Argentina: Miniera Cinese Minaccia Comunità Mapuche

Argentina: miniera cinese minaccia comunità Mapuche

Una compagnia mineraria, la cui proprietà è dello Stato cinese, pianifica di stabilirsi nello spazio territoriale della comunità mapuche Mellao Morales, a 18 chilometri da Loncopué (Neuquén). I progetti dell’impresa hanno causato la reazione contraria degli abitanti di questa località del centro ovest neuquino e della Campana Mahuida, regione che si vedrebbe direttamente danneggiata in caso di implementazione della miniera. La resistenza al progetto non è portata avanti solo dalle comunità indigene, ma da tutte le comunità adiacenti e dala totalità degli abitanti della regione Campana Mahuida.

L’impresa è sostenuta dal governo provinciale. Secondo gli abitanti, la metodologia che si prevede di utilizzare è quella del cielo aperto con lisciviazione tramite sostanze chimiche. Questa pratica sembrerebbe incompatibile con le attività agricole e turistiche che predominano nella zona.

Le proteste sono iniziate giorni addietro nella capitale neuquina; diversi enti hanno convocato una marcia provinciale, alla quale hanno partecipato gli integranti della comunità Mellao Morales. Il “lonko” della comunità (la guida spirituale), Pedro Beroíza, ha evidenziato che “è stata molto efficace la mobilizzazione a Neuquén. Siamo stati sostenuti da varie organizzazioni ambientaliste di Neuquén e da altre località della provincia”.

I mapuches si oppongono totalmente all’installazione dell’impresa cinese sul proprio spazio territoriale. “Le nostre argomentazioni sono valide e la nostra opposizione irremovibile: il progetto minerario è installato all’interno del territorio della comunità mapuche del dipartimento di Loncopué. I danni che causerebbe questa impresa sarebbero incalcolabili, se dovesse mai arrivare il giorno in cui inizierà a sfruttare la miniera di rame in Campana Mahuida”.

La legislazione attuale prevede per tutte le iniziative che si sviluppano all’interno di uno spazio territoriale indigeno, un meccanismo denominato “consenso informato”. Questa metodologia di consultazione è totalmente assente nel caso in questione. “Oltre a non averci preso in considerazione e averci consultato, recentemente hanno riconosciuto che questo progetto minerario si troverebbe all’interno del territorio della comunità Mellao Morales, ai piedi di una collina che si chiama Tres Puntas, vicino a Campana Mauhida,” ha dichiarato Beroíza.

L’economia della comunità è la stessa che caratterizza tutta la zona di Neuquén. “Le famiglie sono allevatrici e vivono del propro lavoro. La maggior parte della gente sussiste grazie agli allevamenti,” insiste il lonko, il quale ha affermato che questa attività tradizionale è incompatibile con la presenza di una miniera e con le sue pratiche contaminatorie.

Da poco la comunità Mellao Morales sta ricevevendo solidarietà e sostegno da altre comunità: “Ora si stanno unendo altre comunità alla nostra lotta. Anche la Confederazione Mapuche di Neuquén si è unita a  noi. L’impresa cinese è sostenuta invece dal governo provinciale e anche dal municipio di Loncopué, benché il municipio di Loncopué non possegga giurisdizione all’interno delle comunità, nè potrebbe implementare e negoziare un territorio che non gli corrisponde”, affermano le autorità mapuche. Dall’altro lato cresce anche l’appoggio che i mapuche direttamente coinvolti ricevono da parte di altri settori della società della vicina provincia”.

Nonostante l’estensione sempre maggiore delle comunità che si uniscono all’opposizione al progetto, le prospettive non sono delle migliori: “L’impresa e i suoi caldeggiatori hanno ingaggiato molta gente, pagata dal governo, per poter convincere la popolazione, come d’altronde hanno sempre fatto, comprando volontà, consensi, terre e tutto il resto”, accusa Beroíza. La scommessa dei settori cittadino e indigeno mira ora alla Legislatura di Neuquén. “Consegneremo a breve le firme che abbiamo raccolto contro l’attività mineraria e i progetti tossici che si utilizzano per poter sfruttare tutte le miniere che vengono usate nella provincia”. Le iniziative prevedono che veenga approvata la proibizione dell’utilizzo dell’estrazione a cielo aperto con lisciviazione di sostanze chimiche.


da: Ecoportal

 

Traduzione di Ramona Capaldo