Argentina: A 33 Anni Dal Colpo Di Stato Della Dittatura Militare

Argentina: a 33 anni dal colpo di Stato della dittatura militare

argentinaE sebbene si siano fatti passi importanti, come la nullità di alcune leggi come quella di Obbedienza Dovuta, e si sia dato inizio ad alcuni giudizi nei confronti dei responsabili della repressione, è ancora molta la strada da percorrere per superare l’impunità giuridica; giacché spesso i giudizi ritardano le cause senza motivo, i giudizi si disperdono per i ritardi e perché non si evidenzia a sufficienza quel che realmente accadde: un genocidio al servizio di un modello di paese ingiusto, che ancora oggi subiamo.

Chiediamo al Potere Esecutivo, al Parlamento ed al Potere Giudiziario la volontà politica per snellire i giudizi e l’unificazione necessaria delle cause a livello regionale: un imperativo la cui soddisfazione reclamamavamo ieri e reclamiamo oggi ai poteri dello Stato. Le conseguenze del terrorismo di Stato sono ancora presenti e condizionano la vita del popolo, facendo sentire a gran parte della popolazione come la situazione attuale (con disoccupazione, emarginazione, violenza urbana e tutte le ingiustizie sofferte) sia legata a quella violazione dei diritti fondamentali.

Ci sentiamo chiamati a mettere in guardia la società civile circa il cambio di tendenza che si vive in tutto il mondo: per il capitalismo mondiale, globalizzato e finanziarizzato, mafioso e super-concentrato, è cominciata una crisi integrale, inedita, le cui conseguenze si vorrebbero far pagare ai poveri del mondo, inclusi i lavoratori ed i settori popolari argentini.

Le misure economiche che in questi anni hanno facilitato il recupero a livello macroeconomico, mantenendo però un sistema distributivo regressivo ed ingiusto, non hanno futuro. La crisi esige misure forti d’integrazione latinoamericana, in autonomia dall’imperialismo e dai gruppi economici, ed energiche misure di redistribuzione della ricchezza: aumento di salari, pensioni e sussidi; creazione di posti di lavoro, riforma della tassazione in senso progressivo; recupero di tutto quanto ci è stato tolto nei duri anni del terrorismo di stato e di neoliberalismo.

Questo è quanto vediamo:
– Il governo si nega sistematicamente ad indagare e realizzare una Verifica sul Debito Estero, per dividere il debito legittimo da quello illegittimo, che si paga con la fame del popolo.
– La fame è un crimine, come segnala il Movimento dei Bambini del Popolo, visto che più di 25 bambini al giorno muoiono di fame nel paese (Fonte: UNICEF).
– Esiste un aumento della mortalità per denutrizione e malattie evitabili nelle comunità indigene, che risentono della distruzione dei boschi naturali, dannosa per la biodiversità. Questo è causato dalla deforestazione perpetrata da imprese coltivatrici di soia e produttrici di carta, nonché dall’uso indiscriminato di composti agrochimici, che causano malattie e danni irreversibili alla popolazione.
– L’industria mineraria provoca la distruzione dell’ambiente, delle coltivazioni e dei boschi, ed utilizza l’acqua in maniera indiscriminata, inquinandola perfino con cianuro e mercurio.
– Un paese che non ha il controllo delle proprie risorse naturali e dei propri beni, è un paese privo di sovranità. L’Argentina ha perso la propria sovranità ed il governo nazionale, con quelli provinciali, continuano a vendere il territorio nazionale ad imprese straniere, allontanando le comunità indigene e contadine dalle proprie terre, violando così i diritti umani delle persone e dei popoli.

Proponiamo che:
– Si stabiliscano politiche di protezione dei diritti dei bambini, dando loro una speranza reale per la vita. Rifiutiamo l’abbassamento dell’età di imputabilità, in quanto criminalizzazione e massacro dell’infanzia povera del nostro paese.
– Si recuperino con urgenza i beni del popolo e le risorse strategiche, attualmente nelle mani di imprese multinazionali. Questi beni permetterebbero lo sviluppo del paese, consentendo la redistribuzione di ricchezze, il superamento della fame e della disoccupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.
– Si nazionalizzino nuovamente il petrolio, il gas e la rete ferroviaria, e si proteggano le risorse naturali che oggi sono saccheggiate dalla voragine mercantilista dei grandi interessi economici, che si lasciano dietro solo povertà, fame ed emarginazione.
– È necessario promulgare immediatamente una nuova legge di Radiodiffusione, poiché è inconcepibile che ancora oggi sia in vigore la legge della dittatura militare e non si stabilisca invece una normativa in grado di garantire la libertà di stampa, oggi seriamente svilita e minacciata dalle grandi multinazionali che concentrano i mezzi di comunicazione e dal governo che ne è complice.

Il rispetto dei diritti umani è necessario per la costruzione democratica, così come il passato ed il presente, che rafforzano la resistenza ed i valori del popolo; la forma di raggiungere tali obiettivi è quella di combattere per:
– Creare un nuovo sistema di relazioni sociali, economiche e culturali per il nostro paese, il nostro continente e tutta l’umanità.
– Fare in modo che non vi sia più impunità, ieri ed oggi.

I trentamila desaparecidos… presenti, ora e sempre.

Continuiamo a reclamare la comparsa in vita di Jorge Julio Lopez.

Buenos Aires, 24 Marzo 2009

Adolfo Pérez Esquivel.

Asociación Ex Detenidos Desaparecidos
Servicio Paz y Justicia
Liga Argentina por los Derechos del Hombre
Nora Cortiñas Madre de Plaza de Mayo Línea Fundadora
Mirta Baravalle Madre de Plaza de Mayo Línea Fundadora
Movimiento Ecuménico por los Derechos Humanos
Comisión de Derechos Humanos de Uruguayos en Argentina
Diálogo 2000

Traduzione: Federica Amici