Beni Comuni, Una Privatizzazione Mascherata?

Beni Comuni, una privatizzazione mascherata?

acqua[di Carmine Saviano su Repubblica]

 

Strategie. Le riforme hanno bisogno di un’agenda, certo. E anche di una strategia: che in questi giorni viene messa a punto – soprattutto sul tema del reperimento delle risorse e in previsione della Legge di Stabilità – dal ministero dell’Economia e delle Finanze. I capitoli: Taglio del cuneo fiscale, politica di Coesione e Mezzogiorno, riduzione dei costi energetici, finanza d’impresa finalizzata alla crescita e, quello che qui interessa, “concorrenza, liberalizzazioni e internazionalizzazione delle imprese”. Al cui primo punto, si legge nell’Agenda delle Riforme diffusa da MeF, è previsto il “riordino della normativa sui servizi pubblici locali” e la messa in campo di “meccanismi di valorizzazione delle imprese municipalizzate”.

 

La posizione del Forum dei Movimenti per l’Acqua. Fin qui, pura neutralità. Ma cosa significa mettere insieme, in un documento economico, “valorizzazione delle municipalizzate” e “nuove norme sui servizi pubblici locali”? E se a questo si aggiunge la più volte annunciata spending review delle società partecipate dagli enti locali? Il Forum dei Movimenti per l’Acqua, non ha dubbi. Il rischio è che “la realizzazione di questo piano in realtà comporterà la definitiva consegna dei beni comuni ai capitali finanziari”. Ancora: “Si arriverebbe, addirittura, a costruire un vero e proprio ricatto nei confronti degli Enti Locali i quali, oramai strangolati dai tagli, sarebbero spinti alla cessione delle loro quote al mercato azionario per poter usufruire delle somme derivanti dalla vendita, che il Governo pensa bene di sottrarre alle tenaglie del patto di stabilità”.

 

L’esito del Referendum del 2011. L’accusa è dura. E denota il crescere dell’attenzione sulle mosse del governo da parte dei Movimenti “vincitori” del Referendum del 2011 sui Beni Comuni. L’obiettivo, appunto, è quello di salvaguardarne l’esito mentre tutto sembra andare in direzione opposta. Compreso il ruolo che – nel “riordino” e nella “valorizzazione” dei servizi pubblici locali – dovrebbe assumere la Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Strategico Italiano. Per il Forum, “la CDP, raccogliendo anche i risparmi degli italiani,  “non dovrebbe finanziare processi, come fusioni e aggregazioni, che contrastano con l’interesse collettivo bensì utilizzare il denaro raccolto per il finanziamento a tassi agevolati degli investimenti degli Enti Locali, ovvero recuperare la sua funzione pubblica originaria”.

 

Sentinelle. In definitiva, per il Forum dei Movimenti per l’Acqua, si tratta di impedire un’operazione che “espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico”. E di impedire che lo Sblocca Italia si trasformi in un contenitore di privatizzazioni mascherate. Perché “oggi serve una gestione dell’acqua, dei rifiuti, del TPL, dell’energia, prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi”.

 

E mercoledì 15 e giovedì 16 ottobre, il Forum ha indetto due giornate di mobilitazione in piazza Montecitorio

 

 

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*Articolo pubblicato su saviano.blogautore.repubblica.it, 8 ottobre 2014