Autogestione E Resistenza Al Teatro Valle

Autogestione e resistenza al Teatro Valle

[su Comune-Info]

La protesta all’assessorato alla cultura del Comune di Roma, del 3 luglio 2014

Dopo le dichiarazioni del sindaco di Roma Ignazio Marino alla trasmissione Otto e mezzo all’inizio di giugno, in cui invocava una “soluzione finale” per il Teatro Valle senza considerare la possibilità di un’interlocuzione, giovedì 3 luglio quelli del Valle hanno occupato simbolicamente l’assessorato vacante della Cultura di Roma per denunciare la “vacanza culturale che sta portando al collasso la capitale”. “Oltre a presentare le linee del progetto artistico e il modello economico di sostenibilità attivato negli ultimi due anni – si legge su  teatrovalleoccupato.it-, abbiamo chiesto a gran voce un incontro con il sindaco e che venga reso pubblico il rapporto del confronto istituzionale che si è svolto con l’assessorato due mesi fa”. Dopo ventiquattro ore di silenzio, Marino ha reso pubblica una dichiarazione – leggi in coda- che al momento non dimostra apertura.

Di seguito la risposta a Marino. Difficile immaginare come andrà a finire la vicenda. Di certo, quella che resta una delle occupazioni più originali e note in Europa, ha già ampiamente dimostrato qualcosa di impensabile un paio di anni fa, cioè che è possibile autogestire uno spazio culturale coinvolgendo in molti modi migliaia di persone (artisti e non), ripensando l’idea tradizionale di teatro e favorendo un effetto emulazione enorme in altre città; che è possibile individuare perfino sul piano del diritto strade al tempo stesso nuove (i giuristi della Costituente Beni Comuni, tra cui il vicepresidente  emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, hanno proposto un tavolo di lavoro con il Comune, mentre la proposta della Fondazione Valle Bene Comune è già nota) e antiche (che fanno leva sulle intuizioni della Costituzione).

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RISPOSTA AL SINDACO MARINO

4 luglio 2014

“Leggiamo con preoccupazione le dichiarazioni del Sindaco Marino che sembrano orientate verso il disconoscimento di un’esperienza generata da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura che coinvolge artisti e migliaia di cittadini.

Facciamo fatica a comprendere cosa intenda Marino per metodo del confronto, se non considera proprio questi soggetti come interlocutori. Una gaffe clamorosa che esclude moltissimi soci fondatori, artisti ed operatori che da tre anni sostengono questa esperienza a livello cittadino, nazionale e internazionale. Apprendiamo così con stupore di non essere considerati cittadini di questa città.

Un tavolo di confronto istituito dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale si è già svolto nei mesi passati, producendo un documento di valutazione. Da lì ci aspettiamo che il Comune riparta, rendendo finalmente pubblici i risultati di questo confronto istituzionale secondo un criterio minimo di trasparenza.

“Fare tesoro dell’esperienza finora maturata” significa discutere non dell’occupazione ma di un nuovo modello di gestione di un bene pubblico come il Teatro Valle Bene Comune. A questo proposito è giunta ieri al Sindaco anche la disponibilità di autorevoli giuristi per un tavolo di lavoro tecnico-giuridico. Il Teatro Valle è sempre stato aperto e disponibile alla città e continua ad esserlo costruendo numerose occasioni di confronto pubblico.

Se il Sindaco ritiene questa esperienza talmente priva di legittimità al punto di negare qualsiasi tipo di incontro e interlocuzione, allora – fuori da ogni ipocrisia – si assuma la responsabilità politica di sgomberarla con la forza pubblica”

Teatro Valle Occupato

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Cosa ha detto il sindaco Marino

”Il Teatro Valle è parte fondamentale del patrimonio di questa città, la cui vita culturale si fonda sul lavoro e l’impegno di sessanta teatri. In questi ultimi tre anni, tuttavia, la struttura ha vissuto una forma di contraddizione evidente, che nessuno si è assunto la responsabilità di affrontare: da un lato, è chiaro a tutti che la passata amministrazione comunale non ha lavorato come doveva e questo può aver motivato l’iniziativa di accendere un riflettore su quello spazio e impedirne la morte culturale; dall’altro tuttavia, la legalità deve valere per tutti soprattutto di fronte alle enormi difficoltà che tanti teatri della nostra città affrontano quotidianamente per mantenersi in vita. Vogliamo immediatamente mettere fine a questa contraddizione: ecco perché stiamo lavorando per bandire nel più breve tempo possibile una gara di evidenza pubblica d’intesa con il Mibact. Resta ferma la mia convinzione che il confronto sia fondamentale, un metodo che abbiamo voluto far nostro fin dall’insediamento. Perciò ascolteremo la città, a partire dagli operatori, coinvolgendo fin da subito il Teatro di Roma affinché ci aiuti a disciplinare questa transizione. Tuttavia, affinché il teatro possa tornare ai romani, serve anche una assunzione di responsabilità da parte degli occupanti che devono al più presto rendere disponibile la struttura per favorire il processo di rilancio del prezioso spazio culturale, anche facendo tesoro dell’esperienza fino ad ora maturata”.

(fonte Asca)

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Guarda il video

Roma decadence. Da 40 giorni l’assessorato alla cultura della capitale è drammaticamente vuoto. Come vuota è ormai da tempo l’offerta culturale della città. Una città sempre più decadente, interamente mercificata e devastata dal cemento e dalla speculazione, priva di qualsiasi dinamica positiva che ripaghi i cittadini del livello sistemico di caos e disorganizzazione che sono costretti a sopportare. Un vuoto che produce ogni giorno imbarbarimento, agressività  e depressione.
In questo deserto il Sindaco Marino si spinge a fare quello che neanche Alemanno aveva osato, minacciare di sgombero il teatro Valle occupato, una delle poche novità culturali e politiche del panorama romano degli ultimi anni. Arroccato  nella sua torretta di avorio il sindaco rifiuta qualsiasi forma di interlocuzione con i cittadini organizzati e al dialogo preferisce la strada dell’ordine pubblico e della repressione. Il 3 luglio gli occupanti del teatro valle hanno occupato l’assessorato alla cultura per farsi ricevere dal sindaco. Ovviamente lo hanno trovato vuoto. [Caterina Amicucci]

*Articolo pubblicato su Comune-info, titolo originale: “Autogestione e resistenza in Valle

8 Luglio 2014