Argentina: Morire Di Fame Nel Granaio Del Mondo

Argentina: morire di fame nel granaio del mondo

crisialimentiIn Argentina ogni giorno 25 bambini muoiono per cause evitabili, come la fame. In Argentina, il paese dove si produce il cibo che serve a sfamare centinaia di migliaia di persone, 25 bambini, sotto il primo anno di età, muoiono ogni giorno per denutrizione. I dati ufficiali, che parlano di una percentuale di mortalità infantile di 12,9 ogni 1000 bambini nati, contrastano con la recente relazione pubblicata dall’UNICEF: 14 su 1000. (…)

 

In Argentina ogni giorno 25 bambini muoiono per cause evitabili, come la fame. In Argentina, il paese dove si produce il cibo che serve a sfamare centinaia di migliaia di persone, 25 bambini, sotto il primo anno di età, muoiono ogni giorno per denutrizione. I dati ufficiali, che parlano di una percentuale di mortalità infantile di 12,9 ogni 1000 bambini nati, contrastano con la recente relazione pubblicata dall’UNICEF: 14 su 1000. (…)

 

Nel paese più di sei milioni di bambini vivono in condizioni di povertà e la metà di essi soffre per mancanza di cibo. Solo nella città di Buenos Aires, otto bambini muoiono ogni giorno per fame prima di aver compiuto un anno di età. A Cuba il tasso di mortalità infantile è di 5 su 1000, secondo le stime dell’UNICEF, e di 5,3 su mille stando ai dati ufficiali.

 

Una organizzazione sociale che lavora nella capitale argentina ha denunciato che, nel Mercato Centrale della città, più di 200 bambini tra gli otto e i tredici anni si prostituiscono per poter mangiare.

 

La denutrizione sofferta dalle madri durante i mesi della gravidanza produce seri danni, spesso irreparabili, al nascituro: ritardo mentale e fisico, problemi di peso, difficoltà nell’apprendimento e molti altri. La relazione dell’UNICEF rivela che il 66% dei bambini e bambine muoiono nel primo mese di vita: “più della metà di queste morti sono evitabili” si legge nel documento.

Cartografia della denutrizione

L’UNICEF dichiara che, in Argentina, il luogo di nascita condiziona le possibilità di sopravvivenza. “Le probabilità di morire prima del compimento del primo anno di età sono tre volte maggiori a Formosa che a Buenos Aires. Nelle province di Jujuy o del Chaco, è possibile riscontrare una situazione ancora più marcata”. Arresto cardiaco è l’eufemismo con il quale si cerca di coprire l’infamia della denutrizione negli ospedali pubblici ormai al collasso a causa della mancanza di personale medico e infermieristico. Nella città di Buenos Aires, il tasso di mortalità è di 8,3 bambini morti ogni 1000 nati vivi; persino nella ricca e orgogliosa Capitale Federale, l’indice di mortalità infantile è più alto che a Cuba.


Denutrizione cronica e mortalità materna

Secondo i dati dell’UNICEF, la denutrizione cronica colpisce l’8% dei bambini e bambine sotto i cinque anni. La percentuale raggiunge il 10,5% nelle province del nord e il 33% dei minori di due anni non è in grado di soddisfare le necessità alimentari di base. (…) Quanto alla mortalità materna, l’UNICEF parla di 333 donne morte per problemi legati alla gravidanza e al parto nel solo 2006. Il Ministero della Salute ha reso noto che, nella città di Buenos Aires, il tasso di mortalità materna si aggira intorno a 18 su 1000. Nella sola provincia di Jujuy, la percentuale sale a 165 su 1000. La mancanza di alimentazione va, però, sommata ad altre cause come il mancato accesso all’acqua potabile e la vita in ambienti insalubri dove prolificano malattie spesso mortali, come la diarrea e la parassitosi.

Ricchezze naturali nella conca del Plata

Il territorio della Repubblica Argentina è il secondo più grande dell’America Latina e l’ottavo in quanto a estensione territoriale nel mondo. (…) L’Argentina è anche la terza potenza economica del sub-continente latinoamericano, preceduta dal Messico e dal Brasile. (…) L’asse portante dell’economia argentina è la produzione di beni agricoli, oltre all’allevamento. In totale, il settore della produzione rurale ha rappresentato, nel 2007, il 5,61% del PIL. Inoltre, il paese possiede numerose riserve di petrolio, gas naturale e ricchezze del sottosuolo. I principali giacimenti di petrolio si trovano nella provincia di Nequen. (…) Attraverso riforme costituzionali, decreti e leggi, i governi dal paese, a partire dal 1880 ad oggi, hanno sempre permesso il saccheggio più sfrenato delle ricchezze naturali del territorio argentino. Attualmente, i guadagni delle multinazionali che sfruttano le riserve argentine si aggirano intorno ai 20000 milioni di dollari annui, cifra che basterebbe abbondantemente a risolvere il problema della denutrizione in quello che spesso viene chiamato “il granaio del mondo”.

 

Nella provincia di Salta – sempre secondo i dati ufficiali – la mortalità infantile è stata di 14,9 su 1000 bambini nati vivi durante il 2006 e di 15,4 su 1000 nell’anno successivo. (…)


La democrazia dell’esclusione

In un paese dove tanti bambini muoiono per mancanza di un’alimentazione adeguata, sono davvero pochi gli adolescenti ancora capaci di credere nella democrazia. Uno studio realizzato dal Ministero dell’Educazione alla fine del 2008, mostra che solamente il 35% degli adolescenti intervistati ha fiducia nelle istituzioni democratiche. (…) Lo studio è stato realizzato nell’ambito del Programma Escuela y Medios e ha visto coinvolti ragazzi, tra gli 11 e i 15 anni, delle scuole pubbliche di Buenos Aires, Cordoba, Mendoza, Santa Fe e Chubut.


L’Argentina produce cibo sufficiente a sfamare centinaia di migliaia di persone, possiede un PIL pro-capite abbastanza elevato e un buon livello di sviluppo scientifico-tecnologico. Nel suo entroterra è possibile trovare riserve di petrolio, gas, oro e argento. Il rio Guaranì, che bagna anche Brasile, Paraguay e Uruguay, è una delle riserve di acqua potabile più grande del mondo. A Cuba, una piccola isola situata nel cuore dei Caraibi, sempre alle prese con tifoni e uragani e dove la sola cosa prodotta su scala industriale è la canna da zucchero, la mortalità infantile è di 5 bambini ogni 1000 nati vivi. La stessa percentuale del Canada e inferiore a quella degli Stati Uniti (7 su 1000). Tutto questo considerando l’asfissiante embargo che pesa sull’economia cubana da quasi mezzo secolo.

 

963 milioni di esseri umani patiscono la fame nel mondo. Uno degli obiettivi del millennio è quello di ridurre la fame entro il 2015 ma è impossibile che questo avvenga, almeno fino a quando il sistema capitalista continuerà a essere quello dominante. Tutto è in eccesso nel mondo industrializzato, perfino gli esseri umani.


Il presente materiale è stato pubblicato in Rebanadas de Realidad, Buenos Aires – Argentina, per gentile concessione di Ines Hayes, della redazione di AMERICA XXI

Leggi l’articolo completo (in spagnolo): clicca qui

 

 

Traduzione di Francesca Casafina