluppati che incrementano le conseguenze sul sistema climatico.

9. Esortiamo i delegati della regione ad ultimare l’approvazione della Strategia Regionale sul Cambiamento Climatico e ad accelerare in ogni paese l’approvazione delle rispettive politiche nazionali sul cambiamento climatico, in occasione della valutazione dello stato della Regione Mitch ???più 10 che si svolgerà a Tela Honduras, dal 19 al 21 maggio 2009.

Di fronte a questa realtà, esigiamo il nostro diritto di Giustizia Climatica, che articola le lotte sociali, stimola processi locali comunitari di sostenibilità, meccanismi di lavoro congiunto e processi partecipativi e basati sull’inclusione, indirizzati a sviluppare strategie e misure di adattamento sostenibili, promuovendo processi di comunicazione, informazione, formazione, incidenza, controllo sociale e organizzazione per la difesa di ogni forma di vita.

San Salvador, El Salvador maggio 2009

* Organizzazioni sociali, accademiche, dei popoli originari, delle associazioni contadine, dei governi municipali, dei parlamentari e delle associazioni di categoria della regione centroamericana partecipanti alla Conferenza Regionale del Cambiamento Climatico “Verso la Costruzione di Alternative nella Giustizia Climatica”. Firmatari della dichiarazione.

Guatemala
Università Landivar
Università San Carlos
COCIGER
ACT Guatemala
AFOPADES
CONFEPESCA
Fondazione Solar
PRODESSA
SAVIA

Honduras
CRGR
RDS-MN
CASM
ACT Honduras
AESMO
ASONOG
Tavolo permanente per la gestione del rischio dell’Honduras.

Nicarágua
Centro Humboldt
Tavolo permanente per la gestione del rischio del Nicaragua.
ACT Nicarágua
NOCHARI
DCA

El Salvador
Tavolo permanente per la gestione del rischio dell’El Salvador (MPGR).
FUNDACOM
OIKOS Solidaridad
PRVAS
PFC-GR
ACT El Salvador.
CEICOM
APRODEHNI
PROCARES
CONFRAS
Comune di San Francisco Menéndez.
Comune di La Herradura
Comune di Santa Tecla
CARITAS El Salvador
PRISMA
Jubileo Sur
Deputati della Commissione dei Beni Ambientali e della Salute (Settore FMLN)- Assemblea Legislativa

Adital

www.jubileosuramericas.org