Caivano, Al “Parco Verde” Finte Bonifiche Dissotterrano Amianto

Caivano, al “Parco Verde” finte bonifiche dissotterrano amianto

download[di Enrico Nocera da corrieredelmezzogiorno.it] La denuncia dell’associazione «Un’Infanzia da Vivere». Sotto i cavalcavia della superstrada Nola-Villa Literno c’è di tutto: amianto, fusti tossici, coloranti, vernici, materiali i tessili, guaine, pneumatici. L’Astir interviene senza mezzi e fa peggio

 

NAPOLI – È uno sversatoio “storico” della Campania. Sotto i cavalcavia della superstrada Nola-Villa Literno, negli ultimi vent’anni, è stato seppellito di tutto: amianto, fusti tossici, coloranti, vernici, materiali di risulta di lavorazioni tessili, guaine, inerti dell’edilizia, pneumatici e via dicendo. Siamo a due passi dal Parco Verde di Caivano, nato dopo “la stagione del terremoto” degli anni ’80: un quartiere ghetto figlio della peggior malapolitica campana, realtà dove la parrocchia di don Maurizio Patriciello e l’associazione “Un’infanzia da vivere” di Bruno Mazza, riescono a portare un po’ di luce.

 

Ed è proprio Mazza che, assieme a dei residenti del posto, ci porta nei campi a ridosso dei cavalcavia, dove da circa un mese e mezzo sono iniziate le “bonifiche”. Il virgolettato è d’obbligo, perché gli operai dell’Astir (società partecipata della Regione Campania, oggi confluita in Campania Ambiente), con i mezzi a loro disposizione, possono solo differenziare i rifiuti che man mano vengono alla luce. Per adesso, nei grandi sacchi bianchi, sono stati raccolti perlopiù materiali in plastica, secchi di vernice, pneumatici, pezzi di lamiera d’automobile, scarti ingombranti come lavatrici e frigoriferi. Ma a meno di due passi si notano, come sempre, i soliti residui combusti da rogo tossico, le guaine, le plastiche, i copertoni ma, soprattutto, l’amianto.

 

E sono proprio le particelle di Eternit che si spargono nell’aria a preoccupare di più i residenti: «Questo amianto dovrebbe quanto meno essere coperto – dice Bruno Mazza – a questo punto era meglio se lo lasciavano qui sotto, seppellito nel terreno. Invece hanno semplicemente recintato con un nastro arancione la zona. L’amianto si trova qui da oltre un mese, e noi non sappiamo ancora che fine farà». E intanto, col vento di questi giorni invernali, le polveri si spargono nell’aria e sulle vicinissime colture: «Chiediamo alla Regione: che fine deve fare tutta questa roba? E che fine dobbiamo fare noi?».

 

I lavori per le bonifiche dei suoli a Caivano sono iniziati, come accennato, da circa un mese e mezzo. Sono, per adesso, 500mila gli euro che la Regione Campania ha stanziato per ripulire i siti dichiarati inquinati (circa 50 in tutta la cittadina). «Cifra irrisoria, soprattutto se confrontata a quella che la Regione ha stanziato per le società sportive e per il Calcio Napoli – afferma Mazza – 23 milioni di euro per “ripulire” l’immagine della terra dei fuochi invece di ripulire la terra dei fuochi stessa. Ma come potete vedere è inutile che stiamo qua a prenderci in giro, a girare gli spot e a inventarci proclami: non c’è niente di cui stare allegri, stiamo come e peggio di prima».

 

«Noi qui stiamo lavorando col cuore – dice un operaio dell’Astir che chiede di non essere ripreso – io, ad esempio, sono di Casoria, sono figlio di questo territorio. Sarebbe assurdo se la questione non mi interessasse; mi interessa eccome. È un mese che stiamo qui a spaccarci la schiena per mettere in sicurezza tutti questi rifiuti. Purtroppo per adesso non possiamo fare altro, il nostro compito è quello di differenziare».

 

Pubblicato il 2 marzo 2015 su corrieredelmezzogiorno.it