Bolivia: Sventato Attentato Contro Evo Morales

Bolivia: sventato attentato contro Evo Morales

evo morales rioI tre uomini uccisi dalle forze speciale sono il rumeno Mayarosi Ariad, l’irlandese Dyer Micheal Martin e il boliviano di origine ungherese Eduardo Rozsa Flores, sospettato di essere il capo della banda. Lo affermano fonti ufficiali di La Paz, e lo ha ripetuto Morales subito dopo essere giunto a Cumanà, in Venezuela, dove partecipava al vertice dell’Alternativa Bolivariana delle Americhe (Alba), accolto dal presidente Hugo Chavez.

L’anno scorso l’opposizione è fallita nel tentativo di allontanarlo dalla presidenza tramite un referendum, ha ricordato Morales: «successivamente, ha aggiunto, hanno provato con un golpe di stato civile… ora stavano cercando di crivellarci».

La polizia ha arrestato altre due persone, il boliviano Francisco Tadic Astorga (ex militare residente in Croazia) e l’ungherese Elot Toazo (anche esgi residente in Croazia) con l’accusa di essere coinvolte nell’attentato. Il capo della polizia di Santa Cruz, Victor Hugo Escobar, ha precisato che i tre attentatori uccisi erano «terroristi specializzati e addestrati» per questo tipo di attentati e che la polizia è intervenuta «per rispondere al fuoco» dei tre.

Lo scenario disegnato dagli attentati contro il Presidente e il Vicepresidente della Bolivia e contro il cardinale di Santa Cruz appare estremamente grave e preoccupante non solo per la Bolivia ma per tutte le forze democratiche e progressiste dell’America Latina e del mondo.

Il coinvolgimento di mercenari europei, già attivi nelle milizie di destra all’interno della guerre che hanno dilaniato la Jugoslavia negli anni Novanta, rivelano all’opinione pubblica internazionale l’esistenza di una rete terrorista neofascista ancora attiva e che trova nelle forze reazionarie ancora dominanti in alcune regioni boliviane, un inquietante centro di complicità.

Il senatore del MAS Riccardo Diaz ha accusato l’ex governatore di Santa Cruz Branco Marinkovic  di avere legami con i grupp terroristi croati.

Quanto accaduto in Bolivia concretizza agli occhi dell’opinione pubblica l’esistenza ancora attiva di quella rete terroristica neofascista che da mesi in Bolivia tenta di ribaltare il governo legittimo di Morales e che ha trovato  rifugio e complicità proprio negli ambienti della destra boliviana che oggi si oppone violentemente al cambiamento democratico in corso nel paese, dove proprio all’inizio del 2009 è stata approvata da referendum consultazione popolare la nuova costituzione: una costituzione che riconosce nuovi diritti e disconosce antichi privilegi, minacciando lo status quo della ricca oligarchia boliviana.

 

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