Annullata La Condanna Per Genocidio A Efraín Ríos Montt

Annullata la condanna per genocidio a Efraín Ríos Montt

rios-montt-300x208[da Internazionale.it] Il 20 maggio la corte costituzionale del Guatemala ha annullato la condanna a ottant’anni di carcere per l’ex dittatore Efraín Ríos Montt, di 86 anni. Secondo la Corte costituzionale sono state violate le procedure del giusto processo e quindi si tornerà in aula: il processo è da rifare, spiega El Faro.

 

L’11 maggio una corte formata da tre giudici aveva condannato l’ex dittatore guatemalteco Efraín Ríos Montt a ottant’anni di carcere per genocidio, in quanto mandante della strage di indigeni di etnia Ixil. Era la prima volta che un dittatore veniva giudicato per i crimini commessi durante il suo mandato da un tribunale nazionale e non da una corte internazionale. Ríos Montt era stato condannato a cinquant’anni di carcere per genocidio e a trenta per crimini contro l’umanità.

 

Il processo. Nel procedimento cominciato il 19 marzo Montt era accusato di essere il mandante di numerosi massacri avvenuti nell’area conosciuta come Triángulo Ixil, nel nordest del paese, dove furono uccisi 1.771 indigeni. Secondo i dati raccolti grazie alle esumazioni, quasi la metà dei morti era rappresentata da bambini tra zero e dodici anni. L’accusa sostiene che Montt voleva eliminare gli indigeni perché sospettava che fiancheggiassero gruppi dell’opposizione.

 

Efraín Ríos Montt ha governato in Guatemala solo per sedici mesi, dal 23 marzo 1982, quando è andato al potere con un colpo di stato militare, all’agosto del 1984. Ma il suo ruolo politico nel paese centroamericano è durato fino al gennaio del 2012, quando si è ritirato dalla vita politica.

 

Di cosa è stato accusato. “Il breve mandato di Montt è passato alla storia come un periodo di repressione indiscriminata contro la popolazione civile, che secondo il dittatore sosteneva i gruppi sovversivi di sinistra. Secondo i rapporti delle organizzazioni umanitarie, durante il suo mandato almeno diecimila persone, in maggioranza indigeni, sono state vittime di omicidi extragiudiziali. I loro corpi sono stati gettati in fosse comuni o lasciati alla mercè degli avvoltoi. Migliaia di contadini sono stati costretti a trasferirsi nei campi profughi oltre il confine messicano. Circa centomila profughi e 448 villaggi sono stati letteralmente cancellati”, scrive El País.

 

“Il periodo di governo di Ríos Montt è stato uno dei più cruenti della guerra civile (1960-1996): in quei mesi, secondo l’Onu, sono morte o scomparse 200mila persone”, racconta El Faro.

 

Come Erode. Lo scrittore nicaraguense Sergio Ramírez ha tracciato un profilo del dittatore e racconta le verità emerse dal processo: “I testimoni raccontano atrocità su atrocità, con la voce che ancora trema. Molti di quelli che non riuscirono a salvarsi erano bambini. Ríos Montt conosceva troppo bene i testi sacri per non accorgersi che il suo progetto di sterminio somiglia a quello di Erode”.