BUEN VIVIR PER UN ALTRO PARADIGMA DI CIVILTA’

BUEN VIVIR PER UN ALTRO PARADIGMA DI CIVILTA’

Crisi che sono interamente il prodotto delle politiche e delle scelte portate avanti dalla governance globale, di cui il G8 è emanazione diretta e dalle organizzazioni internazionali che questa crisi hanno allargato: Il FMI, BM, OMC.

Il prossimo G8 che si riunisce a L’Aquila è dunque non solo un club illegittimo e responsabile delle crisi in cui ha precipitato il pianeta intero, ma continua a proporre come uscita dalla crisi ulteriore crescita economica, privatizzazioni e deregolamentazione del mercato. Le proposte con cui i G8 pensano di superare la crisi sono inadeguate, insufficienti e controproducenti.
 
È ormai patrimonio comune delle scienze economiche e sociali come la crescita sia totalmente incompatibile con i limiti del pianeta e il metabolismo sociale.
La Terra non può sostenere gli standard di consumo, di produzione e di rifiuti dell’occidente. Se la sola Cina raggiungesse gli standard di consumo auspicati dalle istituzioni sovranazionali avremmo bisogno di altri tre pianeti per sostenere l’impatto ambientale che questo genererebbe.

Anche le privatizzazioni portate avanti nel corso di questi anni sono lontane dall’aver provocato maggiore accesso ai servizi basici e diminuzione delle tariffe. Hanno invece trasformato diritti di tutti in privilegi per pochi e sviluppato un “feticismo delle merci” che ha aumentato il conflitto sociale e privato metà della popolazione mondiale dell’accesso a quei “servizi ambientali” gratuiti che la natura offriva ai popoli.

Altrettanto dicasi per le politiche di deregolamentazione che hanno avuto come conseguenze la precarizzazione del mondo del lavoro, l’aumento dei flussi migratori, la deruralizzazione e la distruzione di economie nazionali di interi paesi.

Sono già centinaia di milioni i profughi ambientali costretti a lasciare i propri territori e paesi a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.  

Un’altra delle conseguenze è che nelle nuove grandi “città globali”  i diritti di cittadinanza vengono cancellati per la maggior parte della popolazione ed i processi di urbanizzazione selvaggia creano conflitti, precarizzazione della vita, svuotamento dei saperi, razzismo e fenomeni di intolleranza.

Crescita, privatizzazioni e deregolamentazione si sono tradotte quindi in aumento della povertà, precarizzazione del lavoro, crescita della disoccupazione, distruzione delle condizioni della vita e dell’ambiente, perdita di biodiversità,  deruralizzazione, guerre e conflitti sociali. A queste si accompagnano politiche securitarie basate su controllo, militarizzazione dei territori e criminalizzazione dei movimenti sociali.

A partire da quei paesi e da quelle comunità, nei sud come nei nord del mondo, che hanno subito nel corso di questi decenni politiche economiche sbagliate e irresponsabili e che hanno pagato il prezzo dello sviluppo economico occidentale, nascono le proposte e le alternative reali per costruire un mondo in cui ci sia giustizia sociale, ambientale, diritti per tutte e tutti e relazioni tra nord e sud del mondo fondate sulla reciprocità, cooperazione e solidarietà.

L’umanità ed il pianeta hanno urgente e necessario bisogno di costruire un nuovo modello  economico e sociale e di ripensare un altro paradigma di civiltà, che la rottura del contratto sociale ha reso inevitabile.

Buen vivir o Sumak Kawsay, come dicono i popoli indigeni, come risposta alle crisi, che consente di ripensare le relazioni tra i viventi ed il pianeta in maniera più sobria e armoniosa, in cui la partecipazione democratica delle cittadine e dei cittadini sia elemento fondativo che conduce ad una vera e propria democrazia deliberativa.

A Sud considera immorale la scelta di tenere il G8 a L’Aquila e di utilizzare il dolore della popolazione locale, strumentalizzandola come “set mediatico” per occultare le loro responsabilità cercando di offrire il volto di un “capitalismo compassionevole” dinanzi all’opinione pubblica mondiale.

A Sud promuove e partecipa insieme ai territori e alle reti sociali giornate di mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale, per costruire insieme a tutte e tutti i nessi per dar vita dal basso a processi di accumulazione di forze sociali come risposta alle crisi.

26 giugno: Istituto di studi Politici, Napoli: Iniziativa con il Coordinamento Regionale Rifiuti Campania su ecologismo dei poveri

25 – 27 giugno: Trieste: mobilitazioni contro il G8 dei Ministri degli Esteri

2 – 5 luglio: Sulcis, Sardegna: tre giorni di dibattito con realtà locali, associazioni, comunità – organizzato dal Gsotto.

4 luglio:
Vicenza, manifestazione indetta dal comitato No Dal Molin in concomitanza con la Giornata dell’indipendenza celebrata negli Usa.

Parteciperemo alle iniziative e mobilitazioni a fianco delle popolazioni aquilane nei giorni precedenti al G8.

A Sud
12-13-14 giugno 2009
Rocca di Papa