Campagna Referendaria: L’ACQUA NON SI VENDE!!

Campagna Referendaria: L’ACQUA NON SI VENDE!!

Campagna Referendaria

L’ACQUA NON SI TOCCA!!

Dopo la straordinaria raccolta di oltre 1.400.000 firme, depositate in Cassazione nel luglio scorso, la campagna referendaria per la ri-pubblicizzazione dell’acqua ha ottenuto un altro successo a dicembre, quando la Corte di Cassazione ha ammesso due quesiti sui tre presentati. I due quesiti accolti impediscono a chi gestisce l’acqua di ricavarne profitto, rendendo nella sostanza impraticabile la gestione affidata a privati e/o società per azioni (S.P.A). Resta ora da combattere la battaglia più importante: portare 25 milioni di italiani alle urne per votare 2 sì per l’acqua bene comune.


Perché un referendum?

Adesso basta, sull’acqua decidiamo noi

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Perché due quesiti?

Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua. Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua. Perché 20 anni di politiche neo-liberiste hanno trasformato un diritto in una merce, a beneficio di privati e multinazionali, a scapito della qualità del servizio.

I QUESITO

“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”

Significa

FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA

Si propone l’abrogazione dell’art.23 bis della Legge n.122/2008, così come modificato dall’art.15 del decreto 135/2009 (c.d. Decreto Ronchi) relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, compreso quello idrico. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici di questo paese.

II QUESITO

“Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”

Significa

FUORI I PROFITTI DALL’ACQUA

Si propone l’abrogazione dell’art.154 del Decreto Legislativo n.152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria si elimina il cavillo che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull’acqua.

I MATERIALI

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Cosa vogliamo?

Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Dai referendum un nuovo scenario

Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei due quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

Perché A Sud appoggia il referendum?

Come attiviste ed attivisti di A Sud in questi anni abbiamo appreso dai movimenti dei sud del mondo la centralità che assume la gestione delle risorse idriche per la vita stessa e per la democrazia. Abbiamo potuto contribuire alle sperimentazioni di una gestione diversa, pubblica e comunitaria. E sappiamo che questo è possibile.

In Italia siamo stati e saremo sempre al fianco di tutte le comunità che hanno lottato per difendere l’acqua e salvaguardare i territori dalle aggressioni e dalle ferite create dalle logiche del profitto e dello sviluppo. A Roma abbiamo denunciato il comportamento privato e speculativo dell’Acea su cui il Comune di Roma, nonostante detenga il 51% delle azioni del capitale societario, non ha controllo e che si comporta in Italia e nel mondo come una qualsiasi multinazionale.

Abbiamo contribuito alla raccolta delle oltre 400.000 firme che hanno sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare che chiedeva la ripubblicizzazione dei servizi idrici.

Ma il nostro contributo al percorso di mobilitazione nazionale sull’acqua non si ferma qui. Sappiamo infatti che il nostro pianeta è per la prima volta immerso in una crisi inedita che è ambientale, economica, finanziaria, energetica, alimentare, migratoria e delle forme della rappresentanza. Assistiamo, documentiamo e denunciamo ogni giorno i conflitti nati ovunque nel mondo scatenati dalla necessità di reperire sempre più risorse e spazi per la sopravvivenza del modello neoliberista a scapito della stessa sopravvivenze di comunità e popoli.

Le istituzioni, nazionali e sovranazionali continuano a dare risposte totalmente inadeguate come dimostra il fallimento del summit ONU di Copenaghen. Invece, insieme a donne e uomini con cui quotidianamente lavoriamo, cerchiamo di costruire alternative. Che parlano di democrazia, di tutela del territorio, dei beni comuni, della salute, del lavoro: In una parola di buen vivir.

Per questo ci siamo.

Che puoi fare? Partecipa!

Per favorire la massima partecipazione democratica chiediamo che la data del referendum, nella quale i cittadini di questo paese si esprimeranno anche sull’argomento “nucleare”, coincida con quello delle prossime amministrative il 15 maggio.

Per mobilitare la società civile su questo tema, è stata indetta una manifestazione nazionale il 26 marzo, a quattro giorni di distanza dalla giornata mondiale per l’acqua.

Per sostenere la campagna referendaria abbiamo scelto di autofinanziarci così da rendere autonomo economicamente il movimento per l’acqua, per poter affrontare al meglio il referendum e per poter sostenere la campagna referendaria.

Ci puoi sostenere :

Con una donazione libera, a partire da cinque euro.

Con una sottoscrizione, un contributo a partire da 50 euro che noi, dopo aver votato e raggiunto il quorum, ti restituiremo. Con la sottoscrizione puoi anche decidere di destinare i tuoi soldi ad un percorso di cooperazione dal basso finalizzato a progetti sull’acqua, progetti in cui verrai coinvolto direttamente.

Vuoi attivarti all’interno del movimento per l’acqua e sostenere la campagna referendaria?

Per essere aggiornati su tutte le novità e gli appuntamenti puoi iscriverti alla news-letter e cercare le prossime iniziative nella tua provincia.

Puoi anche scaricare i materiali di diffusione e distribuirli tra i tuoi conoscenti.

E’ inoltre a disposizione il kit di autoformazione per gli attivisti che intendono contribuire, nei loro territori, alla sensibilizzazione della società civile verso il referendum.


Per partecipare ai comitati, contatta il referente territoriale più vicino a casa tua (recapiti provincia per provincia qui).


Vinciamo insieme il referendum perché si scrive acqua, ma si legge democrazia!

DOCUMENTI E INFORMAZIONI:

Brochure informativa sui quesiti ammessi

Relazione tecnica sui quesiti

Referenti territoriali Forum Italiano Movimenti per l’Acqua

Video: http://www.referendumacqua.it/i-video.html

Tutti i video e gli spot realizzati di sostegno alla campagna refendaria sono disponibili a questo link


Referenti Locali A Sud:

Referente A Sud Lazio – Lucie Greyl
luciegreyl@asud.net, 345 101 72 32

Referente A Sud Sicilia – Finella Giordano
finella-giordano@hotmail.it , 3289713425

Referente A Sud Toscana – Andrea Del Testa
andreadeltesta@gmail.com , 3495500191

Referente A Sud Friuli Venezia Giulia – Lisa Lombardini
lombardinilisa@yahoo.it, 349084457

Referente A Sud Puglia – Don Angelo Cassano
angelocassano@libero.it, 3497302371

Referente A Sud Abruzzo – Sara Vegni
saravegni@asud.net, 3391932618


Il prossimo obiettivo è portare alle urne 25 milioni di italiani… l’avventura è appena iniziata!

Per conoscenza e trasparenza giriamo i verbali di deposito dei tre quesiti referendari (31 marzo 2010), e quelli di deposito delle firme a sostegno della richiesta referendaria (19 luglio 2010), entrambi scaricabili al seguente link: www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/materiali/Verbali_Cassazione.zip