BABBO LETALE Regala Inquinamento A Roma

BABBO LETALE regala inquinamento a Roma

PARTE LA COP 25  A MADRID
BABBO LETALE REGALA INQUINAMENTO 
FLASHMOB DELLA CAMPAGNA GIUDIZIO UNIVERSALE

Roma, 2 Dicembre – In occasione dell’apertura della Conferenza delle Parti sul Clima – COP 25, Babbo Letale dona a turisti e cittadini e cittadine i regali che lo Stato italiano ha in serbo per loro. Obiettivo: comunicare che le politiche messe in atto fino ad ora non sono sufficienti per contrastare la crisi climatica e che per tale ragione, un gruppo di cittadini, associazioni e comitati attivi nella campagna Giudizio Universale stanno intraprendendo un’azione legale contro lo Stato.

Il Flash mob

Carbone, barili di petrolio, gas metano e torce di scarico di inceneritori, raffinerie e impianti industriali. Sono questi i regali che il Babbo Letale dona ai passanti per denunciare le politiche messe in atto dai governi che si sono susseguiti in Italia in questi anni. Uno strano Babbo Natale senza renne e in costume da bagnoperché l’aumento delle temperature colpisce tutti: dal Polo Nord alle zone tropicali. Sebbene tutti i governi al potere in Italia negli ultimi decenni abbiano più volte espresso preoccupazione per le sorti climatiche dell’Italia, le politiche fino a ora messe in campo non hanno portato a reali risultati. Nel 2017 le emissioni dell’Italia si erano ridotte (rispetto al 1990) solo del 17.4%, mentre già nel 2007 l’IPCC chiedeva ai Paesi sviluppati di ridurre le emissioni del 25-40% entro il 2020.
La COP25 di Madrid

Alla COP di Madrid le parti dovranno concordare le regole necessarie a mettere in pratica l’Accordo di Parigi: mantenere l’aumento della temperatura entro i 2°C e fare il possibile per stare entro 1.5°C. Gli scienziati del clima ritengono necessaria la revisione al rialzo dei piani nazionali di riduzione per poter raggiungere l’obiettivo, ma la volontà degli Stati non sembra andare in questa direzione. Occorre modificare radicalmente il modello di sviluppo per evitare un riscaldamento globale superiore a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. Restano soltanto 11 anni per evitare di raggiungere il punto di non ritorno. Senza un’azione incisiva a livello globale e nazionale, dal 2030 non sarà più possibile arginare gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici.

Proprio per questa ragione, cittadini, associazioni e comitati hanno deciso di incalzare lo Stato mettendolo sul banco degli imputati per l’insufficienza delle azioni intraprese: se la politica è sorda alle richieste della società civile, dovrà per forza ascoltarle in un’aula di tribunale.

Una delegazione di Giudizio Universale parteciperà alla COP 25 a Madrid.

Per contatti e interviste
Cecilia Eba – ceciliaerba@asud.net – 39 3935426814

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