Azione Urgente: Sono 30 Gli Indigeni Awa Massacrati Nel Nariño

Azione urgente: sono 30 gli indigeni Awa massacrati nel Nariño

awa massacroI. ANTECEDENTI:
La crisi umanitaria che oggi colpisce il popolo indigeno Awa del dipartimento di Nariño; la grave situazione di violazione ai diritti umani, al Diritto Internazionale Umanitario e ai diritti collettivi di questo popolo, come si evidenzia di seguito:

– Presenza dei gruppi armati nel territorio a partire dagli anni ’90

– Crescente militarizzazione del territorio per effetto della cosiddetta Politica di Sicurezza Democratica, che ha reso ancora più complessa la situazione delle comunità. È stato più volte denunciato che i membri dell’Esercito colombiano si sono macchiati di frequenti violazioni ai diritti umani garantiti dalla legge colombiana e dai trattati ed accordi internazionali ratificati dallo Stato Colombiano e del Diritto Internazionale Umanitario

– Fatti di violenza nel paese Awa: solo negli ultimi 10 anni sono stati commessi contro il popolo Awa 4 massacri, approssimativamente 200 assassini, 50 persone vittima di mine antipersona, numerosi sequestri, detenzioni arbitrarie, segnalazioni, minacce, reclutamento forzato oltre che violazioni al diritto all’accesso a alimenti e medicine. Infine, sono avvenuti nell’ultimo decennio 5 sfollamenti massivi e molte violazioni contro il popolo Awa. Il popolo Awa è un popolo binazionale che vive sia in Colombia che in Ecuador nella regione di frontiera. In Colombia sono circa 21.000, ma moltissimi stanno migrando in Ecuador, senza che si abbiano notizie sugli aiuti e le garanzie ad essi forniti in termini legali ed umanitari.

 

II. FATTI ATTUALI:

 

1. a partire dal 2008, si è rafforzata la presenza di gruppi paramilitari e di conseguenza l’azione dei gruppi insorgenti nella regione. Contemporaneamente è cresciuta la militarizzazione delle forze armate statali. Tutti fattori che hanno portato ad un l’incremento delle violazioni di diritti umani e ad un aggravamento della crisi umanitaria nel territorio Awa

 

2. dal 1º di febbraio di 2009, si è registrata nelle comunità Awa di Tortugaña Telembí – municipio di Barbecui, Nariño – la presenza permanente di un battaglione dell’Esercito (Battaglione Antisommossa Martiri di Puerres della Brigata 29), entrati in maniera abusiva alle abitazioni private per obbligare i membri della comunità a dare informazioni sull’ubicazione dei guerriglieri delle FARC. Durante gli interrogatori, nel tentativo di estorcere informazioni, l’esercito ha ucciso alcuni membri della comunità.

3. il 4 febbraio, uomini armati con distintivi delle FARC hanno sequestrato 20 persone, tra cui uomini, donne e bambini, alcuni dei quali sarebbero stati assassinati nella comunità el Valoroso. Secondo informazioni raccolte nella comunità, questi stessi uomini sarebbero tornati il giorno seguente per i bambini rimasti portandoli via e senza che fino ad ora si abbiano notizie sulla loro sorte.

4. durante i giorni 5, 6 e 7 di febbraio si sono susseguiti scontri e combattimenti tra l’Esercito e la Guerriglia, lasciando assassinati sul campo numerosi membri della comunità e causando lo sfollamento di molte famiglie verso le comunità di Samaniego, Buenavista, Planadas e Telembí.

5. le vie di accesso al territorio in cui si trovano le comunità Awa sono disseminate di mine antipersona

6. al momento circa 1.300 indigeni Awa si trovano in una situazione di confino, senza potersi muovere, tra il fuoco incrociato degli attori armati e soffrendo fame e malattie, con gravi impatti sulla popolazione infantile.

7. fino ad ora nessun organismo statale o umanitario è potuto entrare nella zona per recuperare i cadaveri e portare aiuti umanitari alle comunità.

8. l’11 febbraio, l’ONIC ha ricevuto notizia dell’assassinio di altri 10 membri del popolo Awa, avvenuto nella Riserva Sande, tra Ricaurte e Guachavez.

 

III. RICHIESTE

 

1. al Governo colombiano: Adottare immediatamente le misure necessarie affinché si garantisca la vita, l’integrità fisica, culturale, territoriale, come le libertà fondamentali alla libera circolazione ed espressione del popolo Awa e di tutti i popoli indigeni della Colombia, in particolare nello sviluppo delle azioni di rivendicazione che si stanno realizzando in differenti parti del territorio colombiano

2. a tutti i gruppi armati: Esigiamo il rispetto del diritto alla vita e degli altri diritti individuali e collettivi dei popoli indigeni della Colombia che chiedono di non essere coinvolti nella guerra

3. al segretariato delle FARC: che si pronuncino davanti alla comunità nazionale ed internazionale sulle proprie responsabilità in questi crimini o che si discolpino argomentando; che rispettino l’autonomia territoriale e politica del popolo Awa; che preservino le comunità indigene dal coinvolgimento in una guerra alla quale non appartengono; che rilascino le persone sequestrate che eventualmente detengono;

4. al Ministero dell’Interno e della Giustizia: che prenda le misure necessarie per investigare e acclarare i fatti e le responsabilità ad essi connesse nel minore tempo possibile; che implementi il Piano di Salvaguardia per il popolo indigeni Awa, rispettando la Convenzione 169 dell’ILO e la sentenza 004 di 2009 della Corte Costituzionale;

5. al Governo Nazionale, allo Stato e a tutte le istituzioni: riconoscere il livello di vulnerabilità del popolo Awa, mettendo in atto le misure necessarie a garantirne il diritto alla vita e all’integrità fisica;

6. all’Esercito Nazionale: che nello svolgimento delle sue operazioni osservi lo stretto compimento dei norme Diritti umani e di Diritto Internazionale Umanitario;

7. a tutte le istituzioni, specialmente ad Acciòn Social, al governo di Nariño ed agli organismi umanitari che progettino e attuino urgentemente un piano di attenzione effettiva per far fronte all’emergenza umanitaria, previa consultazione delle autorità del popolo Awa;

8. all’ONU, agli organismi per la difesa dei Diritti umani, alle organizzazioni Sociali, alle Istituzioni dello Stato, alle Ong internazionali ed alle organizzazioni Indigene che accompagnino le comunità indigene nello sviluppo di una MINGA Umanitaria Integrale per la verifica di quanto successo e per salvare le vite che si trovano oggi a rischio;

9. alla Procura Generale della Nazione: che inizi immediatamente un’investigazione per le responsabilità riconducibili ad ognuna delle istituzioni, alle quali si era denunciata la situazione di rischio del popolo Awa e che non hanno preso misure tempestive che avrebbero evitato il massacro attuale.

 

ALTRE PETIZIONI

 

Alla CIDH – Commissione Interamericana di Diritti umani chiediamo:

– di monitorare, seguire le evoluzioni e pronunciarsi sui fatti denunciati a questa azione urgente.

All’ONU, ed in particolare al Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani e libertà fondamentali degli indigeni, all’Alto Delegato delle Nazioni Unite, signore James Anaya sollecitiamo:

– di esercitare pressioni sullo Stato colombiano affinché si garantisca nella vita, l’integrità fisica, culturale e territoriale del paese indigeno AWA.

– di monitorare, seguire le evoluzioni e pronunciarsi sui fatti denunciati a questa azione urgente;

– di emettere un pronunciamento speciale sulle limitazioni alle libertà e diritti fondamentali dei popoli indigeni denunciati in questa azione urgente.

Alle organizzazioni nazionali ed internazionali che si occupano di solidarietà e Diritti umani e alla società civile in generale chiediamo:

– di monitorare permanentemente il rispetto dei diritti umani del popolo Awa;

– di esercitare pressioni sullo Stato colombiano affinché si garantisca nella vita, l’integrità fisica, culturale e territoriale del paese indigeno AWA;

– sollecitare al Governo la Colombia l’inizio di investigazioni serie e imparziali sui fatti denunciati in questa azione urgente;

– partecipare e/o appoggiare alla Missione di accompagnamento insieme alla Guardia indigena, per entrare nella zona in cui sono accaduti i fatti che si denunciano in questa azione urgente.

 

ORGANIZZAZIONE NAZIONALE INDIGENA DELLA COLOMBIA – ONIC

 

13 febbraio 2009